Le oche del Campidoglio

Marino(di Danilo Quinto) Nel 390 a.C., come racconta Tito Livio, furono le oche a salvare il Campidoglio dall’assedio dei Galli. Marco Manlio, svegliato dal loro starnazzare e dal rumore delle loro ali, radunò gli altri soldati e respinse l’assalto dei barbari. Ora, al Campidoglio, le oche sono scomparse, insieme ai soldati che possono difenderlo.

Non ci sono più i barbari, ma uomini suadenti, sorridenti e giulivi che dicono: «Questo è un giorno normale. Cosa c’è di più bello del diritto d’amare?». Trascrivono matrimoni contratti all’estero tra uomini e uomini e donne e donne, che si presentano insieme ai loro figli. Declamano versi di Pablo Neruda: «Se saprai starmi vicino, e potremo essere diversi, se il sole illuminerà entrambi senza che le nostre ombre si sovrappongano, se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere. Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo e non il ricordo di come eravamo, se sapremo darci l’un l’altro senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia… Allora sarà amore e non sarà stato vano aspettarsi tanto».

Vengono accolti da ovazioni, applausi e gridaBravo, avanti»). Posano per le foto di rito. Si dicono pronti a ricorrere all’Unione europea, se qualcuno dovesse azzardarsi ad intervenire su quella scelta, definita «atto di stato civile».

Sempre, le parole danno un senso alle cose che accadono. Lo stato è civile quando asseconda i desideri più sfrenati. Vuoi eliminare il nascituro? Ti organizzo l’omicidio. Vuoi rompere il matrimonio? Ti abbrevio i tempi d’attesa. Non riesci ad avere bambini? Ti affitto un utero o ti faccio una legge che tratta come spazzatura gli embrioni umani. Vuoi evitare di restare in gravidanza? Ti distribuisco milioni di pillole, di uno, tre o 5 giorni dopo, garantendoti anche la possibilità di farlo da te l’aborto, a casa.

Non vuoi più tenere gli anziani malati a casa o in ospedale o i figli portatori di handicap, perché sono un peso e ti danno fastidio e non hai il denaro per parcheggiarli in una casa di riposo o di cura? Niente paura, ti martello ogni giorno con campagne e sondaggi che promuovono l’eutanasia e il suicidio assistito. Alla fine, una legge si farà. Hai un figlio da un rapporto incestuoso? Tolgo il divieto del riconoscimento. Vuoi un figlio “perfetto”? Te lo costruisco in laboratorio e ti do anche la possibilità di scegliertelo come più ti garba, con diagnosi prenatali che da strumenti di intervento precoce sulle malattie si trasformano in strumenti di selezione della vita.

Mal sopporti di istruire i tuoi figli sulla sessualità? Te li educo io, a scuola, così – come sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità – anche i bambini da 0 a 4 anni, impareranno il piacere sessuale e quello della masturbazione e quelli un po’ più grandi comprenderanno meglio la normalità di un’identità sessuale fluttuante nel corso della vita.

Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, cavalca l’onda lunga dei “diritti civili”, quelli che per certuni hanno dato un senso alla “nuova modernità”. Questo è il “mondo” che molti cattolici “tiepidi”, pronti ai compromessi e al “male minore” hanno contribuito a costruire negli ultimi decenni. Poco consapevoli di quella bellissima “preghiera sacerdotale” di Gesù, contenuta nel Vangelo di Giovanni (Gv 17,1-25), dove il Figlio di Dio non prega per il “mondo”. Non gli interessa il “mondo”. Non ama il buonismo. Non è ecumenista.

Prega per coloro che Dio Gli ha dato, per coloro ai quali ha dato la parola di Suo Padre, per coloro che sono odiati dal mondo, «perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo». Chiede al Padre di consacrare i Suoi figli nella Verità, perché «la tua parola è Verità» e di custodirli da Satana, da Mammona, dal principe di questo mondo e dalle sue trame. (Danilo Quinto)

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