La Giunta di Andalusia vuol tagliare l’ora di religione

susana_diaz_efeLa scuola diviene nuovamente terreno di scontro tra Cattolici e laicisti: accade in Spagna, dove la Giunta di Andalusia, guidata dalla socialista Susana Diaz (nella foto), intende ridurre ulteriormente le ore dedicate all’insegnamento della religione cattolica. Col rischio di intaccare un pieno e maturo sviluppo della personalità degli alunni, tralasciando la loro formazione spirituale e valoriale, viceversa tanto importante soprattutto in un momento come questo, caratterizzato a livello internazionale da una crisi, ch’è ad un tempo morale, sociale, politica ed economica.

Contro tale decisione è subito scesa in campo la segreteria tecnica per l’Educazione dei Vescovi della Spagna meridionale, chiedendo al governo locale di ripensare la propria scelta e le proprie strategie, alla luce del diritto delle famiglie di chiedere per i propri figli un’educazione in linea con i loro principi, ma anche tenendo conto di come, ancora oggi, il senso religioso sia largamente maggioritario nella regione. Basti pensare come questa materia sia stata richiesta dall’87% dei genitori nella scuola primaria.

Persistere, dunque, nell’intento di contrarre ulteriormente tale insegnamento, secondo i Vescovi, significherebbe violare in modo inaccettabile l’art. 27.3 della Costituzione, che stabilisce l’obbligo per le istituzioni di assicurare alle famiglie una formazione dei figli, anche sul piano religioso, in sintonia con le loro convinzioni. Senza parlare della pesante ricaduta in termini di posti di lavoro che tale scelta avrebbe tra i 2.700 docenti in organico, già mossisi peraltro per tutelare i loro diritti individuali e collettivi.

Non va dimenticato come la Giunta di Andalusia non sia nuova a simili colpi di testa: nel febbraio scorso, ad esempio, aveva commissionato formalmente uno studio giuridico, per sapere se fosse nelle sue facoltà espropriare alla Chiesa Cattolica la Cattedrale di Cordoba, rendendola di proprietà pubblica. Nell’aprile dell’anno scorso, invece, per contrastare la politica degli sfratti per insolvenza, ha varato una norma, impregnata d’ideologia, per consentire la confisca temporanea – tre anni! – delle case di proprietà delle banche, nonché affitti calmierati in caso di difficoltà sociali.

I Vescovi di Andalusia hanno fatto appello alla Presidentessa della Giunta di Andalusia, chiedendole di regolare l’ora di religione, tenendo conto però tanto della volontà dei genitori quanto del rispetto del lavoro dei professori.

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