La Massoneria Universale secondo Bino Bellomo di San Cosimano (conte, ex capitano del Servizio Informazioni Militare: 1940-1945) tra verità e depistaggio… (2a parte)

La Massoneria Universale secondo Bino Bellomo di San Cosimano (conte, ex capitano del Servizio Informazioni Militare: 1940-1945) tra verità e depistaggio… (2a parte)
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1.7  L’«alta politica» anticlericale e mondialista della «Massoneria palladica»…

Bellomo afferma che la Massoneria, contrariamente a quanto essa fa credere ai massoni dei primi Tre Gradi e a molti altri insigniti di Alti Gradi, in realtà si occupa di politica e di religione:  «Di fatto la Massoneria si occupa intensamente specie di alta politica; ma questo segreto nel segreto massonico, è riservato esclusivamente ai fratelli della Massoneria bianca, e non per intero. È riservato per intero ad una Massoneria segreta in seno a quella chiamata bianca, la Massoneria palladica, quella che annovera pochissimi fratelli sparsi (ma uniti) in tutto il mondo. Quella detentrice del segreto dei grandi piani internazionali. Nel secolo passato questo segreto, attuato e riuscito vittorioso, fu quello della politica delle nazionalità e del crollo del Papato come potenza temporale. Al giorno d’oggi la Massoneria palladica opera per l’attuazione della conseguente evoluzione storica della politica delle nazionalità: l’unione mondiale dei popoli attraverso le preliminari unioni continentali» (Bino Bellomo, La Massoneria dalle origini ai nostri giorni, Editrice Ciarrocca, Milano 1960, p. 33).

Più avanti, Bellomo scrive: «Riepiloghiamo: dunque, la Massoneria operò sul piano mondiale nel secolo XVIII per affermare con la Rivoluzione francese i diritti dell’uomo, che sono i diritti alla libertà. E vi è riuscita. Nel secolo XIX operò sullo stesso piano per affermare i diritti della nazionalità. E vi è riuscita. Nel secolo attuale ha lavorato per affermare la perenne vitalità della democrazia politica e abbattere conseguentemente le instaurate dittature, e vi è riuscita attraverso la unione di forze democratiche per quanto non massoniche. […] Non taceremo che la Massoneria è ora in azione per realizzare il quarto tempo (terzo fu l’abbattimento delle dittature). Esso ha per obiettivo l’unione mondiale dei popoli attraverso le preliminari e necessarie unioni continentali, mercè sotto unioni continentali» (p. 257).

Bellomo prosegue: «Per quanto concerne l’Unione europea vengono attualmente mossi i primi passi attraverso la creazione internazionale di aree economiche comuni, e ciò in quanto sarà la graduale realtà economica a rendere possibile, operante e benefica la nuova realtà politica in formazione dacché essa in tal senso si va sempre di più maturando negli spiriti, e questo perché è già entrata nel dominio dello spirito come fatto universale, alitante e avvolgente» (pp. 257-258).

Bellomo attribuisce alla Massoneria i seguenti “meriti”: «Ad essa dobbiamo lo sviluppo delle idee illuministiche e rinnovatrici che portarono alla Rivoluzione francese, e con ciò stesso al rinnovamento della vita mondiale. È un merito che non le si può disconoscere. Ad essa dobbiamo anche l’operato per il conseguimento delle unità nazionali, non tanto direttamente, quanto per ragioni di un principio che vedremo meglio in seguito, attraverso associazioni contingenti da essa create e alimentate, prime tra queste la Carboneria e la Giovine Italia. Ed anche questo è un merito che non le si può disconoscere» (pp. 101-102).

Dunque Bellomo, o è massone, o è in sintonia con il pensiero massonico.

1.8 Gli Alti Gradi RSAA: Esoterismo e Gnosi

Bellomo scrive: «La Massoneria, che intende inserirsi nella vita e nel suo eterno divenire, ha assunto, conseguentemente come simbolo l’acacia. Di questo eterno divenire intende anzi esserne la religione, e l’acacia è stata scelta perché, pianticella vigorosa e gentile, mai appassisce durante il corso delle stagioni eppur sempre si rinnova. La Massoneria volendo essere la vita nella sua essenza spirituale, intende penetrare ed addestrare i propri affiliati nei significati della vita superiore» (p. 51, grassetto mio).

