L’autorità dell’insegnamento di Cristo e la battaglia pro-life

John Smeaton
John Smeaton
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Riportiamo il testo dell’intervento di John Smeaton tenuto al convegno internazionale organizzato da Voice of the Family su Salute dei malati e salvezza delle anime. Chiesa e società in un periodo buio della nostra storia (Hotel Massimo d’Azeglio, Roma – 23 ottobre 2021)

Questo mese, Papa Francesco ha indetto una consultazione mondiale sul tema della sinodalità, prestando ascolto, dice il Vaticano, “a tutti i battezzati”. Secondo il National Catholic Reporter, l’intero evento, che si svolgerà dal 2021 al 2023, “si focalizzerà sul tema della sinodalità, sull’onda del “camminare insieme” che Papa Francesco ha individuato come tema centrale per la Chiesa Cattolica che avanza nel terzo millennio”.

Descrivendo le consultazioni diocesane locali, il National Catholic Reporter riferisce di “sessioni di ascolto parrocchiale, sondaggi on-line, riunioni su Zoom e altre vie per ottenere un feedback da parte dei laici”; e cita Katie Eiffe, Suora di San Giuseppe di Carondelet, direttore del programma del sinodo per la Diocesi di Syracuse, New York, la quale afferma “questo è il sogno di Papa Francesco per la Chiesa, una Chiesa che coinvolga l’intero popolo di Dio, una Chiesa che ascolta e una Chiesa che impara. Questa è una splendida immagine della Chiesa”.

Le questioni teologiche sollevate dal sogno del Papa non sono materia che mi compete, sebbene siano di massima importanza. L’oggetto della mia discussione riguarda l’importanza di questo sinodo in un periodo in cui il numero di vite umane assassinate è il più alto rispetto a quello di qualsiasi altra epoca della storia umana. Infatti, secondo le stime rilevate sia da fonti pro-aborto che anti-aborto, sono stati uccisi circa due miliardi di esseri umani con l’aborto negli ultimi cinquant’anni, ovvero più esseri umani che in tutte le guerre che la storia dell’umanità ha conosciuto.

Papa Giovanni Paolo II disse riguardo l’aborto “che si tratta di omicidio” e, riguardo l’eutanasia, il Papa disse che “a seconda delle circostanze, tale pratica implica la medesima intrinseca malvagità propria dell’omicidio o del suicidio” e che “il suicidio, al pari dell’omicidio, è sempre moralmente riprovevole”.

In tutto il mondo, ogni anno, approssimativamente, per ogni tre bambini che nascono uno viene abortito. Immaginiamo un mondo in cui siano in vigore leggi che permettano alle autorità di uccidere le persone di colore. E immaginiamo che, come conseguenza, ogni anno venga legalmente uccisa dalle autorità una persona di colore ogni quattro. E immaginiamo, per ipotesi, che il Presidente degli Stati Uniti d’America, il Primo Ministro del Regno Unito, e la stragrande maggioranza dei leader politici dia supporto a queste leggi; sarebbe appropriato, in queste circostanze, per la Chiesa Cattolica indire una consultazione mondiale dei fedeli di durata biennale sul tema del “camminare insieme” per una chiesa sinodale?

Nella seconda parte del testo ufficiale del sinodo si può leggere: “Noi siamo segno di una Chiesa che ascolta e che cammina: ascoltando, la Chiesa segue l’esempio di Dio stesso, che ascolta il grido del suo popolo”.

La prima occasione in cui Dio ascolta il grido del suo popolo è riportata nel Libro della Genesi, dopo che Caino uccise suo fratello Abele. “Gli disse il Signore: «Che hai fatto? La voce del sangue del tuo fratello grida a me dalla terra.”1

Nella nostra epoca, per la prima volta nella storia, siamo testimoni di un programma globale di omicidio autorizzato dallo Stato praticamente in ogni paese del mondo – che prende di mira soprattutto le categorie più vulnerabili della popolazione – attraverso aborto, procedure di Fecondazione in Vitro, ed eutanasia.

