La massoneria “striglia” la Francia e chiede più laicismo

GODFLa Francia è laica. Eccome. Anzi, laicista. Ma non ancora abbastanza. Questo almeno è il parere del Grand’Oriente di Francia, che è poi la prima obbedienza massonica d’Oltralpe, forte di oltre 50 mila membri. Per questo, lo scorso 9 dicembre – giorno anniversario della legge del 1905, che istituì per prima la separazione tra Stato e Chiesa – ha pensato bene di “festeggiare” a modo suo: presentando un vero e proprio manifesto con elencati i 25 obiettivi da raggiungere. Quanto prima. A darne notizia è stata l’agenzia France-Presse.

Si va dalle modifiche alla Costituzione per includervi in pianta stabile il “dogma” laicista a correzioni nel regime concordatario, dal «por fine al finanziamento pubblico delle attività cultuali» alla soppressione del reato di blasfemia, dall’abolizione di qualsiasi segno religioso anche nelle università all’obbligo di “neutralità” per le guide delle gite scolastiche,… assurdo!

Come spiegare le grandi Cattedrali in modo “neutro”? Come spiegare San Luigi IX e tutta la storia della cattolicissima Francia in modo “neutro”? Come spiegare la Sorbona in modo “neutro”? E l’elenco potrebbe continuare… Ma il come, alla loggia, non interessa: le interessa soltanto il risultato. Che cioè vengano accolte nelle sedi competenti le 25 proposizioni di sostegno all’ideologia dominante. E tutto questo per giungere al laicismo pieno: «La laicità deve beneficiare di una promozione attiva ed impeccabile», si legge nel comunicato appositamente emesso dal GODF-Grand’Oriente di Francia, deplorando il fatto che spesso invece «la politica deleghi al giudice il compito di fissarne i confini territoriali» col rischio di determinare «una certa insicurezza giuridica».

Sulla querelle dei presepi negli edifici pubblici, ad esempio, il Grand’Oriente ribadisce come «la nozione di laicità risulti indebolita o addirittura snaturata da quanti auspichino un accomodamento delle regole ad una visione comunitarista della società, mentre si rafforzi viceversa nel vietare qualsiasi manifestazione delle proprie convinzioni religiose nell’ambito dello spazio civile». Quanto alle aziende, queste, per poter operare, dovrebbero essere costrette a sottoscrivere una sorta di «carta della neutralità religiosa». Follia pura. E stupisce che, non solo vi si dia credito, ma si cerchi anche di assecondarla.

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