Eterno divenire?  Bellomo scrive proprio come un massone.

Bellomo afferma che il massone del 18° grado di Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA), Principe Rosa+Croce, dev’essere in possesso della sintesi di tutte le religioni (cf. p. 52)… Il rituale del 18° grado afferma che: l’«alta Massoneria» trova nella figura di Gesù di Nazareth unnobilissimo uomo, ciascuno libero di divinizzarlo o di amarne solo le dottrine che rinnovarono il mondo e che però la Chiesa Romana sfruttò per le sue mire temporalistiche (cf. p. 67)...

Nell’iniziazione al 30° grado RSAA, Cavaliere Kadosch, al candidato vien detto di rinunciare a tutte le false credenze e di non legarsi nemmeno agli insegnamenti dei gradi massonici precedenti (cf. p. 70)… Circa il 30° grado (neotemplare e gnostico), Bellomo sottolinea che il contrasto profondo della Massoneria con la Chiesa sta nel razionalismo della Massoneria, ossia nell’opposizione della Ragione all’obbedienza della Fede (cf. pp. 70-71)…

Nel paragrafo “Esoterismo ed essoterismo massonico”, a proposito del segreto massonico, Bellomo collega la Massoneria alle antiche società iniziatiche: gli Iniziati detenevano dottrine elevate, riservate o esoteriche, mentre per il volgo c’erano dottrine “esterne”, pubbliche o exoteriche (cf. pp. 74-77). 

Bellomo difende i Templari dalle accuse di corruzione morale, tuttavia è convinto che i Templari si fecero iniziare «in alcune sette ieratiche orientali» che «intendevano riportare la Fede alla semplicità ed intensità originaria»… Secondo Bellomo, si tratta della setta dei «Giovanniti» che non professava il Cattolicesimo romano (cf. p. 89)… Bellomo dice che i Giovanniti volevano «la unificazione mondiale della religione» e che i Templari rigettavano i dogmi della Trinità e dell’Incarnazione del Verbo Divino (cf. p. 90)…

1.9 Magia negli Alti Gradi: solo studio, senza pratica?

Bellomo afferma che il 28° grado RSAA, Cavaliere del Sole, introduce il massone nell’Occultismo, vi si discute di Cabala, Ermetismo, Alchimia. Gli Alti Gradi vogliono sincerarsi che l’adepto (forse futuro 31°, 32°, 33° grado) abbia assoluta libertà dipensiero, di ricerca, e sia libero da dogmi, specie se riferiti al Cattolicesimo romano. L’adepto verrà introdotto «nella tradizione  e nel pensiero ebraico» (cf. p. 123)…          Ma alla domanda se la «Massoneria superiore» si dedichi a «pratiche di magia», Bellomo stranamente risponde: «No, la Massoneria superiore non si dedica affatto a tali pratiche, vuol anzi premunirsi contro la loro influenza» (p. 123).

Insomma, secondo Bellomo, la “Massoneria bianca” (31°-33° grado) col 28° grado sottoporrebbe il massone alle suggestioni della magia per vedere se vi resiste… I futuri massoni “bianchi” (gradi 31°-33°) devono conoscere la magia solo per non lasciarsi ingannare o dominare da essa (cf. pp. 123-124)… In realtà la Massoneria apprezza la magia.