Noi siamo nel mezzo della peggiore e della più sanguinaria tirannia nella storia del mondo, saldamente radicata in quasi tutte le nazioni del mondo. Oggi non è tempo per il popolo di Dio di reclamare una maggiore sinodalità nella Chiesa. È giunto piuttosto il tempo, per i battezzati, di sollecitare quei pastori che hanno timore di ascoltare il grido di circa 2 miliardi di bambini, uccisi negli ultimi cinquant’anni con l’approvazione di governi nazionali e leader politici in tutto il mondo. Con rispetto, dobbiamo rivolgerci ai nostri sacri pastori affinché ascoltino il grido degli innocenti negando il permesso, per esempio, a quei politici esplicitamente pro-aborto e ad altri che vivono apertamente in uno stato di peccato mortale, di ricevere Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo nella Santa Comunione violando la legge di Dio – esattamente come sarebbe giustamente accaduto, ne sono certo, per quei politici che avessero favorito l’uccisione di persone di colore.

Viviamo in un mondo in cui sia la salute fisica che quella spirituale delle anime sono sotto attacco con la sistematica violazione del quarto, quinto, sesto e nono comandamento. Tali violazioni, per la prima volta nella storia, vengono promosse da autorità laiche attraverso un organico programma mondiale di corruzione dei bambini tramite progetti di educazione sessuale che prevede la loro esposizione ad immagini pornografiche, la promozione dell’agenda ideologica LGBT, il loro accesso alla contraccezione, all’aborto e ad altri cosiddetti “servizi”, nonché la soppressione dei diritti dei genitori quali principali educatori dei loro figli.

La missione della Chiesa ha sempre avuto a cuore tanto la salute fisica quanto quella spirituale delle anime, ad imitazione di Dio Padre, il quale, ci dice Nostro Signore, non permette che anche un solo passero cada a terra. Nostro Signore ci ricorda di non temere e afferma: “voi valete più di molti passeri”.

Ad ogni modo, seppur grazie a Dio permangano bellissime eccezioni, dobbiamo constatare che nell’epoca in cui viviamo la mancanza di formazione del laicato da parte dei pastori cattolici, sta avendo conseguenze disastrose per la salute delle anime sia all’interno della Chiesa che fuori. Ne consegue, ad esempio, che il popolo di Dio non sia più in grado di comprendere il concetto stesso di “male intrinseco”– e ciò vale tanto per i cattolici che abitualmente violano le leggi morali della Chiesa quanto per quelli che cercano di aderire all’insegnamento della stessa. I primi, in maniera erronea, operano una distinzione tra un’opposizione privata all’aborto, in quanto cattolici, e un supporto pubblico alla sua legalizzazione per i più disparati motivi. I secondi, d’altra parte, sono incapaci di distinguere quegli atti umani che non possono mai essere tollerati o giustificati, da quelli che, sulla base di giudizi prudenziali, potrebbero legittimamente trarre beneficio da atti malvagi altrui – come nel caso dei vaccini per il Covid-19 o di farmaci connessi all’aborto.

Tre settimane fa, il 5 Ottobre, il London Times ha riportato la notizia che Papa Francesco e i rappresentanti delle principali religioni mondiali si sono incontrati in Vaticano, dove hanno firmato una dichiarazione indirizzata ai politici del mondo che parteciperanno alla conferenza per il clima Cop26 in Scozia, sottolineando la “grave minaccia” del cambiamento climatico.

Immagino che nessun osservatore vaticano e nessun promotore di campagne contro l’aborto si aspettassero un gesto altrettanto potente di sensibilizzazione da parte della Chiesa nel periodo antecedente al referendum sull’aborto a San Marino, tenutosi lo scorso mese, in cui il 77.28% dei votanti ha detto Sì all’aborto fino alla nascita – in un Paese in cui il 97% della popolazione professa la fede cattolica. Eppure l’aborto è “un crimine indicibile” che, secondo quanto disse il compianto Cardinal Caffara alla conferenza di The Voice of the Family tenutasi a Roma nel 2017, anno della sua morte, è “la più assoluta negazione della verità sull’uomo…”.

