La Madonna di Laus raccontata da padre Tognetti

Print Friendly, PDF & Email

(Cristina Siccardi) Nella regione della Provenza, nelle Alpi marittime, c’è un piccolissimo comune francese, Saint-Étienne-le-Laus, dove oggi abitano 300 persone e dove (a quel tempo si chiamava Saint-Étienne d’Avançon) nacque Benedetta Rencurel (1647-1718), che venne scelta dalla Madonna per affidarle una missione delicatissima: pregare e patire per la salvezza dei peccatori. Per la prima volta in Italia, padre Serafino Tognetti della Comunità dei Figli di Dio parla, nel libro La Madonna di Laus. Le più lunghe apparizioni mariane della storia (Sugarco Edizioni, pp. 208 + 12 pp. a colori fuori testo, € 18,00), in maniera organica ed esaustiva, con la fondatezza di documenti autentici e con un’impronta spirituale profondamente mariana, di ciò che avvenne tre secoli fa ad una pastorella povera ed analfabeta.

Ella visse nella Francia assalita dalle persecuzioni protestanti e allo stesso tempo invasa da fertile santità: san Giovanni Battista de La Salle (1651-1719), san Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716); san Vincenzo de’ Paoli (1581-1660); santa Luisa di Marillac (1591-1660); san Giovanni Eudes (1601-1680). Poi, non distante da Laus, troviamo Ars, la patria di san Giovanni Maria Vianney (1786-1859) e Annecy, nel ducato di Savoia, che accolse, a partire dal 1592, numerosi ordini religiosi cattolici in fuga a motivo della violenza protestante, divenendo la capitale della Controriforma guidata da san Francesco di Sales (1567-1622). Qui arrivarono i Cappuccini (1592), le Visitandine (1610), i Barnabiti (1614), le Annunziate di San Claudio (1638), i Bernardini riformati (1639), i Lazzaristi (1641), i Cistercensi di Bonlieu (1648)… e la fortezza cattolica di Annecy divenne la «Roma della Savoia».

Scrive padre Tognetti: «Per comprendere il periodo storico in cui visse Benedetta non possiamo non parlare delle lotte religiose tra cattolici e protestanti che devastarono la terra di Francia nei decenni che precedettero la nascita di Benedetta Rencurel. Esse scoppiarono dopo l’avvento di Martin Lutero e furono la causa di un clima di odio, sospetti, violenze e morti che turbarono profondamente la società francese di quel tempo. I protestanti (detti in Francia «ugonotti», traslitterazione di un termine tedesco che significa «confederato») infiammarono la società scatenando una vera e propria guerra civile, causando qua e là altrettanto feroci reazioni da parte di gruppi di cattolici, con morti, devastazioni, distruzioni» (p. 15).

Nella vallata di Avance, la gente resistette e rimase cattolica grazie, soprattutto, a coraggiosi vescovi che promossero missioni popolari con la collaborazione di Cappuccini, Gesuiti, Domenicani e confraternite di pietà e di carità, che sorsero nelle diocesi di Gap e di Embrun. Fra tutti gli errori che i protestanti disseminavano c’era anche la negazione della sua Verginità e della grandezza intercessoria della Madre di Dio. Non solo il Concilio di Trento ribadì tali verità di fede, ma fu la Madonna in «prima persona, con una serie continua di apparizioni, che da dopo il protestantesimo si verificarono in tutto il mondo cattolico in maniera impressionante» (p. 17). A Guadalupe, in Messico, Maria Santissima apparve nel 1531, prima del Concilio di Trento (1545-1563), e subito dopo, in ordine di tempo, si manifestò a Laus. «Il popolo queste cose le capisce, e quando gli ugonotti rigettarono la Vergine Maria, il popolo sano rigettò loro. La Madonna è sempre sentita, dal buon popolo cattolico, come la madre, colei che prega per loro, che fa unità, che ascolta e accoglie ogni richiesta di grazia» (pp. 17-18).


Sostieni Corrispondenza romana

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Informazioni Carta di Credito
Questo è un pagamento sicuro crittografato SSL.

Totale Donazione: €100.00

I Domenicani, nella zona sudorientale della Francia, erano stati grandi propagatori del culto mariano, ancor prima delle apparizioni di Laus. La recita del santo Rosario era fra le prime pratiche che i Padri insegnavano alla gente, in particolare per combattere le eresie. Anche Benedetta, che divenne terziaria domenicana, imparò a pregare con il Rosario e lei stessa insegnerà e reciterà alla moltitudine di pellegrini, che saliranno al santuario di Laus, la corona.

