ISLAM: l’islamizzazione dell’Europa denunciata da due ex-musulmane

Due donne di origine iraniana, membri dei comitati di ex musulmani in Svezia e in Germania, hanno cercato di mettere in guardia gli eurodeputati dalla diffusione di un Islam politicizzato e radicale tra le comunità alloctone dell’Unione Europea.





Due donne di origine iraniana, membri dei comitati di ex musulmani in Svezia e in Germania, hanno cercato di mettere in guardia gli eurodeputati dalla diffusione di un Islam politicizzato e radicale tra le comunità alloctone dell’Unione Europea.

«Non ci sono forse sempre più ragazze con il velo nelle scuole e bambini ai quali è proibito partecipare ai corsi di nuoto?» ha esordito Mina Ahadi, Presidente in Germania del Comitato degli ex-musulmani che ha abbandonato l’Islam ormai da trent’anni e il cui marito è stato giustiziato in Iran. «Il velo è il simbolo di un potere politico che tenta di imporsi in Europa. Mi appello all’intolleranza di fronte a tali fenomeni».

Mahin Alipoor, membro del comitato degli ex musulmani della Svezia, si è detta d’accordo con la Ahadi e ha aggiunto «l’Europa accoglie l’Islam politico con eccessiva facilità». Le due donne sono intervenute ad un convegno organizzato dal Partito Popolare Europeo e più precisamente dalla sua deputata Renate Sommer, Vicepresidente della delegazione UE-Turchia. Il tema provocatorio (Sharia in Europa?) è apparso semplicistico a due professori di teologia, di origine europea, i quali ritengono che l’Islam comprenda al suo interno troppe correnti per essere ridotto alla sola Sharia quale viene praticata in Iran
.
Esiste forse un’incompatibilità tra il diritto europeo e le pratiche degli immigrati musulmani?

La domanda è oggi particolarmente attuale dal momento che l’UE comprende al suo interno dai cinque ai dieci milioni di musulmani secondo statistiche poco affidabili e diventerà ancor più impellente se la Turchia, Paese laico a maggioranza musulmana, entrerà a far parte dell’Unione. Per Renate Sommer, non ci sono dubbi. La diffusione del velo in Europa è «un fenomeno in crescita» e «la pressione aumenta sempre più su coloro i quali si rifiutano di indossarlo».

Sommer fa appello ai governanti europei affinché non permettano che «società islamiche parallele che praticano la Sharia si sviluppino nell’UE, una vera porta in faccia al diritto nazionale» (“La Libre Belgique”, 19 settembre 2007). «I tentativi di islamizzare i Paesi occidentali non devono essere dissimulati» dice in un’altra occasione Mons. George Gänswein, Segretario di Benedetto XVI. «La minaccia che la diffusa islamizzazione fa incombere sull’identità dell’Europa non dovrebbe essere ignorata con il pretesto di un rispetto mal riposto» (“Süddeutsche Zeitung”, citato da “Valeurs actuelles”, 3 agosto 2007).

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