ISLAM: nello Yemen i cristiani sono considerati “terroristi”

Convertirsi dall’Islam al Cristianesimo in Yemen è pericoloso. Un centinaio di ulema yemeniti – riferisce Andrea Tornielli su “Il Giornale” del 10 ottobre 2007 – si sono rivolti al Presidente del loro Paese, Ali Abdullah Saleh, chiedendo provvedimenti per arginare le conversioni degli islamici che abbracciano la fede cristiana, considerate addirittura come «terrorismo».





Convertirsi dall’Islam al Cristianesimo in Yemen è pericoloso.  Un centinaio di ulema yemeniti – riferisce Andrea Tornielli su “Il Giornale” del 10 ottobre 2007 – si sono rivolti al Presidente del loro Paese, Ali Abdullah Saleh, chiedendo provvedimenti per arginare le conversioni degli islamici che abbracciano la fede cristiana, considerate addirittura come «terrorismo».

Stando al quotidiano palestinese al-Quds al-Arabi, recentemente «solo nella parte vecchia di Sanàa», capitale dello Yemen, «duemila musulmani si sono convertiti alla fede di Cristo». Nella missiva, indirizzata al Presidente e ai parlamentari, si legge inoltre: «Dovete assumervi le vostre responsabilità religiose e morali nei confronti delle deviazioni che si stanno diffondendo nel Paese».

L’agenzia locale “Mareb Press”, prosegue l’articolo di Tornielli, ha intervistato uno yemenita convertito al cristianesimo, rimasto anonimo per ovvi motivi di sicurezza: «Mi sono convertito nello Yemen – ha dichiarato – facendo semplicemente il segno della croce. Ho deciso di abbracciare questa nuova fede deluso dai sermoni che ascoltavo in moschea nei quali si invitava a uccidere e a compiere atti di terrorismo. Nel cristianesimo invece è vietato invitare a uccidere il prossimo e questo mi ha convinto».

Secondo l’intervistato i cristiani nello Yemen sarebbero già oltre 2.500. «Almeno 700 ora vivono all’estero, ma ci sono intere famiglie cristiane nello Yemen con le quali siamo in contatto via internet. I cristiani si incontrano una volta alla settimana nella casa di un fedele straniero della capitale. Ci sono dei ragazzi che diffondono il Vangelo ma lo fanno di nascosto perché la polizia non lo permette».

I rischi per i convertiti sono altissimi: gli ulema interpellati sul tema confermano che la Sharia, la legge coranica, prevede la pena di morte per gli apostati e la stessa pena è prevista dal codice penale yemenita per chi rinnega l’Islam.

Sull’argomento è intervenuta anche la Lega Musulmana Mondiale, criticando la presenza nello Yemen di scuole straniere e di istituti all’interno dei quali si diffonderebbe il cristianesimo. Il 21 settembre scorso Benedetto XVI aveva parlato del «diritto di cambiare religione, che va garantito non soltanto giuridicamente, bensì pure nella pratica quotidiana». (E.G.)

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