Le radici cattoliche dell’Ucraina su Radici Cristiane di maggio

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Di «Guerra di disinformazione nell’epoca della post-verità» parla l’editoriale del numero di maggio di Radici Cristiane, il mensile diretto dal Prof. Roberto de Mattei: «La riconquista dei principi culturali e morali della nostra tradizione cristiana – si legge – è necessaria per chiunque cerchi la verità, che esiste ed è oggettiva. L’amore per la verità deve essere accompagnato dall’amore per la realtà e dalla diffidenza verso ogni “narrazione” ideologica. La verità nasce infatti dalla realtà delle cose, si impone all’evidenza, costituisce l’unico itinerario possibile per evitare di essere inghiottiti dal caos contemporaneo».

In Attualità un’interessante intervista a Julio Loredo, presidente della Tfp-Tradizione Famiglia Proprietà Italia mostra in modo chiaro ed esaustivo come e perché la cosiddetta green economy altro non sia che uno specchietto per le allodole, dietro cui si nasconde il nuovo volto ambientalista della rivoluzione voluta dal socialismo internazionale. Ciò comporterà un costo pesantissimo a carico dei contribuenti, al punto da ridurre in condizioni di povertà le classi meno abbienti, e consegnerà l’economia europea nelle mani di quella cinese, probabilmente senza che l’opinione pubblica abbia la forza di opporsi. Ma noi cattolici abbiamo il dovere, in questa situazione, di adoperarci per restaurare l’ordine della civiltà cristiana.

Tra banali stereotipi, un linguaggio sterilmente politically correct e mortificanti spettacolarizzazioni, il disabile è chiamato oggi a confrontarsi con un contesto, che ancora stenta a comprendere le esigenze di persone, che, malgrado la fragilità, sono in grado, in realtà, di compiere imprese eccezionali, in grado di andare oltre il pur grave limite fisico o psichico, come spiega in un’intervista il dottor Marco Ferrazzoli, capo ufficio-stampa del Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e co-autore con Francesca Gorini e Francesco Pieri del libro Il superdisabile. Analisi di uno stereotipo.

Il Dossier di questo numero di Radici Cristiane si occupa delle radici cattoliche dell’Ucraina, mostrando come in esse stia la sua vera forza. I media in questi mesi ci hanno tristemente abituati ad immagini di guerra, di devastazione, di lutti e di dolore, ma l’Ucraina non fu e non è prima di tutto questo, come dimostra la sua storia. Il Paese ha raccolto l’eredità viva della conversione di Vladimir I e del suo popolo al Cristianesimo di rito bizantino, confluito poi in gran parte nella Chiesa cattolica romana con l’Unione di Brést. Ed è sempre nella storia, che si possono purtroppo individuare, però, anche i germi degli scontri con la vicina Russia. Il Dossier si propone, tornando alle origini cattoliche del Paese, di comprendere meglio il presente, tentando di scorgere il futuro. In questo può essere di aiuto il Racconto dei tempi passati: è il più antico testo della Rus’ di Kiev, risale al 1116. Le rielaborazioni postume pervenuteci hanno permesso di ricostruire le origini storiche e spirituali dell’Ucraina, dall’apostolo Andrea al battesimo della Rus’ con san Vladimir.

Anche i 25 martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina, beatificati nel 2001 da Giovanni Paolo II, testimoniano in modo chiaro la feconda linfa spirituale, che ancora oggi anima questo popolo, perché, come disse papa Wojtyla, «il martirio è la misura più alta del servizio di Dio e della Chiesa».

Il cardinale Raymond Leo Burke parla della «vera felicità», che consiste nel conoscere Cristo ed il Buon Pastore nella Chiesa: «Spesso portiamo al collo un crocifisso o un’altra medaglia sacra – scrive – Questi sacramentali ci ricordano il potere della vita di Cristo in noi, il potere dello Spirito Santo, che abita nelle nostre anime, permettendoci di manifestare ogni giorno l’amore di Cristo, prendendo la croce con Lui, morendo con Lui ogni giorno dall’egoismo e dal peccato, per vivere più pienamente per amore di Dio e del nostro prossimo. Siamo anche chiamati a riflettere sulla nostra vocazione, nostra via verso la salvezza eterna».