Ottanta anni fa, la Chiesa poteva vantare la presenza di un vescovo il cui coraggio nell’opporsi alla minaccia rappresentata dalla Germania nazista, che ambiva ad instaurare un nuovo ordine mondiale, dovrebbe essere imitato oggi dai vertici della Chiesa. Il Cardinal von Galen ha guadagnato l’approvazione del mondo grazie alla sua denuncia del programma eutanasico condotto nella Germania nazista. Ne è un esempio l’omelia che fece come vescovo nella Chiesa di San Lambert il 3 Agosto 1941 in cui disse:

Guai all’umanità, guai al nostro popolo tedesco, se il sacro comandamento di Dio, ‘Non ucciderai’, che il Signore ci diede sul Sinai tra fulmini e tuoni, che Dio Creatore iscrisse nella coscienza dell’uomo sin dall’inizio, non solo sarà infranto, ma se tale violazione verrà tollerata e accolta come pratica regolare senza alcuna punizione”.

Nel suo libro “The Lion of Munster” (Il leone di Munster), Daniel Utrecht dell’Oratorio di Toronto scrive:

Non solo la sua omelia fu segretamente copiata e diffusa in tutta la Germania e tra i soldati al fronte, ma il coraggio del Vescovo Clemens August von Galen, di cui tutte le persone della sua diocesi erano a conoscenza, divenne presto noto in tutto il Paese e addirittura in tutto il mondo. In seguito, il testo dell’omelia finì nelle mani degli inglesi, che lo stamparono su dei volantini a decine di migliaia, li lasciarono cadere da alcuni aeroplani su tutta la Germania e li lessero in programmi radio trasmessi alla Germania. Quando gli americani entrarono in guerra, anche loro vedevano von Galen come un eroe …

Oggi, ancor di più e in modo diverso, occorre ai vescovi un grande coraggio nel riaffermare il quinto comandamento. È improbabile che vengano considerati degli eroi nel far ciò. È molto più probabile che vengano denunciati dalle autorità britanniche e americane, nonché dai mass-media, come nemici dei cosiddetti diritti fondamentali e della libertà umana per aver preso posizione tanto contro i delitti di aborto ed eutanasia, quanto contro la soppressione dei diritti dei genitori come primi educatori dei propri figli in materia di educazione sessuale. Questo tipo di tirannia è diverso dal Nazismo e dal Comunismo, che suscitarono tanto terrore e disgusto in tutto il mondo. Qui si tratta di un nuovo assetto mondiale in cui lo Stato ha delegato il potere ai comuni cittadini, e che dunque ha avuto modo di frammentarsi e diffondersi più facilmente in tutto il mondo – dapprima ciò è avvenuto con la diffusione della pillola contraccettiva, più recentemente con quella abortiva; lo scorso mese si è verificato con il referendum sull’aborto a San Marino.

L’entità dell’attacco alla vita umana e alle leggi morali su cui si è fondata la vita delle persone sin dagli albori della Cristianità determina una guerra di proporzioni apocalittiche. Tale guerra non può essere vinta senza la Chiesa, e, in particolare, senza che i vescovi cattolici usino l’autorità loro conferita da Dio per istruire e guidare le anime, per onorare i comandamenti di Dio nel vasto campo delle questioni etiche e bioetiche che minacciano il benessere fisico e spirituale di ogni essere umano che vive al giorno d’oggi.

Si potrebbe dire che i gruppi pro-life abbiano svolto un lavoro eroico in oltre mezzo secolo, salvando vite con testimonianze, con i loro successi nei tribunali e nelle legislazioni degli Stati, mediante l’amorevole cura per le future madri, grazie all’incrollabile perseveranza di fronte ai costanti insuccessi nonché all’aumentare del numero di morti innocenti. Tuttavia i gruppi pro-life sono ben poca cosa a fronte delle risorse economiche e politiche della cultura della morte, sostenuta praticamente da tutti i governi del mondo i quali, a loro volta, hanno elargito miliardi di dollari a beneficio di organi intergovernativi e di ONG che, in modo particolare, promuovono l’aborto, la corruzione dei costumi e l’educazione sessuale.

