“L’Unione” fa la forza, non la moneta

(di Linda Tonarini su il nazionale del 30-05-2012) Il 26 maggio a  Bologna presso il Circolo Bononia si è tenuta una conferenza, promossa dall’associazione laica Impegno Civico, dal titolo “Euro contro Europa”. La conferenza tenuta da Roberto De Mattei,Professore di Storia all’Università Europea di Roma, ha posto in primo piano un problema oggi particolarmente sentito, ma che affonda le proprie radici nel trattato di Maastricht del 1992, su cui già allora De Mattei si era espresso.  Ma mai come oggi è possibile storicizzare e giudicare la presa di posizione dell’Unione Europea sulla creazione della moneta unica, quale denominatore comune dei Paesi membri.

Il denaro è diventato il collante ( e vista la crisi che dobbiamo affrontare, direi che la colla usata non era della qualità migliore) di un Europa nata da una esigenza di pace e di sicurezza in quel lontano, ma neanche troppo, 1945 con la speranza di garantire un futuro a una società messa in ginocchio dalla catastrofe bellica.  De Gasperi, Adenauer, Churchill e  Bech partivano dall’idea comune di Europa libera, sebbene divisa tra NATO e Patto di Varsavia.

Ma dall’idea dei padri fondatori, come spiega De Mattei: “Si è arrivati all’idea della sinistra europeista di Altiero Spinelli che consisteva nella liquidazione degli stati nazionali  e nella promozione di un superstato”,  che avrebbe promosso “l’evaporazione delle istituzioni storiche e una società senza classi”. Idea, quella dell’istituzione di un “super stato” che non soltanto venne accolta pienamente dal Parlamento, ma che ispirò palesemente i Trattati successivi, Maastricht incluso, dando l’avvio a processi graduali e irreversibili.

L’Euro – continua Roberto De Mattei – è una tappa non l’ultima fase. Rappresenta la necessità economica della caduta delle barriere doganali e di risanamento del debito pubblico di alcuni Paesi.” ” A questo si sarebbe dovuto aggiungere l’unità politica tramite la designazione di una Costituzione europea. Processo fallito perchè i referendum nel 2005 di Francia e Olanda bocciarono la Carta della Costituzione europea”.

L’Euro sembra essere quindi la fase incompiuta di un tentativo di unificazione più radicale, purtroppo ferma all’utopia “di imposizione di una moneta unica a Paesi con diversi tassi di crescita”. Motivo per cui per De Mattei non solo è destinato a fallire questo sistema monetario, “ma a livello italiano anche Monti perchè è stato chiamato a salvare l’Euro”. Affermazione non troppo ardita se si pensa all’elogio che l’attuale Premier scrisse nei confronti dell’Euro nell’articolo del 2 gennaio 2002 del Corriere della Sera:

La moneta che chiamiamo euro è solo la parte più visibile di una sorta di costituzione economica e finanziaria (trattato di Maastricht, Patto di Stabilità). Forse non sarà perfetto, questo insieme di regole. Ma certo nessun Paese al mondo dispone di un presidio così solido per evitare che la propria moneta, attraverso disavanzo pubblico e inflazione, divenga strumento di offesa dei cittadini da parte dei pubblici poteri, di spoliazione arbitraria di alcuni da parte di altri, di oneri posti a carico delle generazioni future. Così, l’ euro fa di noi cittadini diversi da prima: più rispettati da chi ci governa, più rispettosi gli uni verso gli altri, più rispettosi di chi verrà dopo di noi.

E così l’Italia più che portare avanti la liberazione dalla Lira  “ha ceduto una quota della sovranità monetaria” con gli esiti che oggi vediamo. Ma a questo punto, in cui sembra impossibile fare un passo indietro, si può ipotizzare l’uscita dall’Euro?

Il nostro potere d’acquisto è diminuito del 50% e  se non usciamo – conclude De Mattei – diminuirà ancora. L’uscita dall’Euro sarebbe meno catastrofica di quello che dicono. Per questo il timore è che la Grecia esca e riprendendosi mostri la via agli altri Paesi”.

Linda Tonarini

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