Circa il 30° grado, Bellomo scrive: «I gradi massonici dal 19° al 30° incluso, partecipano alla Massoneria “nera”, detta anche “filosofica”. Vi pervengono quei fratelli che hanno dato prova di possedere spiccate qualità intellettuali, notevole sensibilità e intuizione (ove non vi sia una cultura specifica) per quanto concerne le leggi che regolano il cosmo e l’armonia della natura. […]. Espressione tipica della Massoneria nera, che ha compiti inquisitorî, sono i fratelli del 30° grado o cavalieri Kadosch. Essi sono, in realtà, gli agenti fiduciari dell’Ordine, di pieno zelo e di tutta fiducia. Vengono elevate a questo grado persone di mente acuta, anche se non spiccatamente colte, ma devotissime e alquanto fanatiche, che al servizio dell’Ordine non esiterebbero a mettere da parte certi scrupoli. Ad essi il compito di esplorare ed indagare, ad essi azioni necessarie, forse, ma alle quali non tutti si adatterebbero. Come le forze armate hanno i loro servizi informativi, come la polizia ha una propria organizzazione segreta per le indagini più delicate e difficili, così il capitolo di questi “cavalieri” costituisce l’organismo del quale la Massoneria si serve per acquisire notizie ed informazioni o far eseguire compiti confidenziali. In breve: il cavaliere Kadosch è ritenuto persona del massimo zelo massonico. Di conseguenza in seno all’Ordine gode di speciali attenzioni» (p. 105).

Poi Bellomo afferma: «Alla Massoneria bianca è riservata la direzione suprema dell’Ordine. Essa comprende i gradi 31°, 32° 33°, gradi detti anche “amministrativi”. Al grado 31° possono aspirare soltanto i fratelli del 30° grado che, ad avviso dei superiori, abbiano ricevuto nel proprio spirito “tutta intera la luce dogmatica”» (p. 105), ossia la Luce della Massoneria…

1.10 Massoneria e Occultismo

Bellomo sottolinea che Massoneria e Cattolicesimo romano sono due potenze antagoniste. E aggiunge: «Ma mentre il Cattolicesimo opera nel mondo profano ponendolo in comunione con il divino, senza segreti e nella mistica luce dei suoi templi a tutti aperti, per tutti accoglienti, la Massoneria opera sullo stesso mondo ponendosi in comunione mediante la Massoneria bianca non con il mondo sovranamente divino, ma con il mondo occulto. Di conseguenza espleta le sue pratiche ricorrendo al segreto» (p. 198).

Mentre in precedenza, Bellomo ha scritto che la Massoneria “bianca” non pratica la magia (cf. pp. 123-124), ora invece Bellomo ammette chiaramente che la Massoneria “bianca” (gradi 31°-33° del RSAA) pratica l’Occulto…

Ci sono autori massoni che parlano di un centro iniziatico mondiale, una sorta di contro-Vaticano: si tratterebbe dell’Agartha (che in lingua tibetana vuol dire: inviolabile) che si troverebbe in Tibet… Secondo tali autori, dall’Agartha si irradierebbero sul mondo influssi spirituali, e i Massoni sarebbero convinti di ciò (cf. pp. 199-200)…  Bellomo commenta: «A parte l’Agartha e la sua influenza su i destini del globo, è accertato che tra i vari centri iniziatici, operanti sotto diverso nome, se non tutti quasi tutti operano con intermediaria la Massoneria bianca. Tale collegamento è spirituale, ma non sempre spirituale.  In quanto ai centri Agartha, essi operano nel mondo profano ricorrendo a pratiche spiritistiche, il che consente di entrare in contatto con elementi suscettibili di partecipare alla attività Agartha. In sostanza, i centri Agartha operano nel mondo occulto. E ciò le differenzia dai centri massonici. La Massoneria dalle sue origini si è posta a mezzo tra l’astrale e il terreno. Nel terreno dirama le sue radici numerose e capillari; con la Massoneria nera si accosta a l’occulto e si inserisce in esso con la Massoneria bianca. La Massoneria ha come simbolo il ben noto “albero del bene e del male”. Anzi questa frase, abilmente inserita nei discorsi, ha servito e serve ai massoni per riconoscersi tra di loro. Orbene, questo albero del bene e del male simboleggia con le sue radici (Massoneria azzurra e rossa), con il suo tronco (Massoneria nera), con le sue foglie e rami protesi verso il cielo (Massoneria bianca) questa triplice sfera d’azione della Massoneria. Ecco perché i gradi della Massoneria bianca oltre che detti “amministrativi” sono anche detti “illuministici”» (p. 200).          

