La “religione” dell’euro è l’anticamera della dittatura

(di Paolo Deotto su Riscossa Cristiana del 19-06-2012) Stiamo attenti: anche la più ignobile delle fesserie, a furia di essere ripetuta ossessivamente finisce per diventare vera. Naturalmente, vera non è, essendo una fesseria, ma diventa vera nella suggestione generale, e finisce così per condizionare la nostra vita.

Da diversi mesi, precisamente dal giorno del colpo di Stato, il 14 novembre 2011, quando un Governo eletto dagli italiani fu sostituito con un gruppo diretto da un mediocre ragioniere, ordinconto Trilateral, Bilderberg e compagnia bella, ci sentiamo ripetere, giorno per giorno, più volte al giorno, che la nostra vita ha un solo scopo: salvare l’Europa e salvare l’Euro, che è l’essenza, l’anima stessa dell’Europa, salvare le banche, che sono gli angeli custodi dell’Europa, pagare le tasse (non importa quante, non importa se giuste), credere, obbedire e combattere. Se non salviamo Europa, Euro eccetera, ci vengono preannunciate orribili sciagure. Il tutto, senza lo straccio di un conto preciso, senza aver mai dato spiegazioni precise.

Nel giro di pochi mesi abbiamo assistito impotenti alla distruzione delle sovranità nazionali: le recenti elezioni in Grecia sono state un esempio della scandalosa dittatura dei burocrati di Bruxelles, che accettano (con un certo fastidio) che la gente vada a votare, ma danno precise indicazioni di voto, e precise minacce di stampo mafioso: se vuoi che ti salvi la ghirba, devi votare come ti dico io. In caso contrario, ti mettiamo al tappeto economicamente.

Ormai sembra pacificamente accettato che la politica è  solo economia, e che l’economia è solo finanza. Infatti, se la BCE a un certo punto apre i rubinetti, lo fa per finanziare le banche, che a loro volta non utilizzano il danaro fresco per finanziare le attività produttive, bensì per sottoscrivere titoli pubblici,  lucrando un interesse rilevante, garantito dalle nostre tasse.

Di fronte al perdurare del disastro, si da la colpa alla “speculazione” , come se questa fosse un’entità proveniente da pianeti sconosciuti. Ma la speculazione chi può farla, se non chi possiede liquidità? E chi a possiede se non le banche, che sono ormai al potere coi loro mediocri, ma disciplinati, ragionieri?

Adesso si fa sempre più esplicito il piano dittatoriale che è sotteso all’ossessivo bombardamento mediatico. Il fastidio per le forme elementari di democrazia è sempre più palese. La Grecia va a votare? Vabbè, lo faccia, ma lo faccia disciplinatamente, votando per chi dia garanzia di mantenere il Paese nell’area sanguisughe, ovvero alla mercé della finanza, ovvero nella sacrale “area Euro”. Del resto, il ragionierino in Loden lo ha detto chiaramente: “Speriamo che venga formato al più presto un governo forte in grado di rispettare gli impegni con l’Ue” (vedi su ANSA). Lo scorso inverno, sempre in Grecia, Papandreu si giocò la carriera politica proponendo un referendum sulla permanenza della Grecia nell’area euro.

Ora si inizia  a parlare anche da noi di necessità di elezioni, visto che il cosiddetto Governo sta inanellando disastri. Elezioni? Orrore! Ecco che intervengono i portavoce dei capibanda: Corrierone e Repubblica tuonano contro questa terribile ipotesi.

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, fa notare con elementare buon senso: “La politica avrà tanti difetti, ci saranno qua e là anche ladri, ma ha un pregio: periodicamente si deve sottoporre al giudizio dei cittadini. E questo fa sì che oltre agli affari suoi, almeno ogni tanto, il Parlamento debba pensare anche ai nostri. Sarà anche poco, ma meglio del niente che auspica il Corriere , secondo il quale è inutile andare a votare perché nel casino attuale non si capisce chi potrebbe vincere eventuali elezioni”. La grande paura: se dal voto nascesse una maggioranza decisa a far uscire l’Italia dalla truffa-Euro? Quindi, per non sbagliare, meglio non votare, tanto l’atto assoluto di fede dice che solo Monti ci può salvare.

