ITALIA: presentato al CNEL il rapporto sulla criminalità cinese

Roma è il principale centro di smistamento di merce contraffatta proveniente dalla Cina. È quanto emerge dal rapporto La criminalità organizzata cinese in Italia. Caratteristiche e linee evolutive, presentato al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) il 18 maggio 2011.

Un indicatore, si legge nel rapporto, che esemplifica la rilevanza del commercio di prodotti importati dalla Cina è il prezzo d’affitto per metro quadrato di capannoni lungo la via Casilina e la via Prenestina, dove viene momentaneamente allocata la merce sdoganata dai porti di Napoli e di Civitavecchia, in attesa di entrare nel circuito della distribuzione commerciale. A Roma l’affitto di un capannone di circa 1.000 metri quadrati va da 10 a 20.000 euro, a Milano è nell’ordine di 6.000 mila euro mentre a Prato, dove la gran parte dei capannoni viene adibita a laboratori manifatturieri, il costo mensile si colloca fra 2.500 e 3.000 euro.

Le province di Prato e Milano presentano i valori più alti per i reati violenti, come gli omicidi e le lesioni dolose; i reati di tipo predatorio come furti, rapine, estorsioni e sequestri di persona; i reati associativi e il gioco d’azzardo, i reati legati agli stupefacenti. Al contrario, la provincia di Roma denota i valori più alti per il reato di contraffazione, mentre le province di Firenze e Prato si collocano al primo posto per organizzazione e favoreggiamento dell’immigrazione illegale.

E proprio la violazione delle norme sull’immigrazione risulta essere il reato più commesso dai cittadini cinesi. In sei anni (2004-2010), sono stati 28.464 i cinesi denunciati per organizzazione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 1.896 i denunciati per sfruttamento della prostituzione.     Difficile una stima precisa del numero di cinesi presenti in Italia: secondo dati della Caritas aggiornati al 2009, sono 188.352 e rappresentano la quarta collettività straniera dopo i rumeni (887.763), gli albanesi (466.684) e i marocchini (431.592), concentrati nelle aree urbane medio-grandi del Centro-Nord. Milano, Prato, Firenze, Roma, Brescia, Torino, Treviso e Reggio Emilia le città più “orientalizzate” anche se, in questi ultimi anni, il Mezzogiorno ha visto aumentare il numero di cinesi presenti nelle proprie città, come Napoli, Palermo e Catania.

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