La riforma del conclave di Alessandro III

(di Lorenzo Benedetti) Rolando Bandinelli, di Siena, fu una delle figure più importanti dell’Italia del XII secolo. Colto ed energico, fu nominato cardinale nel 1150, divenne cancelliere pontificio e guidò diverse ambascerie presso i regni d’Europa.

Nel 1159 partecipò al Conclave che lo elesse Sommo Pontefice, ed i contrasti con il potere temporale si fecero subito sentire: non era stato ancora vestito degli attributi regali, che sei cardinali scismatici proclamarono un antipapa fedele al Barbarossa da contrapporgli, ed il Collegio dovette riparare nel basso Lazio. Consacrato col nome di Alessandro III, scomunicò l’avversario ma, non disponendo di forze militari, fu costretto a peregrinare fra Francia e Italia, il cui clero regolare e secolare gli prestò giuramento di fedeltà, riconoscendolo come legittimo Pontefice.

Intanto i Comuni italiani, in lotta con Federico I, vedevano in questo Papa forte e risoluto un baluardo intorno a cui stringersi per mantenere indipendenza e libertà: Alessandro III decise di appoggiarli contro colui che aveva osato sfidare il Vicario di Cristo. Nel 1167, i Comuni del Nord Italia si riunirono nella Lega Lombarda e fondarono una città in Piemonte per arginare le forze imperiali, che battezzarono Alessandria in suo onore.

Grazie al loro lungimirante alleato, le città padane sconfissero l’Imperatore nella Battaglia di Legnano, ed il vinto dovette riconoscere Alessandro come unico Pontefice e liberare il territorio della Chiesa dal pericolo di future invasioni.

Finalmente al sicuro nell’Urbe, il Papa poté convocare nel 1179 il Terzo Concilio Lateranense, in cui emanò, alla presenza di oltre trecento vescovi, il canone Licet de evitanda discordia: furono ritenute valide le norme decise da Niccolò II per l’elezione del pontefice, ma per evitare la situazione in cui egli stesso si era venuto a trovare al momento della sua nomina, stabilì che l’elezione sarebbe spettata a tutti i cardinali – non solo ai vescovi – a maggioranza dei due terzi. Questa ordinanza avrebbe impedito, ed impedisce tutt’oggi, che una minoranza possa pretendere la legittimità del proprio candidato. (Lorenzo Benedetti)

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