Locci e Staccioli, “non prendiamo lezioni di catechismo da Rossi”

I due consiglieri del Gruppo Misto, “No a strumentalizzazioni politiche della visita del Papa”. “Non accettiamo lezioni di catechismo dal Presidente Rossi”. Con queste parole i consiglieri regionali Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto) commentano la visita “a sorpresa” dell’Arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, Mons. Riccardo Fontana, in Consiglio regionale.
Su invito del Presidente della Giunta, infatti, è stata indetta per oggi una seduta solenne del Consiglio per permettere all’Arcivescovo di spiegare programma e contenuti della visita di Papa Benedetto XVI ad Arezzo, la Verna e Sansepolcro il prossimo 13 maggio.

Da cattolici praticanti, commossi dalla visita del Papa in Toscana, siamo profondamente addolorati – proseguono i consiglieri – da questo tentativo di strumentalizzazione politico-mediatica. E’ inaccettabile che il Governatore cerchi di mettere il cappello su un evento che non necessita nel modo più assoluto né del suo appoggio né di alcuna spiegazione”.

Per questo – dichiarano – abbiamo deciso di non partecipare alla seduta del Consiglio che si è tenuta oggi pomeriggio. Teniamo a sottolineare, inoltre, che lo stesso Presidente del Consiglio ha ricevuto la comunicazione ufficiale della visita del Vescovo solo una settimana fa, quando in realtà il carteggio tra Rossi e Sua Eccellenza andava avanti da almeno un mese”.

Evitiamo queste commistioni – aggiungono Locci e Staccioli – e ognuno mantenga il proprio ruolo. Tanto più che a ben guardare in questo carteggio si pongono le premesse di un evento politico-mediatico, in cui l’aspetto pastorale viene messo del tutto in secondo piano”.

Si parla di una equipe di esperti – spiegano – selezionati per spiegare e comunicare la visita di Sua Santità, con particolare riferimento ai mass media, ma anche di un contributo economico da parte della Regione, definito in 120mila euro”.

In un momento di crisi come questo – concludono Locci e Staccioli – tutto ci saremmo aspettati tranne che anche la Diocesi di Arezzo andasse a battere cassa in Regione”.

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