Kerber, l’eurodeluso: «Basta accanimento, staccate la spina all’euro»

(di Mara Gergolet su Il Corriere della Sera del 15-08-2012) BERLINO – «La Germania non ha conquistato la sovranità con la riunificazione del 1990 per perdere la sua sovranità fiscale nel 2012». Il professor Markus Kerber risponde al telefono dal suo studio, all’associazione Europolis a Berlino. È lui che ha presentato il ricorso della ultim’ora alla Corte Costituzionale di Karlsruhe per ritardare la sentenza del 12 settembre, dopo aver già firmato uno dei sei ricorsi contro il fondo salva Stati. Senza successo. Chi si aspetta un euroscettico astioso, si sbaglia. «Sono un europeo pragmatico», dice. Convinto che l’euro è fallito, ed è deleterio «tentare di resuscitarlo».

IL TEMPO LIBERO – Cortese, professore di economia ma giurista di formazione (è anche avvocato) passa subito all’italiano appena sente Corriere della Sera. Padroneggia la lingua in modo perfetto. «Vado spesso in Sardegna, ah le passeggiate in Barbagia. Grandi politici i sardi! Anche Cossiga. Poi Grazia Deledda. Un popolo duro e coraggioso, capace di splendide amicizie». Però… «Quando ho visto i giornali italiani stamattina (ieri, ndr ), mi sono spaventato. Che toni, dalla destra…».

IL RAGIONAMENTO ANTI-EURO – Dunque, ecco i ragionamenti di un avversario irriducibile dell’euro. «Abbiamo fatto un calcolo, all’associazione. Siamo accademici, alcuni piccoli imprenditori… Se il fondo salva Stati venisse approvato, costerebbe alla Germania 3.700 miliardi, il 150% del Pil. Abbiamo chiesto ai giudici di tenerne conto. Ma si sa, iudex non calculat ». E come si arriva a questa cifra? «Sommando gli aiuti, fino ai soldi che saranno necessari per il salvataggio di Spagna, Italia e Francia». Anche la Francia? «Sì, certo. Perché l’Italia ha un avanzo primario, una grande tradizione di finanze pubbliche, una gestione professionale del debito. Invece la Francia ha un deficit strutturale, 12 miliardi quest’anno, fino a 40 l’anno prossimo; vive al di sopra dei propri mezzi. Ha ambizioni militari (vogliono costruire sei sottomarini da un miliardo ciascuno!) incompatibili con il bilancio. E la classe politica fa finta di niente».

IL MECCANISMO – Il meccanismo del salva Stati, dice, è perverso: appena un Paese chiede gli aiuti, smette di pagare per gli altri. «Non so perché la Slovenia e la Slovacchia non chiedano il bailout, così invece di pagare, gli altri pagheranno per loro». Alla lunga, per la Germania sarà un costo insostenibile. Il problema dell’Italia («voi pagate tassi troppo alti») per Kerber è proprio l’euro. «Non può funzionare un’unica moneta per economie così diverse. Infatti, l’euro è economico per la Germania, troppo caro per il Portogallo e forse per l’Italia. Era un progetto dei francesi per abolire la Deutsche Mark».

L’ALTERNATIVA – Lui un’alternativa c’è l’ha. La chiama «compromesso storico». Si dovrebbe creare una nuova moneta, la Guldmark, da affiancare nei paesi del Nord all’euro. Ma non è proprio il tenuto break-up , la distruzione dell’euro? «No, perché le due monete coesistono, e solo al termine di una lunga evoluzione i popoli scelgono una delle due. Però la Volkswagen non potrà pagare gli stipendi in euro e vendere le auto in Guldmark». Invece, i politici non vengono ai patti con la realtà. «Fanno come Hitler nel 1944, quando la guerra era persa». E non sono all’altezza. Monti: titubante. La Merkel: «Un’anziana leader della gioventù comunista, senza un’idea». Barroso: «Come Breznev, senza un mandato democratico». Juncker: «Difende gli interessi delle banche lussemburghesi». Van Rompuy: «Un sonnifero». Invece servirebbe de Gaulle: «Un grande leader, ha messo fine a 132 anni di presenza francese in Africa. E ha avuto il coraggio di dire ai francesi: è finita».

Mara Gergolet

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