ISLAM: la nuova moschea a Padova tra perplessità e approvazione

Ci siamo quasi: a breve a Padova sorgerà un nuovo centro religioso per i musulmani residenti e non. La giunta comunale della città ha approvato la delibera per l’apertura di una nuova moschea, che permetta ai fedeli di avere un luogo di preghiera più appropriato rispetto all’attuale ex supermercato in via Anelli.





Ci siamo quasi: a breve a Padova sorgerà un nuovo centro religioso per i musulmani residenti e non. La giunta comunale della città ha approvato la delibera per l’apertura di una nuova moschea, che permetta ai fedeli di avere un luogo di preghiera più appropriato rispetto all’attuale ex supermercato in via Anelli. È stata l’Associazione Rhama (l’Onlus che si fa portavoce degli immigrati in Italia e delle loro istanze) a richiedere presso Palazzo Moroni di poter usufruire dell’ex fattoria, sita in via Longhin, per adibirla a luogo di culto in favore della comunità islamica.

Nonostante si conoscano quali siano le difficoltà che bisogna attraversare prima che le casse comunali concedano finanziamenti per culti religiosi, in questo caso la richiesta dell’Associazione sopra citata è stata accolta nel giro di 24 ore.

Il Sindaco di Padova, Flavio Zanonato (Pd), si difende affermando che l’area è stata concessa in comodato, e che tutti i lavori di ristrutturazione saranno coperti dagli assegnatari stessi, e in seguito ne pagheranno l’affitto. Ma intanto la Lega non si arrende, e promuove un referendum dal nome quanto mai chiaro nei contenuti Moschea sì, moschea no?, con raccolta di firme al seguito.

Di contro, però, si scaglia don Cesare Contarini, direttore del settimanale La Difesa del Popolo, che nel suo ultimo editoriale scrive: «Come cittadini non si può dire no a un diritto riconosciuto dalla Costituzione; come cristiani siamo contenti che ogni uomo e donna preghino». Gli fa eco mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, che difende la libertà religiosa e sostiene che la costruzione della moschea creerebbe una situazione di dialogo tra cristiani e musulmani.

Quello che balza agli onori della cronaca è che la Diocesi non solo si mostra favorevole nei confronti della nuova moschea, ma si prende cura anche di un sito internet che agevoli il dialogo tra cattolicesimo ed Islam. Si possono leggere infatti relazioni e contributi che rimandano proprio a quanto si è appena testimoniato, e cioè una dichiarata apertura per la religione musulmana, che non manca di ambiguità.

Il neoministro alla Semplificazione Roberto Calderoli, attraverso un’intervista rilasciata per il “Corriere della Sera” dell’11 maggio, ha precisato la sua posizione in merito ai fatti di Padova, affermando che nessuno ha mai messo in dubbio il dovere di tutelare la libertà religiosa, ma che certo egli non accetta imposizioni.

Secondo il Ministro, nel Clero si cela ancora quel cattocomunismo che fece tanto discutere nel ‘68, e che si riscontra, a parer suo, in un singolare relativismo che si insinua negli uomini di Chiesa, che in questo caso se ne fanno portatori.

Vale la pena ricordare che secondo una recente relazione del Censis, ora Dipartimento per le Informazioni per la Sicurezza, relativa al primo semestre dell’anno passato, le moschee in Italia risultano più che raddoppiate in meno di 7 anni, da 351 nel 2000 a 735 nel 2007.

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