Le sconcertanti affermazioni di Carlo Casini. Un volontario del MPV risponde

(su Riscossa Cristiana) Premessa:

Era probabilmente inevitabile. I nostrani mestieranti del potere, tecnici o politici, o come diavolo vogliano chiamarsi, soprattutto di una cosa hanno terrore: delle iniziative che nascono realmente dalla gente, dal “basso”, che colpiscono, soprattutto quando hanno un grande successo, e che non sono controllabili e utilizzabili per giochini di potere, poltrone, personali utilità.

La Marcia per la Vita del 13 maggio 2012 è stato un innegabile successo, portando in piazza 15.000 persone di ogni parte d’Italia, e anche di tanti Paesi esteri. Inevitabile quindi la reazione, ancor più scomposta e rabbiosa quando nulla, ripeto nulla, nell’andamento della manifestazione ha potuto fornire spunti per critiche serie su cose serie. Come si può criticare un corteo che sfila in perfetto ordine, con tanta partecipazione di religiosi, onorato anche dalla presenza del Cardinale Raymond Leo Burke, e concluso con una Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, un corteo in cui si recita anche il Rosario, un corteo privo di ogni insegna politica? Poiché mancano i dati di fatto per criticare, si ricorre al mezzo più collaudato: si inventano fesserie.

Ora, finché i soliti adoratori della morte, radicali sparsi, membri di quella carnevalata che è la UAAR, libertari con la nebbia nel cervello, parlano di presenza di movimenti “neonazisti”, beh, poveretti, suscitano più risate che rabbia. Non hanno argomenti, e ripetono da secoli le stesse litanie, inventano, e dimostrano anche di essere degli ignorantoni, perché proprio il nazismo, con le sue follie genetiche e le sue aspirazioni a selezioni di razza e aborti selettivi è stato ed è uno dei loro principali ispiratori.

Ben più triste è invece constatare che ha perso completamente i cavalli proprio chi, per veste “ufficiale”, dovrebbe essere il massimo difensore della vita in Italia, ovvero Carlo Casini, leader da decenni dello storico Movimento per la Vita, un organismo in cui lavorano tantissimi volontari, che con coraggio e abnegazione salvano vite umane. Invece il loro Presidente parla, parla, parla, e farebbe meglio a non farlo, perché i risultati sono disastrosi.

Qui di seguito riportiamo  il breve articolo comparso oggi su lastampa.it .
L’on. Carlo Casini ci fa sapere che domenica scorsa abbiamo “criminalizzato” le donne. Le abbiamo anche “aggredite”. L’articolista, assistita da così illustre voce, può scrivere che alla Marcia erano presenti solo le “frange più estreme dei pro-life”. Da dove il Casini tragga le sue convinzioni, è difficile comprenderlo, ma è in compenso illuminante la testimonianza (che potete leggere subito dopo l’articolo della Stampa, scelta tra tre lettere analoghe che abbiamo ricevuto) di un volontario del Movimento per la Vita, uno dei tanti che sono intervenuti alla Marcia col cuore puro di chi, facendo la propria fatica e pagando di tasca propria, il 13 maggio è andato a Roma. È andato a dire “Sì alla Vita”, a pregare, a sfilare, a far sentire al mondo che la volontà di lottare contro l’odioso crimine dell’aborto esiste, ed è forte.

Mi permetto un’ultima notazione, ripetendo quanto già ho detto in un precedente articolo in cui portavo la mia personale testimonianza di partecipante alla Marcia: io c’ero, ho scritto ciò che ho visto e sentito. Non so se Carlo Casini ci fosse, ma non so nemmeno con quale faccia di bronzo si possano fare certe affermazioni, sciocche, vuote ed offensive.

 

Paolo Deotto

 

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L’ARTICOLO COMPARSO SU LASTAMPA.IT DI OGGI, 19 MAGGIO 2012:

 

I pro-life divisi nella lotta alla 194

Il Movimento per la Vita condanna la marcia di domenica scorsa e rilancia con un suo convegno previsto per domani in Vaticano

FLAVIA AMABILE

Della Marcia per la Vita di domenica scrosa si è detto quasi tutto, tranne un particolare: erano presenti solo le frange più estreme dei pro-life. Non c’erano tutti gli altri, e sono tanti: dal Movimento per la Vita di Carlo Casini a Cl alle Acli ai neocatecumenali. Si vedranno domani nella sala Paolo VI in Vaticano, giornata del 34mo anniversario dell’approvazione della legge 194 per parlare delle loro strategie di lotta.

Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita, aveva preso le distanze dalla manifestazione già da tempo. ‘Non ci appartengono i toni e le modalità di organizzazione’ mi ha spiegato. Per quel che li riguarda vanno avanti nella loro battaglia per la vita ma in modo diverso e domani sarà l’occasione per fare il punto su dove si è e dove si vorrà andare puntando soprattutto sull’informazione nei consultori e negli ospedali. ‘Ma senza criminalizzare le donne  – assicura – Non siamo noi quelli che aggrediscono le donne’.