In due ampi, dettagliati articoli il dott. Pietro Pescetelli, cardiologo, analizza le cause della morte di Gesù di Nazareth: da circa 140 anni gli esperti si interrogano in merito, per capirne la corrispondenza con quanto narrato dai Vangeli e la possibile identificazione con l’Uomo della Sindone. Un’attenta analisi dei dati disponibili e delle modalità della crocifissione portano a confermare tale corrispondenza e tale identificazione: quell’uomo fu proprio Gesù Cristo e morì come narrato nella Passione. Tutto farebbe pensare ad una sindrome coronarica acuta a coronarie indenni riconducibile a condizioni di forte stress: una miocardiopatia da stress catecolaminico, altrimenti nota come sindrome del tako-tsubo. Contraddizioni emergono però dalle tempistiche del decesso, tempistiche che aprono possibili interpretazioni.

La mattina del 10 maggio 1291 alcuni boscaioli di Tersatto scorsero nella radura della foresta allora presente su quel territorio un edificio, che non v’era la sera precedente. Si trattava di una casetta con un altare all’interno ed alcune suppellettili domestiche. La Madonna in sogno rivelò al parroco, don Alessandro Giorgevich, che si trattava della Santa Casa di Nazareth e, quale segno del prodigio, guarì il sacerdote, bloccato a letto da una grave forma di idropisia. È questo che si legge in un manoscritto, l’Historia Tersattana del 1646, in cui padre Francesco Glavinich ha trascritto gli antichi testi originali, bruciati in un incendio.

In Tesori d’Europa viene presentata l’antica abbazia cistercense di Rieunette. Ha quasi mille anni: venne fondata infatti nel 1162 e posta sotto il patrocinio dell’abate di Cîteaux. Lungo i secoli, attraversando le guerre di religione e la rivoluzione francese, il canto delle monache è giunto sino a noi, oggi: sette volte al giorno pregano l’Ufficio divino in latino, beneficiando della ricchezza spirituale della musica gregoriana. L’abbazia sorge sul territorio di Ladern-sur-Lauquet, un’area agricola rigogliosa e ricca di foreste della Linguadoca. Nel XII secolo il luogo venne fortificato con un maniero, poi passò di mano in mano nei secoli, superando le devastazioni causate dagli albigesi e dalle truppe napoleoniche.

In Arte e Letture Sara Magister propone la vicenda biblica della vedova Giuditta e del generale Oloferne, riletta da una mostra svoltasi a Palazzo Barberini, a Roma, dal titolo Violenza e seduzione nella pittura tra Cinquecento e Seicento. Nonostante l’impegno profuso dalla curatela dell’evento, i moderni cliché di lettura hanno visto in Giuditta una sorta di proto-femminista ed in Oloferne la furia degli istinti, senza viceversa notare nelle opere proposte l’agire lampante di quel sensus fidei, su cui fondare, anche oggi, un’onesta analisi ed un retto giudizio.

Un’interessante intervista al dottor Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, propone un’inedita rilettura della vera identità della figura paterna. Si dice che sia in crisi, lo si vuole “mammo” oppure “femminilizzato”, invece il padre ha un’identità sua specifica ed un ruolo preciso in famiglia, quello di auctoritas, che sa porre dei limiti ai figli e rappresenta per loro un trampolino di lancio verso il mondo. Negli Stati Uniti in merito il dibattito è già iniziato, in Italia invece langue ancora.

Al via un nuovo appuntamento, quello con Disciplina Maiorum, curata da don Roberto Spataro, professore ordinario di Lingua e Letteratura Greca presso la facoltà di Lettere Cristiane e Classiche del Pontificium Institutum Altioris Latinitatis presso l’Università Pontificia Salesiana, nonché nominato nel 2012 da papa Benedetto XVI segretario della Pontificia Academia Latinitatis. Proprio quest’anno ricorre il LX anniversario della Costituzione Apostolica Veterum Sapientia, che rappresenta il migliore elogio, solennemente elevato, della lingua latina da parte del Magistero pontificio. Attraverso una selezione oculata di testi si intende proporre l’autorità morale di quanti ci hanno consegnato una fiaccola di sapienza, coloro cioè che rappresentano realmente le nostre radici. La resa nella lingua originale consente di cogliere la ricchezza spirituale e morale contenuta in questi testi, mentre la traduzione ne assicura una fruizione diffusa. Completa questo nuovo appuntamento il commento di don Spataro. In questo numero si affronta un testo del De officiis di Cicerone sull’indispensabilità delle virtù cardinali.Chiudono il numero di maggio di Radici Cristiane le consuete rubriche: le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, I lettori ci scrivono e L’Agenda. Per informazioni e abbonamenti, visitare il sito www.radicicristiane.it oppure telefonare al numero 06 3235417.

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