Ai miei buoni amici cattolici e colleghi pro-life che sostengono sia meglio lasciar fuori la Chiesa dalla battaglia pro-life, io pongo rispettosamente una variazione della domanda di San Pietro a Nostro Signore: Da chi andremo? Solo la Chiesa ha parole di vita eterna. I Vescovi, in quanto successori degli apostoli, hanno un potere morale unico nel suo genere: quello di predicare il Vangelo della Vita. Secondo San Matteo, le ultime parole terrene di Cristo agli apostoli prima della Sua Ascensione in Paradiso furono: “«Ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra. Andate dunque, ammaestrate tutte le genti … insegnando loro a osservare tutto quel che v’ho comandato.” Queste parole furono indirizzate agli apostoli e, a maggior ragione, ai successori degli apostoli. I vescovi hanno un carisma conferito loro da Gesù Cristo appena prima della Sua Ascensione. Per questo Papa Giovanni Paolo II ha sottolineato nell’Evangelium Vitae che ai “vescovi per primi è chiesto di farsi annunciatori instancabili del Vangelo della vita” – perché quando annunciano la verità del Vangelo nella carità, le loro parole, proprio in virtù della loro autorità, hanno un riverbero tanto nei cuori dei fedeli quanto in quelli delle persone che non conoscono Cristo – proprio come le parole di Cristo. Come disse San Marco riguardo ai Giudei a Cafarnao: “E la gente si meravigliava della sua dottrina, perché egli insegnava con autorità e non come gli scribi.”

I vescovi cattolici, quindi, devono utilizzare il potere loro conferito da Dio, ricevuto in virtù della successione apostolica, per tramandare alle anime loro affidate l’infallibile insegnamento della chiesa sulla santità della vita umana e come questo insegnamento trova incredibilmente conferma nella ricerca accademica e medico-scientifica.

Tale insegnamento episcopale deve includere, ad esempio, l’evidenza scientifica che la vita umana inizia nel momento del concepimento; le false argomentazioni addotte da molti scienziati e politici per giustificare una ricerca distruttiva per gli embrioni umani; il perché la fecondazione in vitro (FIV) non può mai essere moralmente giustificata e l’ingiustizia perpetrata a danno di circa 200 milioni di embrioni umani, creati e poi congelati, distrutti o lasciati morire per far sì che 9 milioni di bambini concepiti tramite FIV potessero nascere, nonché l’incapacità di adempiere gli obblighi morali nei confronti dei sopravvissuti delle procedure di FIV. I vescovi cattolici devono esortare gli operatori sanitari perché si oppongano ad aborto, eutanasia e altri simili mali con l’obiezione di coscienza2. I vescovi devono mostrare l’amore di Cristo mettendo in guardia le famiglie dalle pressioni che i servizi sanitari nazionali a livello mondiale esercitano tramite programmi di screening pre-natale il cui scopo è di individuare ed eliminare i concepiti affetti da disabilità.

I vescovi devono guidare i fedeli illustrandone gli obblighi, consigliandoli su come adempierli, esprimendo contrarietà all’utilizzo di feti abortiti nella produzione di vaccini, farmaci e altri prodotti, posto che sia lecito per il fedele far uso di questi prodotti in quanto non prende formalmente parte alla loro realizzazione, sulla base dell’insegnamento morale di San Tommaso d’Aquino, Sant’Alfonso Maria de Liguori e altri.

