La voce dell’arcivescovo Sviatoslav Shevchuk Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina

La voce dell’arcivescovo Sviatoslav Shevchuk Capodella Chiesa greco-cattolica ucraina
FONTE IMMAGINE: Avvenire (https://www.avvenire.it/)
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Alla vigilia del secondo anniversario dell’invasione su vasta scala e del decimo anniversario dell’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina, la Pontificia Fondazione di beneficenza “Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACN International) ha tenuto una conferenza stampa dal titolo 2014-2024: Dieci anni di guerra in Ucraina. Tramite collegamento video da Kyiv, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, e il Nunzio Apostolico in Ucraina, Mons. Visvaldas Kulbokas, si sono rivolti a circa 70 giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Durante la videoconferenza, l’Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč, e il Nunzio Apostolico hanno raccontato ai giornalisti della situazione attuale in Ucraina e di come la Chiesa reagisca ad essa. «Ho qualche buona notizia dall’Ucraina – ha incominciato Sua Beatitudine Sviatoslav. – In primo luogo, siamo vivi e come Chiesa stiamo cercando di infondere speranza nel nostro popolo in mezzo alla sofferenza, alla distruzione e alla morte. In secondo luogo, la solidarietà umanitaria internazionale funziona e rende possibile salvare numerose vite in Ucraina».

Oggi sul territorio occupato dalla Russia «non è presente neanche un solo sacerdote cattolico», ha spiegato l’arcivescovo, riferendo che qualche settimana fa, a Donetsk, dove le persone si erano riunite per pregare anche in assenza di un sacerdote, gli occupanti hanno chiuso la chiesa. Mentre, nella zona occupata di Zaporizhzhia, lo scorso anno, il capo delle autorità di occupazione ha vietato le attività della Chiesa greco-cattolica ucraina e ha confiscato le proprietà della chiesa. «Per il nostro popolo diventa sempre più difficile praticare la propria fede», ha affermato il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina.

La guerra della Russia contro l’Ucraina, che dura da 10 anni, ha l’obiettivo di «distruggere l’esistenza di un’intera nazione», ha messo in guardia l’arcivescovo Shevshuk. «Possiamo testimoniare che ciò che sta avvenendo ora in Ucraina è un genocidio», ha aggiunto. «Le autorità statali [della Russia – red.] hanno deciso di cancellare lesistenza di unintera nazione. In Ucraina, le persone vengono uccise per il solo fatto di essere ucraine».

Sua Beatitudine ha sottolineato l’importanza del riconoscimento dei crimini di guerra perpetrati dalla Russia in Ucraina, ringraziando le organizzazioni che giungono in Ucraina per condurre le loro ricerche. «È molto importante condannare questi crimini di guerra. Perché se non lo facciamo, questi ultimi continueranno e colpiranno altri popoli e altre parti del mondo. Riconoscere tali crimini come genocidio significa fermarli».

Secondo il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, in tempi di guerra, la Chiesa sta cercando nuove vie di ministero pastorale, che riguardi, soprattutto, le persone «che stanno vivendo il lutto, il dolore, e coloro che hanno perso i propri cari più preziosi». Sua Beatitudine ha definito questo ministero «la pastorale del dolore».

«Il futuro dell’Ucraina e il futuro della Chiesa dipendono da come risponderemo a questa enorme necessità del popolo ucraino di superare il trauma della guerra», ha detto ancora l’arcivescovo Sviatoslav Shevskuk. «La guerra ha toccato il cuore della società ucraina, che è la famiglia. Ecco perché la Chiesa greco-cattolica ucraina, con la sua pastorale, si impegna nel prendersi cura soprattutto delle famiglie di chi ha perso la vita, di chi ha riportato ferite, di chi è disperso e di chi è prigioniero». «Oggi, la famiglia ucraina è sottoposta a continue torture», ha sottolineato Sua Beatitudine, aggiungendo che nel corso del 2023 in Ucraina sono stati registrati oltre 180.000 matrimoni e circa 120.000 divorzi. «Si tratta del più alto numero di divorzi nella storia dell’Ucraina indipendente… E rappresenta la sfida pastorale più grande per me per la Chiesa».

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