ISLAM: persecuzioni in Nigeria

Cinque persone sono state uccise e altre quattro ferite durante i pogrom scoppiati contro i cristiani a Bauchi, a nord della Nigeria, dove la sharia fa regnare un terrore quotidiano. Folle di musulmani hanno incendiato tre chiese vicino al quartiere di Kofar Dumi, distrutte completamente dalle fiamme (“Présent”, 26 febbraio 2009).

I membri di una Chiesa pentecostale, che si erano barricati nel loro luogo di culto durante l’assalto, sono stati liberati solo in extremis dalle forze di polizia, che hanno dovuto ricorrere alle armi in molti luoghi per respingere gli aggressori. I musulmani avevano considerato la preoccupazione di proteggersi «una provocazione», tanto è vero che pretendere di difendere la loro vita e quella dei familiari contro i fanatici è effettivamente insopportabile.

Da anni, da quando molti Stati hanno istaurato la sharia, in realtà tutto il nord della Nigeria è teatro di ripetuti scontri interreligiosi, ma non solo al nord, in quanto la febbre islamista si diffonde sempre di più verso il sud: nel novembre 2008 sono stati calcolati 200 morti a Jos (nel centro della Nigeria).

Poiché tempo fa ho vissuto due anni a Yola (Stato del Bornu), a ovest di Maiduguri, posso testimoniare che regnava una vera e propria pace religiosa in questa regione tuttavia popolata per lo più da musulmani. La domenica la Chiesa cattolica era piena e ho anche potuto assistere alla costruzione di un luogo di culto dei Serafini e dei Cherubini. A quell’epoca la legge federale era applicata – e rispettata – nell’immensa Nigeria in cui si contano centinaia di etnie, tribù e sottotribù. Nel corso degli anni, inoltre, il potere centrale di Lagos, indebolito da una successione di dirigenti più o meno corrotti, ha gettato la zavorra, permettendo soprattutto che gli Stati del Nord instaurassero una sharia selvaggia (scusate la ridondanza…).

Un esempio. Quello di Christianah Oluwatoyin Oluwasegin, insegnante al liceo di Gandu, nello Stato del Gombe. Il giorno prima di raggiungere il marito in uno Stato cristiano del sud del paese, l’insegnante distribuisce i fogli per l’esame, raccoglie zaini e cartelle per evitare ogni imbroglio e li mette in fondo alla classe. Ciò che non sa è che in uno degli zaini c’è un Corano. Sacrilegio… Assalita dagli studenti al grido “Allah Akbar!”, si rifugia nell’ufficio del principale. Avvertiti dagli studenti, decine di musulmani si precipitano all’assalto dell’ufficio, impossessandosi dell’insegnante e facendola uscire fuori per lapidarla. Infine l’avvolgono in un tappeto e le danno fuoco. Due giorni dopo una chiesa evangelica dello stesso Stato di Gombe veniva incendiata. Allora il Darfour? Certo. A condizione che non si dimentichi il martirio quotidiano dei cristiani della Nigeria…

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