I vescovi devono illustrare la verità profetica dell’insegnamento cattolico sull’inscindibilità dei fini unitivo e procreativo del matrimonio; devono attingere all’evidenza empirica che mostra come uno dei più grandi catalizzatori di un maggiore ricorso all’aborto procurato è stato l’aver abbandonato la legge naturale circa la sessualità umana e l’etica della sessualità. Ad esempio i vescovi potrebbero trarre spunto dal lavoro di Mary Eberstadt, ricercatrice presso la Hoover Institution. Nel suo libro Adam and Eve after the Pill – Paradoxes of the Sexual Revolution (Adamo ed Eva dopo la Pillola – Paradossi della Rivoluzione Sessuale), l’autrice descrive l’insegnamento cardine dell’enciclica Humanae Vitae di Papa Paolo VI (25 Luglio 1968) riguardante il controllo delle nascite come “probabilmente l’insegnamento morale più fuori moda, più rigettato e capillarmente deplorato nel mondo”. Poi prosegue mostrando come l’insegnamento racchiuso nella Humanae Vitae sia di fatto l’insegnamento morale “più profondamente fondato” al mondo “alla luce dell’accumularsi di fatti secolari, empirici, post-rivoluzionari”.

Mi rivolgo ai miei colleghi, ai laici leader di organizzazioni pro-life e pro-family in tutto il mondo, che son portati per prudenza ad esser preoccupati per certe reazioni politiche al Covid-19, relativamente ai lockdown e/o programmi di vaccinazione obbligatoria, inclusa quella per i bambini, specialmente quando si cerca di sopprimere il consenso genitoriale. Mi rivolgo a voi, in questo tempo di oscurità morale senza precedenti, noi, che abbiamo combattuto per decenni in difesa dell’innocente, abbiamo la particolare responsabilità di mantenere una corretta visione morale, il senso della misura e delle priorità ben ordinate.

Il movimento pro-life non deve smettere di porre la propria attenzione, nel bel mezzo della pandemia Covid-19, sulla persecuzione di milioni di innocenti, fisicamente o spiritualmente fatti a pezzi, una persecuzione che sta colpendo ogni famiglia nel mondo.

L’insegnamento sull’aborto e l’educazione sessuale sono i più grandi crimini, le più grandi persecuzioni, nella storia umana: in termini di numero di esseri umani uccisi, l’aborto è il più grande crimine; d’altro canto, in termini di gravità del male compiuto, è l’educazione sessuale ad essere il più grande crimine, in quanto distrugge l’innocenza dei bambini – essa li predispone ad essere bersagliati e sfruttati dall’industria della salute riproduttiva e per di più getta i semi di una cultura della morte nella generazione successiva. Dopo tutto, Nostro Signore disse: “Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto chi può far perdere nella Geenna sia l’anima che il corpo”. Questo crimine contro l’umanità merita giustamente, come nessun altro, le parole di Nostro Signore: “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa una macina girata da asino al collo e fosse gettato negli abissi del mare.” (Mt 18:6)

Per di più, sembra che le autorità secolari in diverse parti del mondo stiano approfittando della preoccupazione generalizzata per la pandemia da Covid-19 e le sue conseguenze al fine di spingere all’estremo la legislazione sull’aborto e far avanzare le loro perverse ideologie gender.

Chi fa parte del movimento pro-life deve rimanere concentrato sulla propria missione e mostrare umiltà. Non possiamo vincere la battaglia pro-life da soli. Molti dei principi morali con cui le persone hanno vissuto nell’arco dell’intera storia umana, ora vengono sistematicamente messi al bando dalle legislazioni di nazioni potenti, le quali impongono leggi ingiuste a quelle meno potenti e pressoché in tutti gli Stati del mondo. Ancora: le leggi morali stesse vengono comunemente rinnegate proprio nelle famiglie in tutto il mondo, e il codice della moralità che ha fondato il modo di vivere della stragrande maggioranza delle persone nella storia della Cristianità si sta trasformando, persino all’interno delle nostre comunità e delle famiglie cattoliche, specialmente per ciò che riguarda questioni legate alla santità della vita umana e dell’etica sessuale. Pensiamo, ad esempio, all’accettazione diffusa tra le nostre famiglie cattoliche della convivenza, o del rifiuto di criticare le relazioni omosessuali, degli anticoncezionali, inclusi quelli abortivi, dell’aborto legale in talune circostanze, dell’educazione sessuale esplicita nelle scuole, nonché di FIV ed eutanasia. Le organizzazioni e, in senso più ampio, le comunità pro-life devono essere rafforzate dalla voce inequivocabile e intransigente degli organi ufficiali e dei vescovi della Chiesa Cattolica di tutto il mondo.

