“La culla vuota.” Fontana e Gotti Tedeschi alla Associazione Famiglia Domani

(di Tommaso Monfeli) Lo scorso 11 aprile si è svolta a Roma, nella sala conferenza dell’Associazione Famiglia Domani, la presentazione del libro La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi, di Ettore Gotti Tedeschi e Lorenzo Fontana (edizioni Gondolin, Verona 2018), alla presenza dei due autori, personaggi noti al mondo cattolico. Il Prof. Ettore Gotti Tedeschi è un economista e banchiere di lunga esperienza.

Dal 2009 al 2012 è stato Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR). È autore di numerosi saggi economico-religiosi. L’Onorevole Lorenzo Fontana è un politico molto sensibile alla tematica dei valori non negoziabili. È stato europarlamentare della Lega Nord dal 2009 al 2018 ed alle ultime elezioni politiche è stato eletto alla Camera dei Deputati, diventandone vice Presidente dal 29 marzo 2018.

Introdotti dal Prof. Roberto de Mattei, gli autori del libro in questione hanno presentato la loro opera parlando a braccio della crisi non solo economica, ma anzitutto morale e valoriale, che investe l’Occidente.

Ettore Gotti Tedeschi ha messo a fuoco cinque problematiche ben definite, solitamente trascurate nel dibattito pubblico. Anzitutto, la correlazione diretta tra crescita della popolazione e crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL). Questo è vero soprattutto per l’Occidente, dove negli anni 60 del Novecento si diffondono teorie neomalthusiane che mirano alla decrescita della popolazione. La popolazione di Europa, Stati Uniti e Giappone nel 1970 era di circa 2 miliardi ed è rimasta oggi pressoché inalterata – sebbene invecchiata – mentre quella del resto del mondo è passata da 2 a 5,5 miliardi di persone. Da 35 anni abbiamo in Europa dei tassi di crescita della popolazione negativi (1,6 figli per donna in Europa, 1,3 in Italia, ben al di sotto della crescita 0), che hanno fatto da preludio al crollo delle economie mondiali. C’è un solo modo, spiega Gotti Tedeschi, per aumentare il PIL al diminuire della popolazione ed è far aumentare i consumi individuali (di qui il consumismo sfrenato).

In secondo luogo, l’economista ha criticato quegli statistici che, confondendo il PIL nazionale con il PIL pro capite, sostengono che la diminuzione della popolazione arrecherebbe benefici all’economia. Ciò è possibile, in realtà, solo per un periodo di tempo molto breve (massimo 5 anni).

Gotti Tedeschi ha poi criticato l’idea che l’economia sia una scienza e possa quindi godere di autonomia morale. Non è così, poiché l’economia è uno strumento che può essere usato per il bene o per il male, dipende dall’uomo. Citando le encicliche Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II e Caritas in Veritate di Benedetto XVI, ha avvertito che gli strumenti estremamente sofisticati di cui disponiamo oggi, ad es. le biotecnologie, possono sfuggire di mano all’uomo immaturo nei nostri tempi e distruggerlo.

Inoltre, Gotti Tedeschi ha spiegato come l’immigrazione e l’ambientalismo siano non cause, ma conseguenze della denatalità. Nei documenti dell’ONU si può leggere che, nei Paesi dove sono presenti religioni dogmatiche (ad es. in Europa), è necessario creare i presupposti per una forte immigrazione, al fine di realizzare un sincretismo religioso che disinneschi sul nascere qualsiasi conflitto religioso. L’ambientalismo (da non confondere con la cura dell’ambiente) è a sua volta figlio delle politiche neomalthusiane che hanno creato un consumismo esasperato in Occidente ed una massiccia delocalizzazione industriale in Oriente.

Infine, l’autore ha accennato alle cause economiche del crollo delle borse e delle economie occidentali iniziato nel 2007, evidenziando il netto abbassamento dei risparmi dagli anni 70 ad oggi (in Italia sono passati dal 27% al 4% del reddito), dovuto alla spinta consumistica; la delocalizzazione in Asia, che per ottenere l’abbassamento dei costi di produzione causa deindustrializzazione e perdita di posti di lavoro; la diminuzione dei prestiti alle imprese. A tutto ciò, secondo Gotti Tedeschi che cita ancora Benedetto XVI, c’è un solo rimedio: cambiare il cuore dell’uomo, e questo è il compito della Chiesa che per realizzarlo ha a disposizione tre strumenti: magistero, preghiera e sacramenti.

Ha preso poi la parola l’On.le Fontana, che ha citato subito una dichiarazione del Fondo Monetario Internazionale secondo il quale l’invecchiamento della popolazione affossa il PIL, ed è per questo che secondo l’FMI l’immigrazione è necessaria.

Secondo Fontana, che ha vissuto 9 anni a Bruxelles ed ha potuto conoscere certe dinamiche dal di dentro, la civiltà occidentale è decadente perché è decadente la famiglia naturale, non più sostenuta dagli Stati. L’Unione Europea vuole creare un uomo nuovo omologato ed artificiale e questo uomo nuovo deve essere solo, staccato dalla famiglia e dalle relazioni comunitarie, in quanto così è più facilmente indottrinabile. Si va in questo modo, dopo il nazismo ed il comunismo, verso un nuovo totalitarismo, che potrà a sua volta assumere forme anche violente. Lo scopo è la cancellazione della famiglia naturale e del cristianesimo, e non è un caso che l’UE abbia rifiutato di inserire il riferimento alle radici cristiane nella propria costituzione.

L’unica reazione possibile è quella identitaria. Gli Stati europei hanno forgiato la propria identità storica lungo i secoli anche con i conflitti, in particolare con il mondo islamico che oggi è arrivato dentro casa nostra (a Bruxelles il 13% della popolazione è musulmana). Oggi invece l’Europa si vergogna della propria storia.

Siccome però la lotta contro ciò che è naturale genera una reazione, si vedono già dei segnali che indicano un risveglio dei popoli occidentali ed europei: prova ne siano le affermazioni elettorali di Trump ed Orban; in quest’ottica, le elezioni europee del prossimo anno sono una straordinaria occasione per affermare l’idea di una nuova Europa.

Fontana ha concluso ricordando che la battaglia contro la famiglia è quella finale e lo Stato deve favorire la ripresa delle famiglie.

Gli interventi degli autori sono stati molto apprezzati dal pubblico presente, che ha posto domande ed ha acquistato numerose copie del libro, con dedica autografa degli autori medesimi. (Tommaso Monfeli)

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