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L’anno giubilare dei fratelli delle Scuole Cristiane

(di Cristina Siccardi) I Fratelli delle Scuole Cristiane, nel tricentenario della morte di san Giovanni Battista de La Salle (30 aprile 1651 – Rouen 7 aprile 1719), stanno vivendo l’Anno Giubilare Lasalliano, concesso da papa Francesco. Apertosi il 17 novembre 2018, esso terminerà il 31 dicembre 2019 nel Santuario di Roma, dedicato al «Patrono speciale di tutti gli educatori dell’infanzia e della gioventù», come recita il Breve pontificio del 15 maggio 1950.

Gli alunni delle scuole cattoliche sono in progressiva diminuzione, come pure il numero delle stesse scuole cattoliche. Qualche numero per rendersi conto dell’emorragia: nell’anno scolastico 1992/93 gli alunni frequentanti scuole cattoliche in Italia erano 876.398, nell’anno 2017/2018 sono stati 582.576. Le scuole cattoliche (scuole dell’infanzia, elementari, secondaria di primo grado e di secondo grado), invece, nel 1997/98 erano 11.324, mentre nel 2017/18 si sono ridotte a 7.933 unità.

Le cause di tale drammatica situazione per il settore educativo della Chiesa è causata da diversi fattori: continuo calo demografico; crisi economica; riduzione enorme della presenza di religiosi e di religiose negli istituti a motivo della carenza  vocazionale e relativo ingresso dei laici nel corpo docente, che non possono avere la stessa forza e valenza degli eredi del fondatore o della fondatrice di un dato plesso scolastico; adeguamento e conformismo degli indirizzi educativi delle scuole cattoliche a quelle pubbliche e, quindi, il venir meno motivazionale, da parte di molti genitori, di iscrivere i propri figli nelle strutture confessionali; chiusura e vendita degli edifici scolastici a motivo dell’amoria degli stessi istituti religiosi; disinteresse generale alla tematica in specie da parte di vescovi, cardinali e dello stesso Pontefice.

Un canto popolare definisce La Salle «apostolo dei bambini e vincitore dell’ignoranza, così fatale all’anima», quell’ignoranza che aveva mietuto tante anime durante la Rivoluzione protestante. Mentre la riforma tridentina incoraggiava la fondazione di seminari per migliorare la qualità del clero, nuove congregazioni femminili sorgevano per rendere le future madri di famiglia in grado di educare cristianamente i loro figli.

Il canonico Roland aveva formulato ad alcuni sacerdoti della chiesa di Saint-Nicolas de Chardonnet di Parigi la sua convinzione che era giunto il tempo di educare il popolo. Uno fra di loro, don Jacques de Batencourt iniziò ad ottenere l’assenso dell’opinione pubblica sulla necessità di scuole cristiane elementari.

Il suo libro École paroissiale (Scuola parrocchiale), edito nel 1654 e ripubblicato nel 1685, aveva avuto ampio eco. Nel 1666, a Lione, le Remonstrances (Rimostranze) di don Charles Démia dimostrarono a vescovi e parroci che il bene religioso e il bene sociale esigevano l’organizzazione seria di un’istituzione scolastica diretta al popolo. Fu così che nel 1670 Giovanni Battista La Salle ottenne dal padre Barré, che aveva appena fondato a Rouen le «maestre delle scuole cristiane e caritatevoli del Santo Bambino Gesù», due suore per avviare una comunità simile a Reims.

La Salle divenne responsabile di questa nuova realtà nel 1678, la quale contava già quasi mille allieve, suddivise in quattro scuole, dove studiavano, gratuitamente, lettura, scrittura, calcolo, istruzione religiosa. Egli sarà il catalizzatore e la fonte di molte altre congregazioni religiose che si dedicheranno all’educazione e che saranno erette nei secoli XVIII e XIX.

Le lezioni non erano più individuali con un precettore, come era avvenuto fino ad allora, ma in classe. La Salle fondò, il 25 maggio 1684, i Fratelli delle Scuole Cristiane, prima congregazione religiosa maschile costituita esclusivamente da laici e impose l’insegnamento primario gratuito nelle scuole da lui fondate, dando priorità all’insegnamento della madrelingua.

Per la formazione dei Fratelli, sia culturale che spirituale, avviò nel 1692 a Vaugirard (antico comune del dipartimento della Senna) il primo noviziato. Creò Scuole di formazione degli insegnanti, che lui chiamò «Seminari per i maestri di campagna», affinché venisse garantita la prima e fondamentale necessità della scuola: la preparazione morale e culturale dei docenti.  Fu il primo ad organizzare le scuole serali e domenicali per i giovani lavoratori e fu l’ideatore dell’insegnamento di indirizzo tecnico, commerciale e professionale.

Nel 1688 si trasferisce Parigi, dove apre le prime scuole della congregazione. Nel 1694 viene eletto Superiore della nuova istituzione religiosa, dandole una regola più elaborata rispetto a quella originale. Contemporaneamente prosegue la sua opera culturale e spirituale scrivendo libri catechistici e pedagogici, fra cui le Règles de la bienséance et de la civilité chrétienne (Regole delle buone maniere e della civiltà cristiana), edito nel 1703.

Fratel Giovanni Battista pensa che quella del maestro deve essere una missione e che gli educatori cattolici si devono dedicare esclusivamente ai propri studenti, ecco perché pensa alla creazione di insegnanti con voti religiosi, seppure non sacerdoti. I due testi fondamentali che redige sono Conduite des écoles chrétiennes (Comportamento per le scuole cristiane), che elabora insieme ad altri esperti maestri (1720), e la Règle du formateur des nouveaux maîtres (Regola dell’istruttore dei nuovi maestri).

In essi è contenuto il metodo pedagogico lassalliano: attenzione ai singoli allievi; comprensione delle differenze innate; costituzione di gruppi di livello omogenei; esercizio alla concentrazione; coscienza delle proprie responsabilità di maestri e di allievi; programmi adattati all’avvenire professionale dei giovani. Il tutto doveva giungere ad uno scopo: rimedio all’ignoranza culturale e a quella religiosa.

La congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nonostante i mille ostacoli che il fondatore dovette affrontare, ebbe uno sviluppo prodigioso in Francia e in seguito nel mondo intero. Con l’ossessione perenne e illusoria che soltanto rivoluzionando le cose si può andare verso il meglio, anche gli stessi eredi di scuole cattoliche, dal Concilio Vaticano II in poi, hanno abbandonato spesso e volentieri principi spirituali e pedagogici, principi che hanno mosso i loro padri fondatori, i quali intrapresero il cammino educativo per creare una società cristiana solida nel credo, preparata nel vivere e nel morire, e degna agli occhi del Padre celeste. (Cristina Siccardi)