E come il Cardinal von Galen, i vescovi di oggi hanno il dovere, seppur in circostanze molto diverse rispetto a quelle in cui ha operato quel vescovo coraggioso, di opporsi pubblicamente e coraggiosamente agli omicidi che avvengono sistematicamente in tutto il mondo, alla sofferenza umana e alla corruzione della morale, le quali sorpassano incommensurabilmente, in termini di numero e di persone colpite, gli omicidi, la sofferenza umana e la corruzione morale della Germania nazista. Questo assetto a livello mondiale è enormemente diffuso e colpisce, in un modo o nell’altro, ogni persona che vive in quest’epoca. Possano le parole del Cardinal von Galen, pronunciate in occasione del suo ritorno a Munster dopo essere stato nominato Cardinale a Roma, risuonare nelle orecchie della Chiesa di oggi!

Il buon Dio mi ha posto in una posizione in cui ho il dovere di chiamare nero il ‘nero’ e bianco il ‘bianco’, come si dice nel rito di consacrazione di un vescovo. Lui mi ha dato una posizione che mi ha reso capo e guida di centinaia di migliaia che, come me, hanno sopportato con virtù e grande dolore, quel momento difficile in cui la verità e la giustizia di Dio, il valore e i diritti dell’essere umano, sono stati messi da parte, rinnegati, e calpestati … Ho saputo che molti hanno sofferto di più, molto di più, di quanto io personalmente ho dovuto soffrire, a causa degli attacchi alla verità e alla giustizia che abbiamo sperimentato. Loro non potevano parlare. Potevano solo soffrire. Può darsi che, nella prospettiva di Dio, per il quale la sofferenza ha più valore delle azioni e delle parole; può darsi che nonostante la loro sofferenza, anche molti di coloro che sono qui presenti abbiano meriti più grandi agli occhi santi di Dio, perché hanno sofferto più di quanto abbia fatto io. Ma era mio diritto e mio dovere parlare, e ho parlato a vostra difesa …

Concludo: questo non è il tempo per un sinodo votato all’ascolto delle richieste dei figli di Dio per una maggiore sinodalità nella Chiesa. È, invece, tempo che i capi della Chiesa esortino il popolo di Dio a emulare l’esempio delle levatrici ebree. Nel libro dell’Esodo leggiamo:

Parlò ancora il re d’Egitto alle levatrici degli Ebrei, delle quali una aveva nome Sefora, e l’altra Fua, e comandò loro: «Quando assisterete al parto delle donne ebree, se nascerà un maschio uccidetelo; se una femmina risparmiatela». Ma le levatrici temevano Dio, e non fecero come aveva loro comandato il re d’Egitto, ma salvarono i maschi”. (Eso. 1:15-17)

In questa che è la più sanguinaria delle epoche che il mondo abbia mai conosciuto, il movimento pro-life non deve farsi distrarre dall’angoscia del Covid-19 e dalle sue vaste implicazioni. Deve piuttosto gridare perché i pastori Cattolici insegnino ai fedeli e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, come le levatrici ebree, a temere Dio e a resistere, con il coraggio dei martiri, alla distruzione del corpo e dell’anima degli innocenti che sta prendendo piede praticamente in ogni paese del mondo. Questi sono i grandi mali sociali e morali dei nostri giorni e, per numeri e gravità morale, i più grandi mali sociali e morali nella storia del mondo.

1 Genesi 4:9-10.

2 Evangelium Vitae, 73.

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