La conversione passa attraverso il Cuore Immacolato

(di Cristina Siccardi) Domenica 20 agosto il Vescovo Bernard Fellay, Superiore generale della FSSPX, insieme ai vescovi Bernard Tissier de Mallerais e Alfonso de Galarreta, durante il pellegrinaggio internazionale della Fraternità a Fatima, che ha portato più di 10 mila persone da tutto il mondo nella terra dove cento anni fa la Madonna apparve, hanno presentato al Cuore Immacolato di Maria l’atto di riparazione per tutte le offese che vengono perpetrate al Sacro Cuore di Gesù e in secondo luogo hanno consacrato la Russia, dove si concretizzò l’ateismo totalitario, al Cuore Immacolato di Maria, nella misura in cui «è nel nostro potere»: «Nous vous supplions, dans votre maternelle miséricorde, de prendre cette nation sous votre puissante protection, d’en faire votre domaine où vous régniez en Reine, une terre d’élection et de bénédiction» («Noi vi supplichiamo, nella vostra materna misericordia, di prendere questa nazione sotto la vostra potente protezione, di farne vostro dominio dove voi regnate come Regina, [di farne] una terra d’elezione e di benedizione», in http://fsspx.news/fr/news-events/news/fatima-acte-de-cons%C3%A9cration-de-la-russie-au-c%C5%93ur-immacul%C3%A9-de-marie-31603).

Mentre alcuni vescovi prendono ancora seriamente in considerazione l’esplicita richiesta che la Madonna annunciò il 13 luglio 1917 («Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati») e definì il 13 giugno 1929 a Suor Lucia («È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i Vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato»), ci sono chiese che vengono profanate quotidianamente e in mille modi, sia in quelle sconsacrate che in quelle consacrate.

Così, mentre il marxismo è sparito dalla Russia, permane come ideologia sia nel tessuto culturale d’Europa, sia all’interno delle sacrestie, sia nel Pontificato in corso, sotto il cui governo possono accadere scempi come quello avvenuto in questo mese di agosto nella parrocchia di San Tommaso d’Aquino a Roccasecca nel Lazio, dove è stata allestita una importante mostra fotografica internazionale di Tommaso Bonaventura «If I were Mao» («Se fossi Mao»): nella chiesa sono state esposte gigantografie di sosia di Mao Tse-Tung, il comunista che perseguitò con efferatezza i cristiani. Nel gennaio 2015 morì a 105 anni Padre Filippo Ye Yaomin, considerato l’ultimo degli «anziani», cioè i preti ordinati prima dell’avvento della Repubblica popolare nel 1949.

Padre Ye, dopo essere stato condannato perché «controrivoluzionario» a un campo di lavoro, dove ha pascolato maiali per 25 anni, è stato sepolto vivo dalle guardie rosse. Lo salvarono i suoi fedeli, infilando nella terra una canna di bambù per farlo respirare. Soprusi, torture, sevizie, condanne a morte per volere di chi oggi trova location opportuna le nostre chiese.

Come se immagini dei sosia di Hitler facessero bella mostra nelle sinagoghe… scatterebbero le manette per gli organizzatori e gli ospitanti. Qui, invece, nulla accade, e le fotografie, data la grandezza delle opere esposte, hanno coperto tutte le immagini sacre e i simboli religiosi presenti nell’edificio dissacrato con ostentata alterigia.

Impunemente, per ospitare questo scempio, è stata scelta la chiesa di San Tommaso d’Aquino, costruita nel 1325. Il luogo di culto a pianta gotica e croce latina, che conserva ancora oggi affreschi del XV secolo, è situato presso il Castello di Roccasecca e vanta il titolo di prima chiesa nel mondo ad essere stata dedicata al grande Dottore della Chiesa.

I parrocchiani, di fronte al fatto compiuto, si sono chiesti come era possibile una simile orrenda e macabra mostra (fermo restando che le chiese non possono e non devono, per loro intrinseca natura, essere sedi espositive profane), finanziata dalla Regione Lazio. «Nessuno si è lamentato con me», ha dichiarato il sindaco della cittadina, il laureato Giuseppe Sacco, classe 1972 (Lista civica: Roccasecca Cambia), «L’iniziativa è un percorso artistico-culturale che coinvolge anche quella chiesa come altre strutture. Sono tre mostre che hanno diversi temi: questa sui sosia di Mao, una sul Gange e una su Cuba».

Gli imitatori del marxista cinese hanno studiato ogni dettaglio, talvolta ricorrendo anche alla chirurgia plastica per assomigliare il più possibile al tiranno, responsabile di immani crimini: l’uso sistematico della repressione e dei lavori forzati (i laogai); lo sterminio di milioni di contadini nella riforma agraria del 1951; la carestia del 1958-1961; la violenza perpetrata con la rivoluzione culturale. Fra il 1959 e il 1961, nel periodo del cosiddetto «gran balzo in avanti», si stima che a causa della sua politica morirono decine di milioni di persone (13 milioni secondo il governo cinese, cfr. Marie-Claire Bergère in La Cina dal 1949 ai giorni nostri; da 20 a 30 milioni secondo John King Fairbank, Storia della Cina contemporanea, 30 milioni secondo Judith Banister e Jasper Becker, La rivoluzione della fame; da 20 a 40 milioni secondo Daniel Chirot e da 43 a 46 secondo Chen Yizi).

Il parroco, don Xavier Razanadahy, ha dato il permesso al sindaco, salvo poi, richiamato dal Vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Gerardo Antonazzo, e dalle proteste dei suoi parrocchiani, affermare: «L’allestimento di simili immagini in questo luogo di culto ha rappresentato una ferita alla sensibilità religiosa di tanti nostri concittadini e fedeli. Il mio eccesso di fiducia e di disponibilità hanno giocato un ruolo decisivo nel causare tale situazione incresciosa».

Fiducia e disponibilità verso l’uomo. Rispetto umano a scapito di quello divino, così, in un luogo dove si compie la Transustanziazione, è stato reso possibile un siffatto anatema. La corruzione religiosa e morale, quella che oltraggia ostentatamente i dieci comandamenti e tutti i sacramenti, ha raggiunto una tale misura da essere umanamente impossibile liberarsene senza l’ausilio celeste. La conversione, legata alla penitenza, a cui rimanda Nostra Signora di Fatima, passerà attraverso il suo Cuore Immacolato, in modo tale che l’Inferno sia allontanato dalle nostre chiese, dalle nostre case, dalle nostre nazioni: «Cor Jesu adveniat Regnum tuum. Adveniat per Mariam». (Cristina Siccardi)

Donazione Corrispondenza romana