Bellomo afferma che la casta sacerdotale tibetana è custode di «preziosissimi segreti del mondo extrasensoriale» (p. 200).

Bellomo scrive: «È fatto evidente, costantemente affermato dalla storia, cioè dalle ricorrenti vicende umane, che gli iniziati – vale a dire coloro che detengono la conoscenza delle verità superiori partecipanti al mondo extraterreno – sono i veri protagonisti delle vicende concrete. Di conseguenza essi detengono, talvolta inconsapevolmente, un immenso potere. E poiché le loro conoscenze derivano da attitudini e capacità comuni a tutti gli iniziati, questo fattore comune consente alla iniziazione di avvolgere del suo alone spirituale tutto il mondo» (p. 202).

1.11 La «Massoneria palladica o, altrimenti, satanica»

Bellomo accenna all’enciclica antimassonica “Humanum genus” (1884) di Leone XIII, il quale esordisce indicando due irriducibili forze contrapposte: il regno di Dio e quello di Satana. Bellomo commenta al riguardo: «A chiarezza del lettore, diremo per inciso che con Satana si intende il libero pensiero e l’orgogliosa ragione; quanto cioè il Carducci, massone palladico, in quei giorni cantava col suo divenuto famoso Inno a Satana» (p. 34).

Al 13° grado (e al 23° grado) del RSAA, la Parola Sacra è «Jehovah» (cf. pp. 139-140). Poi, in una nota a pié pagina, Bellomo sostiene: «Jehovah (o Geova), significa in ebraico “Satana”. E poiché esiste, come vedremo in seguito, una casta massonica internazionale, quella che segretamente, in seno al segreto massonico, unisce i più alti massoni e si denomina Massoneria palladica o, altrimenti, satanica, avviene che l’esistenza di questa classe, come si vede, è insinuata al grado 13°, ma non svelata agli adepti se non al 31° grado» (p. 145, nota 2).

Dunque secondo Bellomo, il Jehovah massonico corrisponderebbe a Satana secondo i massoni “palladici” (o gnostici)…

Bellomo prosegue: «Giosuè Carducci appartenne alla Massoneria palladica, ed è significativo, a riguardo, il suo celeberrimo inno a Satana che, a suo tempo, suscitò qua entusiasmo là scandalo e polemiche vivacissime. Ma sarà opportuno precisare che per i massoni Satana rappresenta non già la potenza tenebrosa che si immagina il volgo, ma quella “ragione” che intende opporsi alla “fede”. Satana fu per il Carducci, come lo è per i massoni palladici, il libero pensiero» (p. 145, nota 2).

Bellomo prosegue: «Anche significativo è il fatto che Carducci, massone palladico, pubblicò il suo inno l’anno in cui il Vaticano indiceva il Concilio ecumenico» (p. 145, nota 2).

[Faccio notare che il Concilio Vaticano I viene indetto nel 1868 e inizia nel 1869. Invece il Rito Palladico o “Nuovo Palladio Riformato” (se è esistito), viene costituito dopo la Presa di Roma (1870), almeno secondo Domenico Margiotta 33°, citato da Bellomo… Se il Palladismo nasce nel 1870, Carducci era “palladico” ante-litteram?]

Bellomo riferisce che Carducci scrisse all’amico e massone Quirico Filopanti che egli (Carducci) intendeva per Satana la Natura e la Ragione mortificate dall’ascetismo e dalla Chiesa…  Poi da vecchio – afferma Bellomo – Carducci capì che oltre la Ragione vi era anche la Fede (cf. p. 145, nota 2)…

Più avanti, Bellomo scrive che [al 1960]: «gran parte dell’umano consorzio, in ciò che sono le sue sfere dirigenti, specie se anglo-sassoni e dei paesi del Medio Oriente, è sotto la influenza massonica. E precisamente di quella Massoneria palladiana internazionale ed intercontinentale che inserisce, e sa inserire, nelle posizioni chiave dell’alta politica i propri fratelli ed in quelle più salienti delle singole nazioni i propri Rosa-Croce, i propri Kadosch, i propri magistrati degli ordini del 31°, 32°, 33° grado» (p. 266).