Era un giorno, non precisato, del mese di maggio (il mese di Maria, il mese di Fatima) del 1664, quando la diciasettenne, mentre pascolava le pecore ai piedi di una montagna che separa la piccola vallata dell’Avance da quella di Saint-Maurice, a sud-est del villaggio di Saint-Étienne, incontrò, mentre cercava un po’ d’acqua perché assetata, uno strano personaggio dalla veste rossa, presumibilmente un monaco benedettino dell’abbazia di Boscodon, il quale le fece trovare un pozzo. Il giorno successivo la giovane andò a pascolare su un terreno che ancora oggi viene chiamato Vallone dei Forni, perché là si fabbricava la calce, a circa due chilometri da Saint-Étienne e a meno di un chilometro da Laus, e proprio qui, improvvisamente, si accostò a lei una «bellissima fanciulla» con uno splendido bambino al fianco. Tutta l’aria circostante acquisì un profumo soave e intenso. Da allora in poi, per ben 54 anni, dal 1664 al 1718, la Madonna apparirà a Benedetta per educarla, plasmarla, insegnarle l’importanza della preghiera e dei sacramenti, le litanie lauretane, tutte le virtù.

Notre-Dame du Laus, che in lingua occitana significa Nostra Signora del Lago, curò Benedetta come una figlia per decenni interi e con una familiarità commovente. Così, questa innocente creatura divenne strumento di salvezza per moltissime anime. Su indicazione della Madonna venne costruito un santuario in onore di Gesù al posto di una cappella dedicata a Notre Dame de Bon Rencontre, che si trovava a Laus. Delle 295 apparizioni mariane poste al vaglio della Chiesa, soltanto 12 sono state approvate dalle autorità ecclesiali e l’ultima è proprio quella di Laus, ufficialmente riconosciuta dal vescovo di Gap, Jean-Michel di Falco, il 4 maggio, Festa della Sacra Sindone, del 2008.


Sostieni Corrispondenza romana

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Informazioni Carta di Credito
Questo è un pagamento sicuro crittografato SSL.

Totale Donazione: €100.00

Benedetta venne dotata di grazie soprannaturali: prese a leggere i cuori (cardiognosia); a vedere il suo angelo custode; a convivere con gli angeli, che si rallegravano di ogni peccatore pentito e le suggerivano sia le risposte da dare ai pellegrini, sia i consigli da dare ai peccatori; a vivere la Passione e la stessa Crocifissione di Nostro Signore. Ella, che divenne bersaglio del demonio e dovette subire le persecuzioni da parte dei giansenisti, non fu, quindi, soltanto veggente, ma anche una grande mistica, che seppe indicare la via del Cielo, alla scuola della Madre di Dio, al clero e ai laici. Espiare per gli altri, partecipare alle sofferenze del Calvario per liberare le anime dal peccato e dall’Inferno, dare la propria vita per la salvezza del prossimo è una pratica di molti mistici della Storia della Chiesa e che padre Tognetti ricorda in modo preciso, portandoci nella dimensione della fede più mirabile: si può donare la propria esistenza con il martirio oppure condividendo, provandoli sensibilmente, i dolori subiti in terra da Gesù, divenendo così partecipi della redenzione del Redentore. Ai suoi – più di tutti, come insegna da sempre la Chiesa, Maria Corredentrice (nel dicembre 2000, il mariologo René Laurentin dichiarò che la proclamazione di un simile dogma sarebbe stato lacerante nel dialogo con i protestanti e papa Francesco ha avuto, in più occasioni, parole di fuoco contro tale titolo) – Cristo concede il privilegio di totale appartenenza a Sé, fino a vivere le sue sofferenze, a diventare Ostia.

Il merito di questo libro di alta spiritualità cattolica, pur accessibile a tutti, è quello di far conoscere, con rigore storico, una straordinaria vicenda e di averla ricostruita sapientemente attraverso preziosi documenti, come la Raccolta storica delle meraviglie operate da Dio a Notre-Dame du Laus, un manoscritto di Charles Matheron, procuratore a Grenoble, redatto diciotto anni dopo la morte, avvenuta nel giorno dei Santi Innocenti, della terziaria domenicana che ottenne e ottiene da Dio grazie e miracoli, liberando anime su anime dalla spietatezza eterna dei peccati. 


Sostieni Corrispondenza romana

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Informazioni Carta di Credito
Questo è un pagamento sicuro crittografato SSL.

Totale Donazione: €100.00

Donazione Corrispondenza romana