Manifestazione gay di fronte a Piazza San Pietro

Durante l’Angelus, la manifestazione pacifica di attivisti omosessuali. In tutto una quindicina, al bordo di Piazza San Pietro, trattenuti dalla polizia.
Il motivo? Le parole (travisate) di Benedetto XVI nel testo in occasione per la Giornata Mondiale della Pace. Sequestrati anche i cartelloni. Alcuni titoli: “Omofobia = morte”, “Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sì”, “Sono lesbica, non sono un pericolo”.
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16 dicembre 2012
Vaticano, gruppo di attivisti movimento Glbt manifesta all’Angelus: “Omofobia = morte”. Fermati per un’ora dalla polizia (che sequestra i loro cartelli)

Un gruppo di attivisti omosessuali (e non) ha manifestato pacificamente, stamattina, all’Angelus di Benedetto XVI, per protestare contro le parole del Papa sui matrimoni gay nel messaggio per la Giornata mondiale della pace.

In tutto una quindicina di ragazzi e ragazze che si sono ritrovati, con alcuni cartelli e striscioni (scritti in quattro lingue), fuori da Piazza San Pietro; tre di loro, sotto il controllo della polizia, sono anche entrati all’interno.

Tra i cartelloni portati dagli attivisti (tra questi anche Imma Battaglia, presidente di DìGayProject), uno recitava “Joseph, ti vogliamo bene”. Un altro “Omofobia = morte”. Una manifestante, insieme all’immagine di un cuoricino, recava un cartello con la scritta “Sono lesbica, non sono un pericolo”. Un altro dimostrante aveva la scritta “Siamo tutti Pussy Riot”, con riferimento alle attiviste russe condannate in seguito alla loro protesta anti-Putin alla cattedrale di Mosca. I cartelli sono stati sequestrati (e strappati) dalla polizia, che ha anche fermato i manifestanti. Come ha scritto il giornalista Alessandro Gilioli, tra i manifestanti, su Facebook:

“Al momento siamo trattenuti dalla polizia di Stato in piazza San Pietro dopo pacifico e silenzioso innalzamento cartelli durante l’Angelus. I cartelli in quattro lingue dicevano solo: “Sono le armi e non le unioni gay a minacciare la pace”. Ovviamente ce li hanno strappati (non con le buone, diciamo) e ora ci tengono educatamente qui”.

Dopo i controlli di rito, il gruppo è stato rilasciato: “Ci hanno fermato per un’ora – ha spiegato successivamente Gilioli – dopo un po’ di strattoni per tentato pacifismo. Cartelli strappati, ovviamente. E noi che avevamo rispettosamente aspettato che Sua Santità finisse l’Ave Maria per alzare i cartelli”.

Una foto dei cartelli esposti in Vaticano è stata pubblicata anche da Gianfranco Mascia, anche lui tra gli organizzatori della protesta pacifica:

“Il corpo del reato. Questi sono i messaggi che fanno paura al Vaticano. “Gay unions don’t harm peace. Weapons do it”, “Les armes, pas les unions homosexuelle, menacent la paix.”, “Las bodas homosexuales no afectan la paz, las armas si”, “Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sí”. Che sovversivi che siamo”

Di Marco Pasqua

Fonte: Huffington Post
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17 dicembre 2012
I gay a piazza San Pietro
Una piccola manifestazione dopo le parole del Papa.

Le polemiche nate dopo la condanna di Benedetto XVI, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, al riconoscimento delle nozze gay, hanno avuto un seguito anche in Piazza San Pietro, in occasione dell’ Angelus del Papa.

Un piccolo gruppo di attivisti omosessuali ha infatti manifestato pacificamente, ai margini della piazza, per protestare contro i riferimenti di Ratzinger sul riconoscimento giuridico delle unioni diverse dal matrimonio uomo-donna come ‘un’ offesa contro la verita’ della persona umana’ e come ‘una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace’ .

UNA QUINDICINA DI GAY – Erano in tutto una quindicina i gay che si sono ritrovati, con alcuni cartelli e striscioni, fuori da Piazza San Pietro, e tre di loro, sotto l’ attento ma tranquillo e discreto controllo della polizia, sono entrati all’interno. Evitati volontariamente schiamazzi, slogan e atteggiamenti aggressivi da parte dei manifestanti. Tra i cartelloni portati dagli attivisti, comunque, uno recitava ‘Joseph, ti vogliamo bene’ . Un altro ‘Omofobia = morte’ . Una manifestante, insieme all’immagine di un cuoricino, recava un cartello con la scritta ‘Sono lesbica, non sono un pericolo’ . Un altro dimostrante aveva la scritta ‘Siamo tutti Pussy Riot’ , con riferimento alle attiviste russe condannate in seguito alla loro protesta anti-Putin alla cattedrale di Mosca.

ANNUNCIATA IERI – La protesta era stata annunciata gia’ ieri con varie adesioni tra cui quella di Imma Battaglia, storica leader del movimento Lgbt in Italia, che aveva dato appuntamento in Via della Conciliazione con lo slogan ‘Io (gay, lesbica, trans) non sono un pericolo per la pace’ . L’ invito dei promotori annunciava, cosi’ come e’ stato, ‘un piccolo presidio per protestare contro le dichiarazioni del Papa sui gay’ . Senza bandiere di organizzazioni, solo cartelli sul tema: ‘Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sì”. (ANSA)

PADRE LOMBARDI – Dopo le dure reazioni al messaggio del Papa, di cui e’ stato detto anche che ‘alimentavano l’ omofobia’ , ieri il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha commentato che il testo e’ stato travisato e che ne’ e’ stata data una ‘lettura parziale’ , incentrata solo sul passaggio riguardante la difesa del matrimonio uomo-donna. E le reazioni che ne sono derivate, secondo il portavoce vaticano, sono state quindi ‘scomposte e sproporzionate’ . (ANSA)

Fonte: Giornalettismo

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