ISLAM: scontri fra cristiani e polizia per la tortura di una ragazza cristiana

Almeno 500 cristiani hanno protestato il 28 marzo scorso a Lahore contro la polizia che ha arrestato, torturato e accusato falsamente di furto Farzana, una ragazza cristiana di 16 anni.





Almeno 500 cristiani hanno protestato il 28 marzo scorso a Lahore contro la polizia che ha arrestato, torturato e accusato falsamente di furto Farzana, una ragazza cristiana di 16 anni.

I dimostranti, brandendo croci di legno, hanno tentato di raggiungere l’ufficio del Soprintendente, ma la polizia li ha caricati, bastonati e ne ha arrestati 8, trattenendoli in carcere «per due ore», come riferisce una dichiarazione di Sharing Life Ministry Pakistan (Slmp), rilasciata all’Agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere “AsiaNews”. Asmi Khan, Vicesoprintendente della polizia femminile, assicura che Farzana sarà trattata con giustizia e sarà liberata se innocente.

La ragazza ha lavorato per 3 mesi come domestica presso l’abitazione di alcuni musulmani, per 500 rupie (8 dollari) al mese. L’ha lasciata quando il proprietario Muhammad Abid e la famiglia sono stati fuori città per qualche giorno. Il 27 marzo l’hanno chiamata e lei è tornata al lavoro. Ma lì la polizia l’ha arrestata e portata al comando, dove già era Abid. La polizia ha torturato la ragazza e l’ha costretta a confessarsi colpevole. Lo stesso giorno alle 11 di notte la polizia ha perquisito la casa di Ferzana e arrestato l’anziano padre e tre fratelli, anche loro torturati. Il giorno seguente, quando una folla ha protestato contro l’ingiustizia e la brutalità della polizia, il padre e i fratelli sono stati rilasciati.

Ai funzionari Slmp, Farzana ha raccontato: «quando la polizia mi ha arrestato, hanno iniziato a percuotermi in strada ed abusare di me. In quel momento non ho nemmeno capito che stava succedendo. Arrivati alla stazione di polizia, c’era già Muhammad Abid. La polizia ha continuato a tormentarmi con brutalità, di fronte a lui, e mi ha costretto a confessare il furto».

Tuttavia manca qualsiasi prova del furto, denunciano esponenti di Slmp, e non c’è nemmeno un’accusa formale contro la ragazza. Sharing Life Ministry Pakistan sostiene che la polizia ha solo pregiudizi contro un’innocente ragazza cristiana, arrestata e torturata e chiede un intervento delle autorità superiori e una seria indagine sul furto.

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