Marcia per la Vita: il nervosismo di Carlo Casini

(di Alfredo De Matteo) Lo straordinario successo della Marcia Nazionale per la Vita del 13 maggio ha avuto l’effetto di “sparigliare le carte” all’interno del mondo pro-life italiano. Finora, infatti, il Movimento per la Vita ha rappresentato pressoché l’unico soggetto riconosciuto a livello ufficiale a portare avanti le strategie in difesa della vita innocente. Carlo Casini ha goduto soprattutto dell’appoggio incondizionato della CEI che ha sostenuto e finanziato la linea operativa del Movimento per la Vita.

Buona parte dei numerosi ed encomiabili volontari della nota associazione pro-life ha mal sopportato la linea accomodante e poco incisiva portata avanti dai vertici in oltre trent’anni di attività; linea che non ha condotto ad alcun risultato politico significativo tanto che le conquiste ottenute dal fronte abortista si sono susseguite con prevedibile regolarità. Il fatto nuovo costituito dalla Marcia Nazionale per la Vita è riuscito ad intercettare il malcontento del mondo pro-life italiano, stanco di essere rappresentato da un politico occupato a curare il proprio orticello.

Come è noto, l’onorevole Carlo Casini non ha mai voluto che si tenesse una manifestazione in cui il popolo della vita rendesse pubblica la sua netta contrarietà a leggi inique ed omicide come in Italia la 194/1978, come è consuetudine in molti paesi europei ed extraeuropei già da svariati anni. Ciò, malgrado avesse tutte le risorse necessarie, in primis quelle finanziarie, per organizzare una Marcia per la Vita a livello nazionale.

Il vero e proprio trionfo della seconda Marcia Nazionale per la Vita svoltasi a Roma (le prove generali si tennero a Desenzano in occasione della prima storica edizione), ha scosso un’ opinione pubblica abituata ad una sostanziale remissività del popolo della vita ed essa ha reagito in maniera scomposta attraverso la consueta tattica dello squalificare l’avversario e con esso le sue sacrosante ragioni.

Il marchio di fascisti, integralisti, omofobi e via discorrendo è stato addossato con sottile perfidia ai manifestanti convenuti a Roma da molti organi di informazione, i quali non hanno fatto altro che fungere da cassa di risonanza ai nervosismi delle lobby abortiste ed anticristiane che dominano la scena politica e culturale del nostro paese. Il popolo della vita ha dovuto subire non solo il prevedibile fuoco nemico ma anche quello amico, senz’altro meno prevedibile e più doloroso: lo stesso Carlo Casini si è prodigato a bollare la manifestazione del 13 maggio come inopportuna, arrivando ad affermare in una intervista rilasciata ad un noto quotidiano nazionale che il messaggio trasmesso all’opinione pubblica fosse di criminalizzazione delle donne, quando in realtà nessun cartello o slogan riportava un tale messaggio.

D’altra parte, anche il quotidiano dei vescovi italiani, “’Avvenire”, ha mostrato un malcelato fastidio nei confronti della storica iniziativa di piazza ed ha preferito snobbarla concedendole pochissimo spazio. Un misero trafiletto posto a margine della pagina 14 è stato lo spazio concesso all’evento subito dopo il suo svolgimento con una cronaca piuttosto misera della giornata. Per di più, l’articolista ha preso lo spunto per sponsorizzare il Life Day organizzato da Carlo Casini e previsto per il successivo 20 maggio nell’aula Nervi a San Pietro.

In seguito al clamoroso flop del Life Day, tenuto conto soprattutto del corposo battage pubblicitario messo in campo per l’evento, “Zenit”, la versione italiana della nota agenzia di informazione, ha battuto tutti i record del ridicolo e della scorrettezza diffondendo notizie improbabili circa la partecipazione al Life Day, arrivando a scrivere di 18.000 persone convenute a Roma il 20 maggio, notizia che è stata puntualmente ripresa dall’Avvenire. In realtà, secondo gli organizzatori i partecipanti erano circa 2.000 ed infatti la sala Nervi, che ha una capienza di circa 7.000 persone a sedere (12.000 in piedi) era semivuota, come hanno dimostrato le fotografie e i video di “Corrispondenza Romana” e come hanno confermato molti testimoni..

Quanto sta accadendo dimostra che i rapporti di forza stanno cambiando e la leadership dell’MPV di Carlo Casini non è più stabile. La presenza alla seconda Marcia Nazionale per la Vita di numerosi politici, importanti cariche istituzionali e alti prelati testimonia ancor di più il desiderio di cambiamento espresso dal popolo della vita, il quale non vuole rassegnarsi al nemico ma anzi vuole rendergli la vita difficile. Contrariamente a quanto è stato fatto finora in oltre trent’anni di compromessi e colpevoli silenzi.

Alfredo De Matteo

 

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