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ED ECCO LA TESTIMONIANZA DI UN VOLONTARIO DEL MPV. NE ABBIAMO RICEVUTE TRE ANALOGHE, PUBBLICHIAMO QUESTA:

Come volontario del Movimento per la Vita che ha partecipato alla marcia del 13 maggio a  Roma, non posso non ricordare alcuni fatti: lì, a Roma, il 13 maggio, ho visto più persone del Movimento per la Vita di quelle che avevo incontrato per il Lifeday del 2011, sponsorizzato con tanta foga (ora capisco perchè: per contrastare la marcia di Desenzano) da Carlo Casini.

Quanti eravamo, infatti, al Lifeday 2011, in cui Casini aveva mobilitato tutto il Movimento, attraverso mail della segreteria generale, articoli ed editoriali su “Sì alla Vita”, articoloni su Avvenire? Direi tra i 60 e gli 80, di cui molti presenti perché membri del direttivo convocato per l’occasione, più alcuni altri di cui potrei fare il nome (che quest’anno invece hanno optato per l’evento del 13 maggio, in quanto scandalizzati dalla pochezza del Lifeday 2011).

Per constatarlo basta guardare le foto dell’evento pubblicate sul sito ufficiale del Lifeday (http://fotoalbumnew.aruba.it/fotoalbum_lifeday_it/5f0713a8c7f.html).

Alcune fatte ad arte, in modo che il grande cartellone iniziale copra lo sparuto gruppo, altre molto indicative:

Cosa è successo dopo Desenzano e dopo il flop atomico del Lifeday? Che Carlo Casini, da navigato politico quale è, ha capito che non era più in grado di dire: “Il Movimento pro life sono io; per i pro life parla uno e uno solo: io”. Molti uomini di Chiesa e molti politici si sono resi conto ormai che in tanti anni la forza culturale del MpV è stata soffocata. Non ci sono, nel Movimento, molte persone che spicchino nel dibattito pubblico, politico, giornalistico… per competenza o altro. Se ci sono, vengono silenziate. C’erano, però… Casini, con il sua egocentrismo carlocentrico, le ha allontanate una ad una. Ed ora si sente franare la terra sotto i piedi.

Solo così si può capire perché per la prima volta abbia lanciato un evento molto grande: quello del 20 maggio.  Ma poiché sa che il movimento, dissanguato durante la sua presidenza, è spaccato, e che spesso i militanti e i volontari non sono motivati, ha giocato d’astuzia. Non vuole perdere il confronto a distanza (lui lo interpreta così perché vede sempre tutto in relazione al suo successo o insuccesso personale, infatti non ha speso una parola prima della marcia del 13, se non per sconsigliare a tutti la partecipazione, e neppure una, dopo, per difendere i manifestanti, tra cui suoi presidenti regionali e locali, dall’accusa infame di razzismo ed altro), per cui ha deciso:

-per avere gente occorre spendere molti soldi, e  offrire il pulman gratis a molte persone (quando mi hanno offerto di venire gratis a Roma, il 20 maggio, ho risposto: “preferisco  a pagamento il 13”…)

soprattutto occorre invitare altri, i Movimenti laicali, Cl, i Focolarini, i Neocatecumenali, il Movimento Cristiano Lavoratori ecc… loro sì portano gente, loro sì che sono un popolo! Sì, è vero, loro portano la gente che il Movimento per la Vita non porta più. Se qualche amico del Movimento che non è ancora stato espulso o che non se ne è ancora andato leggesse, dica se non è vero? Non abbiamo più militanti, persone entusiaste, appassionate, disposte a muoversi, dobbiamo chiederla “in prestito” ad altri…

Così Casini si farà bello, ancora una volta. Farà il padrone di casa, umiliando ancora una volta i suoi dirigenti e vice presidenti, ma con persone non portate da lui; con i soldi del Movimento centrale; ma pur sempre al chiuso, in una stanza del Vaticano, perché Casini vuole le autocelebrazioni e gli onori, ma non i problemi dell’agone pubblico…

In ogni modo, comunque vada il 20 , ricordo due cose: l’incontro del 20 non ci sarebbe mai stato, se altri non avessero organizzato la marcia del 13 e Casini non si fosse in ombra (c’è dunque qualcosa di buono anche nell’orgoglio di Casini: lo ha stimolato, finalmente, a muoversi un po’); l’incontro del 20, così anonimo, così incapace di impensierire la cultura laicista, non oscurerà certo la manifestazione di popolo, spontanea, viva, allegra, unitaria, all’aria aperta, del 13 maggio! Dove eravamo  anche non pochi di noi, del Movimento per la Vita, in incognita, però, per non ricevere dure reprimende (quanti presidenti che volevano aderire alla marcia del 13, richiamati all’ordine!!)

E’ ora di uscire dalle catacombe, e di svincolarsi dai protagonismi di un politico che è entrato in Parlamento subito dopo essere entrato nel Movimento, e che da allora non ha mai ceduto un posto di potere. Auguri, amici del Movimento per la Vita, perché è il momento di ripartire, con lo slancio di un tempo..liberi dalle pastoie dei calcoli e dei personalismi… E’ ora che il Movimento per la vita rinasca, non solo nella sua emerita attività di assistenza, ma anche come forza culturale in grado di influenzare la società e di reagire con serietà e consistenza alla cultura di morte che si diffonde vieppiù…

Un volontario del MpV

Donazione Corrispondenza romana