In una nota a pié pagina, Bellomo parla della rivalità tra i massoni, e capi “palladici”, Albert Pike 33° (1809-1891) e Adriano Lemmi 33° (1822-1906) circa la figura di Lucifero: secondo Lemmi, Lucifero è Satana, non così per Pike (cf. p. 269, nota 1)…  Secondo Bellomo (e Margiotta, ex 33°) Pike nega l’esistenza del Diavolo, condanna il satanismo e rimprovera ai massoni satanisti di fare il gioco degli antimassoni… Secondo Pike 33° i massoni non adorano Satana ma un Dio senza superstizione (cf. p. 269, nota 1)… Bellomo sembra esprimere una sorta di simpatia verso la teoria luciferiana di Pike allorché scrive: «Il Pike, mente profonda e filosofica, faceva una distinzione sottile ma sostanziale tra “Lucifero” e “Satanasso”; mentre il Lemmi, per scarsa cultura filosofica, confondeva l’uno con l’altro» (p. 269, nota con asterisco *).

[È interessante notare che vari massoni regolari, di ogni tempo e luogo, in genere, condannano il satanismo inteso come adorazione di Satana e/o identificazione di Lucifero col Satana “biblico”, e dicono di adorare Dio senza superstizione… In realtà, tale atteggiamento massonico “antisatanista” è compatibile con il luciferismo gnostico rinvenibile anche negli scritti autentici di Albert Pike 33°…]

Più avanti, Bellomo scrive: «Dopo la presa di Roma [1870] l’azione massonica, intendendo svilupparsi e potenziarsi, elaborò la creazione di un Rito supremo, segretissimo, riservato ai massoni del 33° grado e la creazione di una Alta Massoneria centrale; il tutto prese nome di Nuovo rito palladico riformato, e anche Nuovo Palladio riformato. La costituzione del nuovo organismo avvenne per decreto a firma di Alberto Pike e Giuseppe Mazzini. Il potere venne diviso dai due fondatori: il Pike si conferì da sé l’autorità dogmatica, e gli venne attribuito il titolo di Sovrano pontefice della Massoneria universale; il Mazzini si attribuì quella politica, e gli venne attribuito il titolo di Sovrano capo d’azione politica» (p. 274). 

Circa il (presunto) Palladismo di Pike-Mazzini, Bellomo cita apertamente Domenico Margiotta ex 33° grado RSAA, autore del libro “Ricordi di un Trentatré, capo della Massoneria universale”, 1893). Circa il Palladismo per massoni “33”, Margiotta scrive: «“[…] il palladismo è un rito essenzialmente luciferiano; e la sua religione è il neognosticismo dei Manichei; i quali insegnano che la divinità è doppia, e che vi è Lucifero uguale ad Adonai (nome quest’ultimo dato in Massoneria al Dio dei cattolici); ma Lucifero è Dio della Luce e Dio del Bene che lotta per l’umanità contro Adonai Dio delle tenebre e Dio del male. Posto questo principio a base del culto segreto dei triangoli, Alberto Pike [il gran patriarca della Massoneria di Charleston], non aveva fatto altro che precisare, e togliere l’ultimo velo al domma degli altri gradi di tutte le Alte Massonerie, di qualunque rito si parli”» (Cit. da Bino Bellomo, La Massoneria universale dalle origini ai nostri giorni, Editrice Ciarrocca, Milano 1960, p. 275).

Più avanti, Bellomo fa capire che al 10 dicembre 1869 Giosué Carducci era massone 33° grado di rito palladiano (cf. p. 279, nota 6), ma lo stesso Bellomo scrive in precedenza che il Rito Palladico nasce dopo la presa di Roma, dunque dopo il 20 settembre 1870 (cf. p. 274)… A quanto mi risulta Carducci raggiungerà il 33° grado RSAA solo dopo il 1870, non prima…

Bellomo attribuisce chiaramente ai palladisti pratiche di magia nera: «Già il 10 dicembre 1869 Carducci, massone 33 di rito palladico, riteneva necessario scindere il suo pensiero luciferico dal satanismo massonico. Non pratiche di magia nera, come si dedicavano gli ascritti al palladismo, ma soltanto libertà del pensiero, ossequio alla ragione e alla scienza […]» (p. 279). 

