L’Africa ribadisce il suo no all’omosessualità

Cardinale John Onaiyekan(di Lupo Glori) La chiesa cattolica africana torna a tuonare contro l’omosessualità. Dopo il duro e allarmato comunicato nei confronti della deriva omosessualista dell’Occidente, da parte della Conferenza episcopale della Nigeria, è ora il turno della Chiesa ghanese e, nuovamente, di quella nigeriana, per bocca, questa volta, del Cardinale John Onaiyekan della diocesi di Abuja.

La chiesa cattolica del Ghana si espressa senza fraintendimenti attraverso le ferme dichiarazioni di Mons. Charles Gabriel Palmer Buckle, Arcivescovo Metropolita di Accra. In esse, l’arcivescovo ha sottolineato il carattere anti-umano e anti-sociale delle relazioni omosessuali, ribadendo la posizione di sempre della Chiesa cattolica in materia.

In tale prospettiva, Mons. Buckle ha ricordato la nota distinzione dell’etica cristiana tra peccato e peccatore, affermando: «Noi non rispettiamo l’omosessualità, ma abbiamo rispetto per gli omosessuali perché creati a somiglianza di Dio. Noi siamo contro l’adozione di bambini da parte loro, perché è difficile per gli omosessuali crescere un bambino capace di essere responsabile nella società».

Il Metropolita di Accra ha inoltre evidenziato come l’omosessualità sferri un attacco frontale alla famiglia e alla istituzione del matrimonio, ricordando l’importanza decisiva della preghiera: «La famiglia che prega insieme, rimane insieme». Mons. Buckle ha infine esortato i cristiani ad affermare la loro fede nel rispetto della verità e della dottrina immutabile della Chiesa, la quale stabilisce come il matrimonio sia l’unione stabile di un uomo e di una donna, ordinata al bene dei coniugi, alla procreazione e alla educazione della prole.

Alle parole dell’arcivescovo di Accra, Buckle, hanno fatto eco quelle, altrettanto chiare, del Cardinale John Onaiyekan della diocesi di Abuja, capitale della Nigeria, il quale ha dichiarato senza mezzi termini: «La posizione della Chiesa in Nigeria contro l’omosessualità è irrevocabile». Con questa inequivocabile e lapidaria dichiarazione, l’arcivescovo cattolico nigeriano, intervistato dall’agenzia di stampa nazionale NAN, durante la sua visita ufficiale presso la diocesi di Makurdi, ha riaffermato la posizione irremovibile della Chiesa nigeriana nei confronti dell’omosessualità.

L’arcivescovo Onaiyekan ha inoltre deplorato il processo di normalizzazione dell’omosessualità in corso in tutto il mondo, sottolineando l’impossibilità di accettare supinamente delle norme solamente per il fatto che esse siano state già adottate dalla maggioranza.

In tale senso, Onaiyekan ha spiegato: «Purtroppo, viviamo in un mondo dove queste cose sono ormai abbastanza accettabili, ma il fatto che esse siano divenute accettabili non significa che siano giuste. (…) La Chiesa cattolica si considera portatrice della bandiera della verità in un mondo che si è fatto così malamente ingannare».

Secondo il cardinale nigeriano, al di là di quello che è il pensiero dominante, bisogna dunque respingere con forza l’omosessualità, in quanto comportamento contro la volontà di Dio: «Anche se non piacciamo alla gente per questo, la nostra chiesa ha sempre detto che omosessualità è innaturale e il matrimonio è unicamente tra un uomo e una donna. Non esiste una cosa come il matrimonio tra due uomini o il matrimonio tra due donne. Qualunque cosa facciano tra di loro non dovrebbe essere chiamato matrimonio. Non ci sono dubbi che la Chiesa cattolica non cambierà le sue posizioni su questo tema».

La posizione della Chiesa cattolica nei confronti dell’omosessualità è fortemente condivisa anche dalla politica. A tale proposito, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, paladino dei diritti LGBT in tutto il mondo, nel suo recente viaggio in Kenya non ha perso l’occasione per puntare il dito contro la politica del presidente keniota Uhruri Kenyatta in materia di omosessualità, esortando il suo paese, e tutta l’Africa, a rispettare i diritti dei gay.

Nella conferenza stampa tenuta a Nairobi, il presidente americano ha invitato l’Africa a cambiare atteggiamento, dichiarando: «Ripeto sempre questa cosa in tutta l’Africa: quando si inizia a trattare in modo differente le persone, perché sono diverse, allora si inizia un cammino in cui le libertà vengono erose e succedono cose brutte».

Pronta la categorica replica del presidente Kenyatta, il quale ha ribadito come il tema dell’omosessualità sia del tutto fuori discussione: «dobbiamo ammettere che vi sono delle cose che non condividiamo. Per i kenioti oggi la questione dei diritti dei gay veramente neanche si pone». Il continente africano ancora non contaminato dalle perverse e disumane ideologie occidentali ribadisce quindi il suo fermo no alla importazione e normalizzazione di comportamenti da sempre considerati contro natura.

Il male anche se accettato e promosso dalla maggioranza non ha alcun diritto. Il cosiddetto terzo mondo “sottosviluppato” impartisce in questo modo una sonora ed esemplare lezione di civiltà ai paesi “moderni” ed “evoluti”, rispedendo al mittente il deleterio stile di vita occidentale. (Lupo Glori)

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