Marcia nazionale per la Vita, sabato 28 maggio 2011. A Desenzano sorge il sole

(di Paolo Deotto su Riscossa Cristiana) Pubblichiamo il resoconto della giornata raccontato da Paolo Deotto su Riscossa Cristiana.

Sabato 28 maggio 2011, ieri. Era una giornata di sole, il cielo ripulito dai nubifragi del giorno prima. Una giornata bellissima. Ma comunque, cinque chilometri a piedi sono tanti. Eppure centinaia di persone decidono di macinarsi quella strada, da Desenzano all’Abbazia di Maguzzano, danno vita a una manifestazione pubblica, a un corteo.

Vengono da tante parti d’Italia, da Roma, o da Trento, da Genova, da Milano, da Torino, da Bergamo, da Brescia, e da tante altre città ancora. Chi in pullman, in treno, chi in automobile. Tutti vengono perché hanno scelto di venire, pagano di tasca loro, non ci sono partiti politici, movimenti sponsorizzati, carovane prepagate a comando. Ognuno fa quel viaggio perché, se lo guardi negli occhi, capisci che ha un motivo vero, vivo, pieno di speranza. Chi cammina spedito, chi fa fatica. Ma chi li ferma?

In questa Italia abbiamo visto cortei d’ogni tipo, dai sindacali ai politici, alle fiaccolate, alle oscene manifestazioni di “gay pride”, alle proteste violente e becere. Beh, niente di tutto questo. I manifestanti che sono venuti a Desenzano e che da lì prendono la strada per l’Abbazia di Maguzzano sono venuti per dire il loro “no”, fermo, assoluto, alla cultura di morte che ammorba la nostra Società. Partecipano alla prima Marcia Nazionale per la Vita. Sono lì perché amano il dono della vita, perché lo difendono, perché sanno che nessuno può disporre a suo piacimento del dono che Dio ci fa da quel momento in cui nel corpo di una donna accade il miracolo. “La donna genera ciò che Dio crea”, disse il grande Pio XII.

Chi si ricorda di Pio XII? E, soprattutto, chi si ricorda di Dio?

Pochi, verrebbe da dire, e forse è proprio così. Ma forse se ne ricordano in molti, ma la loro memoria è schiacciata dall’ultima idiozia vista in televisione, dall’ultimo politico che ha sparato sentenze, dalle promesse di una ideologia morente che in nome di una libertà sfrenata e totale per tutti ha saputo fornire solo la libertà di uccidere i bimbi con l’aborto ed ora vuole avere la libertà di uccidere vecchi e malati con l’eutanasia. La loro memoria è schiacciata dalla paura di non essere accettati dal conformismo, minoritario ma chiassoso e prepotente.

Le centinaia di manifestanti, associazioni e privati cittadini, composti e civili, convenuti a Desenzano sono lì anche per quei fratelli che guardano la vita impauriti dietro le persiane socchiuse, che vorrebbero ma non sanno dire la loro Fede. Sono lì per dire a tutti che la salvezza c’è, esiste, che la Verità si è incarnata e ha incontrato l’uomo, che niente è perduto se si torna a Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

Il resto, tutto il resto, dottrine politiche, teorie, esprimenti sociali, sono foglie secche di un autunno che si prolunga da anni e anni, e il vento se le porta via, ma ne riporta sempre altre, sempre più spelacchiate e sporche.

Guarda negli occhi quella gente, vedrai che la primavera arriva, che ci sono ancora gemme e che i fiori possono tornare.

Non pretendo di fare qui la cronaca della giornata. Tra pochi giorni avremo i testi degli interventi alle Tavole rotonde, potremo pubblicarli, perché sono testimonianze importanti, che arricchiscono ognuno di noi. Qui vorrei solo dirvi quello che si è portato via il mio cuore dalla giornata di ieri, faticosa e dolce.

La strada è lunga, ogni tanto le gambe fanno male. Cento passi, rallento un po’ e dico un’Ave Maria. E riprendo. Incontro un vecchio amico, il dott. Leandro Aletti, uno dei primi in Italia che ebbe il coraggio di denunciare lo schifo delle macellerie di bimbi. Facciamo un po’ di strada assieme, mi passa la sua bottiglia d’acqua, e Dio sa quanto desideravo un sorso d’acqua. Aletti fu uno dei primi messi in croce dalla Buona Stampa progressista. Fu soprattutto uno dei primi a organizzare i Centri di Aiuto alla Vita. Quanti omicidi sono stati sventati dai “CAV”? Migliaia e migliaia. Ma non se ne parla, non fa notizia, perché l’aborto è diventato un “diritto”. Il miracolo della vita che nasce viene gettato nella spazzatura. Si uccide e si lascia la madre alla disperazione che, inevitabile, la prenderà quando, il giorno dopo o dieci anni dopo, la coscienza le si sveglierà. Si irride a Dio, che ha donato la vita. Tutto ciò è un “diritto”, difeso dalla legge e a totale carico del Servizio Sanitario. Se dovete fare un esame di laboratorio, o una visita specialistica, dovete pagare il tiket. Se volete ammazzare un bambino, non vi costa un centesimo. Poi si può sempre dire che è cattivo il prof. De Mattei, perché riporta a galla una sacrosanta verità, chiamata castigo di Dio.

In questo mondo impazzito i marciatori che vanno da Desenzano a Maguzzano marciano controcorrente. Sanno e dicono che la vita è sacra. Chi li guarda forse si gira dall’altra parte, li considera un po’ matti. Ma in altri, ne sono certo, qualcosa resta nel cuore, come quella prima stellina che si inizia a vedere al tramonto, e se si ha la pazienza di guardare ancora il Cielo si vedrà la meraviglia di altre migliaia e milioni di stelle.

Ma bisogna guardare il Cielo.

Come Dio vuole, arriviamo all’Abbazia. Da quanto tempo non facevo tanta strada a piedi? Forse non ho più l’età per questi esercizi, però ci sono arrivato. Pranziamo. Conosco gente nuova, e incontro tanti amici con cui si sta facendo il cammino assieme, quei grandi doni che la Provvidenza ci mette sulla strada per aiutarci a vicenda. Il pomeriggio è impegnato da due tavole rotonde, e da una premiazione di alcune persone tra quelle che più si sono prodigate per la difesa della vita. Si possono ascoltare gli interventi anche nel grande cortile dell’Abbazia, gli altoparlanti esterni permettono di non intasare una sala già stracolma. Vado dentro e fuori la sala, faccio fotografie, incontro persone. Mi rendo conto che sono gioioso come un bambino, con il cuore sgombro da quei mille affanni quotidiani in cui spesso mi perdo.  Quante volte ho detto l’Ave Maria lungo la strada? Tante volte, e fa un gran bene.

Tutto quello che ho intorno, il paesaggio, le persone, i bambini numerosi, alcuni nel passeggino, altri, giustamente, a fare un po’ di confusione in giro, tutto mi parla di speranza.

Amici, questo è solo l’inizio. Quanto cammino abbiamo davanti! Il Signore ci dice: “Senza di me non potete fare nulla”. Chiediamo dunque il Suo aiuto per continuare, per essere forti e fedeli testimoni. Questo è solo l’inizio; comunque, sabato 28 maggio 2011 il sole è sorto a Desenzano.

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