Mario Monti? Ma che credito dare a un presunto presidente che non ha mai spiegato nulla, ma che in compenso ci delizia con sciarade come l’ultima, in cui dice che l’Italia ha evitato di cadere nel cratere, ma intanto “il cratere si è allargato”? Come dire, l’emergenza non finisce mai, prepariamoci a tutto, soprattutto a pagare. Sarà comunque lui, il Loden, a dirci se e quando il cratere si allarga. Che credito dare a un presunto presidente che spiega di aver deciso di vendere parte del patrimonio immobiliare pubblico, e che l’acquirente sarà la Cassa Depositi e Prestiti? Già, ma la Cassa Depositi e Prestiti è posseduta al 70% dal Ministero dell’Economia, e dal 30%, guarda che caso!, da fondazioni bancarie. Questa, signori, è una pura e semplice presa per il naso (e fermiamoci al naso…).

Che credito dare un presunto Governo che, in uno dei ministeri più importanti, ha una ministra come la Fornero, che nella vicenda degli “esodati” ha mostrato un cinismo pari solo all’incompetenza? Ne abbiamo già parlato; ci limitiamo a ricordare che la suddetta signora non sa tuttora quanti siano gli esodati.

Come si fa parlare di “ripresa” in un sistema dove le banche non fanno credito, le tasse schiacciano e la liquidità al sistema viene decisa dal ristretto gruppo che ha in mano le leve della BCE?

In questo vera e propria fogna di falsità e inganni, si manifesta sempre di più il profondo fastidio per le forme di espressione democratica. Il Loden pochi giorni fa dichiara apertamente che “un disegno di legge si presenta perché venga approvato”. Insomma, il Parlamento è un passaggio burocratico, in fondo un po’ sciocco, perché ha comunque il dovere di approvare. Perché non abolirlo? In fondo, la verità l’hanno in mano loro , gli illuminati.

Un povero vecchio, il Giorgio del Quirinale, è arrivato ad ammonire i giornali, che devono fare la loro parte perché il presunto governo “possa continuare il suo lavoro”. Non crediamo che il Giorgio rappresenti il pericolo maggiore per la libertà, sia perché è, grazie al Cielo, a fine mandato, sia perché ci chiediamo ogni giorno di più se realmente si renda conto di ciò che gli fanno dire. Diversamente, si sarebbe reso conto dell’enormità di un organo pubblico che da disposizioni alla stampa. Comunque, dobbiamo subire le sue quotidiane sparate, che sempre riguardano il sostegno al presunto governo (che ha ragione, a prescindere) e la assoluta, indiscutibile, fanatica “fedeltà all’Europa”.

I meno attrezzati intellettualmente gli fanno eco: Pierferdinando Casini dichiara ”Chi propone l’uscita dell’Italia dall’Euro è un pazzo irresponsabile. Porterebbe solo miseria e disastri”. (vedi su ANSA). Spiegazioni? Zero, ovviamente. È a zero anche il rispetto per gli elettori, che forse il Casini scorda che sono gli unici, in ultima analisi, a poter decidere del loro futuro.

Siamo monotoni, lo so, ma è divenuto drammaticamente urgente denunciare l’erosione sempre più forte di quei pochi spazi di libertà che ancora ci restano. Abbiamo un presunto governo che di fatto legifera, abbiamo un Capo dello Stato (si fa per dire) che mostra una grande nostalgia per il Minculpop. Abbiamo una fiscalità che ci divora e  orrmai è in grado di entrare in tutti gli aspetti della nostra vita privata, nonché dei nostri conti bancari.

Cosa altro deve succedere perché ci si renda conto dell’urgenza di mandare fuori dai piedi il ragioniere in Loden e relativo codazzo?

Con quale spudorata ipocrisia i “leader” di PdL e PD ogni tanto gonfiano le loro ruotine da pavoni stanchi, bofonchiando contro i provvedimenti governativi, salvo poi votare tutto?

Ci rendiamo conto che siamo sulla strada della dittatura, avendo oltre tutto un Conducator che finora ha dimostrato di saper fare poche cose, ma di saperle fare realmente male?

I fenomeni come quello dei c.d. “grillini” si sgonfieranno rapidamente se PdL e PD mostreranno finalmente di aver ai vertici degli uomini e non dei bimbi, capricciosi forse, ma che poi obbediscono, perché sono paurosi. Ma di questo se ne rendono conto anche Alfano e Bersani?

Ci dicono che un’uscita dall’Euro ci porterebbe gran miseria. Questo è tutto da dimostrare. In compenso è sicuro, visto ciò che sta accadendo, che la permanenza nel sistema ci sta portando alla perdita della dignità di uomini liberi. Cosa preferiamo?

 

PS: avremmo dovuto scrivere “Alfano, Bersani e Casini”. Abbiamo omesso il Casini perché già nominato. Non lo abbiamo rinominato perché non si monti la testa, e non inizi a pensare di contar qualcosa…

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