2. Sotto il segno di San Michele Arcangelo…

Nel 1965, Bino Bellomo pubblica il libro “Sotto il segno di S. Michele Arcangelo. Come e perché operò anche in Italia il movimento segreto militare antidittatoriale” (Edizioni Beta, Milano 1965), un libro che espone l’azione in Italia del movimento segreto anti-nazifascista, in particolare nell’opera di difesa della città di Roma. Il riferimento a San Michele richiama la fratellanza iniziatica di Giuseppe Cambareri (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/giuseppe-cambareri-1901-1972-rosacroce-massone-spia-e-mago-tra-gnosi-fascismo-alleati-europeismo-utopia-1a-parte/; e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/giuseppe-cambareri-1901-1972-rosacroce-massone-spia-e-mago-tra-gnosi-fascismo-alleati-europeismo-utopia-2a-parte/).

Nel libro Bellomo parla anche di Massoneria. Cito solo alcuni brani.

Circa la diffusione della Massoneria ai suoi giorni (1965), Bellomo afferma che «tuttora operano nella Massoneria alte personalità sia comuniste che democristiane» (p. 143).  Entrambe si combattono e ostentano reciproca avversione nelle pubbliche sedute alla Camera dei Deputati, ma poi fraternamente si incontrano nel segreto della medesima Loggia (cf. p. 143)… Più avanti, Bellomo scrive: «Conosciamo bene come l’alta Massoneria cosmopolita o palladiana, quella che si apre soltanto e nel più assoluto segreto ai più alti massoni, operi costantemente per la soppressione delle monarchie (azione senza fretta, che attende pazientemente il momento buono)» (p. 256).

Secondo Bellomo, il mondo è governato da «un dominio segreto ed invisibile» e tale dominio è tenuto non tanto dall’Inghilterra e dagli USA quanto dalle due Massonerie «che guidano i rispettivi governi» (cf. p. 287).

In effetti è importante distinguere un Paese o un Governo dalle lobbies che lo influenzano, onde evitare demonizzazioni che fanno comodo a certe azioni di propaganda…

3. Conclusioni. Bino Bellomo, ex ufficiale dei servizi segreti militari italiani (SIM) dal 1940 al 1944-45, collaboratore di Giuseppe Cambareri (anch’egli agente del SIM e in più agente OSS), probabilmente massone o simpatizzante per la Massoneria di Saverio Fera e di Raoul Vittorio Palermi (o di Piazza del Gesù) è un personaggio degno di nota. La sua opera principale sulla Massoneria, “La Massoneria Universale dalle origini ai nostri giorni” (Milano 19601; Bologna 19692), è importante, ma contiene informazione e disinformazione, verità e depistaggio (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-massoneria-universale-secondo-bino-bellomo-tra-verita-e-depistaggio-1a-parte/). Un’opera degna di un ex agente segreto, massone. Dapprima sostiene che tra Chiesa e Massoneria non ci sono contrasti dottrinali o teologici (falso!), che è giunto il momento della conciliazione e collaborazione (pericoloso!), ma poi sostiene che ci sono ambienti massonici élitari (es.: tra i “33” del RSAA) che elogiano Lucifero come il Libero Pensiero… A prescindere dalla questione dibattuta del Palladismo (Taxil, Margiotta, ecc.), è certo, come ho dimostrato, che ci sono Maestri Massoni regolari (già col solo 3° grado) che elogiano Lucifero inteso quale Libero Spirito o Pensiero contro i Dogmi (ad esempio, vedi qui:https://www.corrispondenzaromana.it/un-ricordo-su-mons-ingo-dollinger-1929-2017/). Comunque non ritengo impossibile l’esistenza di cerchie “palladiche” o “luciferiche” tra i massoni “33”… Al 33° grado, l’Essere Supremo o Grande Architetto è chiamato “Padre della Luce”… Già, la Luce…

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