Le cantonate libertarie di Umberto Veronesi

(di Danilo Quinto) C’è uno scienziato in Italia che di tanto in tanto prende delle cantonate grandi quanto una casa, le diffonde senza porsi tanti problemi e si fa portavoce di quella cultura anti-umana che sembra avere il sopravvento rispetto alla concezione stessa dell’uomo, quella conosciuta da millenni.

L’ultima “uscita” di questo scienziato è relativa al tema della droga. Egli sostiene (“La Repubblica” dell’8 luglio scorso) che «La droga è la materializzazione del rifiuto dei ragazzi di una società violenta e ingiusta. Questa è la prima causa su cui agire, se vogliamo combatterla». Come  combattere la droga? Liberalizzandola. L’uso della droga sarebbe conseguenza di una rivolta nei confronti di una società malata. Così, coloro che ne fanno uso vengono assolti. Non commettono nulla di male. Anzi. Danno un segnale a tutti. Fanno comprendere quanto sia necessario agire sulla violenza e le ingiustizie, causa del loro perdersi nei paradisi artificiali che si costruiscono, nei loro mondi che non corrispondono alla realtà delle loro vite. Quelle così disprezzabili dei loro padri e delle loro madri, ad esempio, che lavorano dalla mattina alla sera, per mantenerli agli studi, e per farli crescere, ai quali oltre a sottrarre il denaro per comprare la “roba”, rubano anche la speranza di una vita serena, per inseguire il loro piacere e la loro pseudo-felicità.

Questo il ragionamento “moderno” di Umberto Veronesi, l’illustre scienziato di cui dicevamo all’inizio. Lo scienziato si è prodigato negli scorsi anni anche su un altro tipo di liberalizzazione, quella che riguarda il diritto di darsi la morte con l’eutanasia. «È diritto dell’uomo chiedere la morte, se è stato colpito da una malattia inguaribile e irreversibile? La risposta non può essere che affermativa, perché la vita è un diritto, e non un dovere», ha affermato. Ed ha aggiunto: «Scegliere la morte per evitare sofferenze intollerabili fa parte dei diritti inalienabili della persona e non si può affermare che la vita è un bene ‘non disponibile, da parte dell’individuo senza negare il concetto stesso di libertà, sottoponendolo a categorie morali che non possono che essere collettive, e che quindi, di fatto, cancellano l’individuo e negano la sua libera autodeterminazione». Così, il principio di autodeterminazione, che corrisponde ad elevare gli istinti e i desideri a verità assolute, spazza via ogni cosa.

Ma è sulla sessualità che Veronesi ha dato il meglio di sé. Intervistato qualche anno fa dal “Riformista”, lo scienziato libertario, già Ministro della Salute, stimato da tutti ‒ senatore eletto dal Partito Democratico e presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare voluta dal governo Berlusconi – spiegò il futuro bisessuale dell’umanità. «La specie umana ‒ disse Veronesi ‒ si va evolvendo verso un “modello unico”, le differenze tra uomo e donna si attenuano  (l’uomo, non dovendo più lottare come una volta per la sopravvivenza, produce meno ormoni androgeni, la donna, anche lei messa di fronte a nuovi ruoli, meno estrogeni) e gli organi della riproduzione si atrofizzano. Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l’unica via per procreare, finirà col privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà, ma solo come gesto d’affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso».

Le sue insulse teorie, porteranno certamente Veronesi – prima o poi – alla proposta per il premio Nobel. C’è una genìa di personaggi incensati dalla cultura materialista dominante, prodiga nell’elargire tributi e onori a simili mistificatori della realtà, che per giunta si ammantano della loro autorevolezza referenziale nella pretesa d’insegnare il bene e il male. Di questo tipo di maestri, non si sente, a dire il vero, alcun bisogno. (Danilo Quinto)

Donazione Corrispondenza romana
  • L’Italia cambia, ma Mattarella non se ne accorge
    (di Roberto de Mattei) Domenica 27 maggio il prof. Giuseppe Conte, incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare un governo, si è presentato al Palazzo del Quirinale per presentare la lista dei suoi ministri, frutto di un intenso … Continua a leggere
  • Elezioni 2018: vincitori e vinti
    (di Lupo Glori) Boom della “Lega” e del “Movimento 5 Stelle” (M5s), contenuta crescita di “Fratelli di Italia”, forte calo di “Forza Italia” e storico tracollo del “Partito Democratico”. Il ciclone “Burian”, dopo essersi abbattuto sulle strade del nostro paese … Continua a leggere
  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?
    (di Emmanuele Barbieri) Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio … Continua a leggere
  • Il ritorno in patria dei Re d’Italia
    «Riportiamo in patria i Re d’Italia» titolava Corrispondenza Romana il 22 luglio 2015 (https://www.corrispondenzaromana.it/riportiamo-in-patria-gli-ultimi-re-ditalia/). Infatti, dopo l’attentato al Consolato italiano in Egitto, Maria Gabriella di Savoia, da sempre fedele custode della memoria del suo Casato (nel 1986 creò la Fondazione … Continua a leggere
  • Ius soli o Ius sanguinis?
    (di Lupo Glori) Ius soli o Ius sanguinis? Questa l’accesa, e a tratti violenta, diatriba politica che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito pubblico, dopo l’approdo al Senato del disegno di legge, approvato alla Camera alla fine del 2015 … Continua a leggere
  • Appello di Famiglia Domani contro il Ministro Fedeli
    (di Lupo Glori) A soli cinque giorni di distanza dalle dimissioni di Matteo Renzi, il 12 dicembre 2016 è nato il nuovo governo a guida dell’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, con il quale il premier battuto e ferito consuma … Continua a leggere
  • La disfatta di un premier sedicente cattolico
    (di Mauro Faverzani) Le parole hanno un senso. E quelle del commiato di Renzi ne hanno uno chiarissimo: «Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sulle unioni civili», ha detto. Spiegando anche come tale normativa, … Continua a leggere
  • Da Renzi alla Brexit: tra falso ordine e caos
    (di Emmanuele Barbieri) Nessuno dei sindaci eletti il 19 giugno nelle principali città italiane disapplicherà la famigerata legge Cirinnà che assicura veste legale allo pseudo-matrimonio omosessuale. Per i neo-sindaci, che condividano o no il provvedimento renziano, non esiste una legge … Continua a leggere
  • Le grandi manovre per “repubblicanizzare” l’Italia
    (di Cristina Siccardi)  Il 1° giugno di 70 anni fa, vigilia del referendum istituzionale, Pio XII si rivolse al Sacro Collegio e, attraverso la radio, agli elettori italiani e francesi (anche in Francia, infatti, si votava, per le elezioni politiche), … Continua a leggere
  • L’eutanasia in parlamento
    (di Tommaso Scandroglio) Tornano a soffiare venti di morte sul Parlamento. Infatti, incassate le Unioni civili, ora si dibatte di eutanasia nei palazzi del potere. Sono sette le proposte di legge sul tema – ed altre sono in fase di … Continua a leggere