Malaysia, veto definitivo all'”Herald”: non potrà chiamare Dio “Allah”

malaysiaNonostante i digiuni e le preghiere per una sentenza favorevole (nella foto), è stato respinto il ricorso presentato dall’Arcidiocesi di Kuala Lumpur: il settimanale cattolico Herald, nelle sue pubblicazioni,non potrà più utilizzare il termine “Allah”, per riferirsi a Dio. Si chiude così, con la decisione della Corte Federale della Malaysia, una vicenda, che ha tenuto banco per quattro anni, provocando non poche tensioni. Secondo quanto riferito dall’agenzia Fides, al terzo grado di giudizio, il tribunale supremo ha confermato il divieto imposto originariamente dal Ministero dell’Interno.

In primo grado i Cattolici avevano vinto la causa, nell’ottobre scorso la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza, ora è giunta la sentenza definitiva col voto favorevole di quattro dei sette giudici, componenti il collegio. Ora i legali della Chiesa Cattolica stanno valutando l’ipotesi di chiedere una revisione del verdetto.

Il direttore dell’Herald, Padre Lawrence Andrew, si è detto «deluso e rammaricato» per una decisione, che, a suo giudizio, «viola i diritti fondamentali delle minoranze». Anche secondo il Presidente della Conferenza Episcopale della Malaysia, mons. Paul Tan, Vescovo di Malacca-Johor, i giudici non sarebbero «stati imparziali». Ma, precisa, la questione riguarda esclusivamente il settimanale: «Questo non significa – ha precisato – che altri non musulmani non possano usare la parola Allah», come già fanno, ad esempio, i sikh od i popoli indigeni di Sabah e Sarawak. Nel 1990, a Kuching, i leader cristiani dichiararono, al di là del parere della magistratura, di voler continuare ad usare «la parola ‘Allah’ nel loro culto». Ammesso che i vertici islamici non intendano chiederne la messa al bando assoluta a livello nazionale.

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