La legge sull’aborto al nuovo vaglio della Corte Costituzionale

(su Il Comitato Verità e Vita)

1. L’ordinanza del Giudice di Spoleto.

Il 20 giugno 2012 la Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla questione di legittimità costituzionale sollevata d’ufficio dal Giudice tutelare di Spoleto.
Il Giudice, richiesto di autorizzare una ragazza minorenne a procedere ad aborto volontario senza sentire i genitori, così come previsto dall’art. 12 della legge (“nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela … il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli (dal consultorio), può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza”), ha eccepito che l’art. 4 della legge, che permette l’aborto volontario nei primi novanta giorni della gravidanza, contrasta con gli articoli 2, 32, 11 e 117 della Carta Costituzionale.

Il percorso del Giudice di Spoleto è originale e si collega all’adesione dell’Italia all’Unione Europea. Questa adesione comporta una limitazione di sovranità dello Stato, che è tenuto ad applicare le norme comunitarie, deve disapplicare le norme nazionali in contrasto con quelle comunitarie o, comunque, deve sollevare la questione di costituzionalità delle norme nazionali per contrasto con quelle dell’Unione: il riferimento agli artt. 11 e 117 della Costituzione si giustifica con questa impostazione.
Perché l’art. 4 della legge 194 sarebbe in contrasto con la normativa europea? Perché la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, decidendo in punto di brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche, ha fornito una definizione vincolante del concetto di “embrione umano”: “costituisce embrione umano qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione”. …….  (clicca qui per leggere il testo integrale)

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