ISLAM: la Chiesa greco-ortodossa denuncia la Turchia per limitazioni al culto

Il 23 novembre 2009 la Chiesa greco-ortodossa di Cipro ha denunciato il governo di Ankara alla Corte europea per i diritti umani per limitazioni al culto in siti religiosi che sorgono nel Nord dell’isola, sotto occupazione militare turca dal 1974. Lo riferiscono fonti greco-cipriote, citando dichiarazioni del legale della Chiesa, Simos Angelides, secondo cui la denuncia è stata fatta per impedire la trasformazione di centinaia di chiese, saccheggiate e ormai in rovina, nella parte Nord di Cipro, e contro il continuo rifiuto delle autorità turco-cipriote di consentire l’accesso dei fedeli greco-ortodossi ai luoghi di culto su detto territorio.

L’intenzione di sporgere denuncia alla Corte europea era stata preannunciata sin dal gennaio dell’anno scorso dal primate cipriota, arcivescovo Chrysostomos II, da tempo in prima linea nella battaglia per salvare quanto rimane delle centinaia di chiese – ridotte in macerie o trasformate in moschee, caserme, magazzini, locali notturni o addirittura obitori – da quando, nell’estate 1974, la parte Nord dell’isola fu occupata militarmente dalla Turchia dopo un fallito colpo di stato di nazionalisti greco-ciprioti contro l’allora presidente, arcivescovo Makarios II.

Negli ultimi tre decenni sono stati circa 550 i luoghi di culto greco-ortodossi profanati e tra le 15 e le 20 mila le icone, spesso molto antiche e di inestimabile valore, che si sono volatilizzate insieme con numerosi mosaici, finendo nelle mani di collezionisti privati e in musei di mezzo mondo.

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