Lo spettacolo immondizia di Castellucci. Perchè è necessario reagire

(di Paolo Deotto su Riscossa Cristina del 07/01/2012) Sono passate poco più di ventiquattro ore dalla pubblicazione del nostro articolo “APPELLO CONTRO LO SPETTACOLO BLASFEMO “SUL CONCETTO DI VOLTO NEL FIGLIO DI DIO”, DI ROMEO CASTELLUCCI “ e già ci hanno scritto quasi cento lettori, indignati e pronti ad appoggiare ogni iniziativa di protesta, compreso il “presidio” di fronte al Teatro per la sera della “prima” (24 gennaio).

Ampio riscontro hanno avuto anche le analoghe iniziative apparse sui siti di Messainlatino, Comitato San Carlo e Italia Cristiana.

Non mancano però alcune voci, poche in verità, che esprimono dubbi sull’opportunità della manifestazione di presidio di protesta davanti al Teatro Franco Parenti di Milano e chiedono che si facciano solo preghiere di riparazione e che intervenga la Gerarchia ecclesiastica.

A tale proposito Vi ricordiamo che una petizione al Cardinale Scola è già in Rete (e tutti la possono sottoscrivere) e che daremo prontamente notizia di ogni iniziativa di preghiere e Sante Messe di riparazione. Ma circa il progettato presidio al Teatro Parenti è utile un approfondimento.

Io credo che gli amici che hanno manifestato il loro dissenso non tengano nella dovuta considerazione alcuni fattori:

l’eccezionalità dell’offesa recata al Sacro Volto di Gesù. A un evento eccezionale (in negativo) non si può dare una risposta “ordinaria”.

il chiaro intento dei nemici della Fede di schiacciare la presenza cristiana: le offese, tanto più quelle volgari e oscene, come in questo caso, sono uno strumento classico per “deprimere” l’avversario e per testarne le capacità di reazione. Vi siete mai chiesti perché in un campo di sterminio poche decine di SS riuscissero a tenere sotto controllo centinaia di prigionieri? Perché su di essi era già stato fatto un lavoro intenso e metodico di svilimento della dignità, sì da ridurli a uomini remissivi e rassegnati a tutto.

Esiste certamente il rischio di essere in pochi a manifestare. Ma di certo sarebbe molto più grave se decidessimo a priori di “non esserci”. Nostro Signore ci ha detto che è sufficiente essere in pochi riuniti nel Suo nome. Se a priori rinunceremo a protestare, non faremo che indurre i nemici della Fede a fare il prossimo passo, e poi un altro e poi un altro ancora.

Proprio oggi l’agenzia ANSA ci informa, in prima pagina, dell’uscita in Spagna del solito calendario con la solita attricetta che si cava le mutande per farsi conoscere. Fin qui, nulla di nuovo. Però c’è un fatto gravissimo e ripugnante: QUESTE FOTO PORNO SONO SCATTATE ALL’INTERNO DI UNA CHIESA! Andate a leggere su http://ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2012/01/07/visualizza_new.html_41397551.html . Quale sarà il prossimo oltraggio contro la Fede?

Rendiamoci conto che nel “civile” mondo occidentale non si sterminano i cristiani a colpi di mitra, come si fa, con scarso interesse della stampa, in altre parti del mondo. No, noi siamo bravi e civili, abbiamo addirittura un Capo del governo che veste con eleganza il loden… Da noi si cancella la presenza cristiana, la si deride, si lavora giornalmente per rendere i cristiani timidi e silenti. Finiremo per abituarci, tanti si sono già abituati.

È assolutamente improprio voler delegare solo alla Gerarchia la protesta per l’oltraggio. I laici hanno il preciso dovere di diffondere e difendere la Vera Fede. Una petizione al Cardinale Scola è già disponibile in Rete, e tutti la posso sottoscrivere, e sono in programma anche Messe e preghiere di riparazione. Ma qui siamo TUTTI CHIAMATI IN CAUSA. Se oggi taciamo, domani non potremo lamentarci, quando ci sarà chi vorrà farci tacere o vorrà prescriverci cosa dire.

Cari Amici, se si fosse ragionato così a Lepanto, o nell’assedio di Vienna, dove sarebbe ora la cristianità? In qualche catacomba, in attesa di tempi migliori?

Vi ricordate quando nel mese di aprile dello scorso anno fu lanciato il furibondo attacco contro il prof. Roberto de Mattei, colpevole di aver ricordato alcune verità della Fede cattolica in una trasmissione su Radio Maria? La nostra scelta di allora fu quella di fare il più chiasso possibile, e i fanfaroni prepotenti della UAAR (e simili congreghe) se ne tornarono a casa con le pive nel sacco.

Vi ricordate cosa successe a Desenzano l’anno scorso, per la precisione il 28 maggio? Ci furono centinaia di persone che manifestarono pubblicamente contro l’abominevole crimine dell’aborto. Anche la buona stampa conformista non poté ignorare l’avvenimento, anche se fece tutto il possibile per sottovalutarlo, né si può ignorare la testimonianza data direttamente alle persone che videro la manifestazione.

E potrei citare altri casi in cui la nostra scelta fu quella di far chiasso: ricordate ad esempio il caso del parroco di Ronta (FI) aggredito e picchiato? La scelta “ufficiale” era stata quella di stendere il velo di silenzio…

E quando ci fu chi tentò di far togliere i crocefissi dalle scuole per “non urtare” la sensibilità dei non cristiani? Dovevamo stare in silenzio e subire?

No, cari amici. Anche se non sono a noi abituali, la manifestazione di piazza e comunque il “far chiasso” sono strumenti a volte indispensabili.

Dobbiamo renderci conto che non stiamo vivendo tempi normali. Stiamo vivendo in guerra, e il nostro nemico cerca di annullare la presenza cristiana nella Società. In questi tempi di pusillanimi e di signorinette dal sesso imprecisato non si fa più la guerra con le armi, ma si fa quella più sottile e subdola della calunnia, della disinformazione, dell’insulto, fino ad arrivare, come ora, all’oltraggio diretto.

Ognuno di noi ha il dovere preciso di perdonare il proprio nemico e di pregare per lui. Ma h anche il dovere preciso di difendere i propri cari e di difendere la Chiesa e la Fede cattolica.

Ma il soldato che rinuncia a combattere o che delega il combattimento solo allo Stato Maggiore è già pronto per il campo di prigionia: senza alcuna garanzia, sia chiaro, di trattamento umanitario da parte del nemico…

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