L’importanza del matrimonio per il bene dei figli e della società

Maggie Gallagher, presidente dell’Institut for Marriage and Public Policy, è stata intervistata dall’Agenzia “Zenit” (10 luglio 2006) per illustrare l’importanza del matrimonio per il bene dei figli e per la tranquillità della società. La ricerca sociologica e l’indagine statistica da tempo dimostrano che la famiglia tradizionale è necessaria per il bene comune, e non può essere sostituita dalla semplice convivenza, tantomeno da quella omosessuale.

Di conseguenza, «la difesa del matrimonio rientra tra le nostre condivise convinzioni di cattolici, su come assicurare il bene comune, la giustizia sociale e il meglio per i nostri bambini».Ecco alcuni esempi forniti dalla Gallagher. «Si è visto che il matrimonio riduce l’incidenza della povertà per i figli e per la comunità. La maggioranza dei bambini, i cui genitori non si sposano o non rimangono sposati, attraversano almeno un anno di povertà.

L’assenza del padre nella famiglia aumenta l’incidenza del crimine; i ragazzi, in cui genitori hanno divorziato o non si sono mai sposati, ad esempio, hanno una probabilità dalle 2 alle 3 volte maggiori di ritrovarsi in carcere da adulti. Il matrimonio protegge la salute fisica e mentale dei bambini; i figli, i cui genitori sono stabilmente sposati, godono di un migliore stato di salute e sono meno soggetti a malattie mentali.  I genitori che non si sposano o non rimangono sposati, mettono a rischio anche l’educazione dei figli. I figli di genitori divorziati o mai sposati hanno rendimenti scolastici inferiori e sono più soggetti ad essere bocciati e ad abbandonare la scuola.

Quando fallisce un matrimonio, s’indeboliscono anche i legami tra genitori e figli; i figli, diventati adulti, hanno poi la metà delle probabilità d’intrattenere rapporti affettivi sia con la madre che con il padre».Peggiori sono le conseguenze provocate dalla convivenza omosessuale. Secondo la studiosa americana, «il matrimonio omosessuale insegna alle giovani generazioni che non vi è nulla di speciale nel fatto che marito e moglie possano diventare padre e madre. Esso estirpa dal matrimonio quella sua grande missione di unire l’uomo e la donna per generare e crescere insieme la futura generazione.

Una società amorevole e compassionevole viene in aiuto ai bambini che non hanno una madre o un padre, ma non priva intenzionalmente i figli della propria madre o del proprio padre. Il matrimonio omosessuale implica che la società abbia ripudiato questa missione e abbia posto come obiettivo centrale i desideri degli adulti. (…) I sostenitori del matrimonio omosessuale cercano di usare la legge per forzare tutti ad alterare in modo radicale e permanente la definizione di matrimonio e di famiglia. La legge insegnerà così ai figli e ai nipoti che non è affatto necessario che siano il padre e la madre a crescere insieme i propri figli, e che chiunque la pensi diversamente è un fanatico».

La Gallagher teme che questa rivoluzione nel diritto di famiglia favorirà una persecuzione a danno dei cristiani. «Nello Stato del Massachusetts, ad esempio, il governo si appresta a sottrarre alle organizzazioni caritative cattoliche la licenza all’adozione, a meno che i cattolici non consentano a dare in adozione i bambini anche alle coppie omosessuali.

Se si segue l’analogia razziale, secondo cui contrastare il matrimonio omosessuale equivale ad essere razzisti, alla fine la legge costringerà le istituzioni cattoliche e le altre religioni a conformarsi al nuovo modello di matrimonio, minacciando anche misure punitive. Mi riferisco a cose come il ritiro delle licenze radiotelevisive e delle esenzioni dalla tassazione per le scuole cattoliche».

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