ISLAM: islamici pregano dinanzi alla Cattedrale di Bologna

Sabato 3 gennaio 2009, al termine di una manifestazione – non autorizzata – indetta dai musulmani di Milano per protestare contro la reazione israeliana alla rottura della tregua provocata da Hamas (manifestazione durante la quale sono state bruciate bandiere israeliane) i dimostranti, guidati dall’imam di viale Jenner già condannato per terrorismo, hanno sgomberato senza permesso Piazza Duomo costringendo lo stesso Duomo a chiudere e hanno organizzato una preghiera islamica dinanzi alla Madonnina.


L’episodio potrebbe sembrare casuale, involontario, come se alla fine della manifestazione i partecipanti si fossero trovati lì per caso a pregare nell’ora della salat.
Ma è un caso che proprio nello stesso momento accadeva il medesimo gesto dinanzi alla cattedrale di San Petronio a Bologna, la città che qualche anno fa fu bersaglio dell’integralismo islamico a causa di un affresco di Giovanni da Modena che raffigurava Maometto tra i dannati, in accordo col canto XXVIII dell’“Inferno” dantesco?.

Durissima è stata la reazione del vescovo Ernesto Vecchi, vicario generale della diocesi, che il giorno seguente ha affermato: «Non è una preghiera e basta. È una sfida, più che alla basilica al nostro sistema democratico e culturale – ha detto al “Resto del Carlino” –. Abbiamo avuto la conferma che c’è un progetto pilotato da lontano. Cosa prevede? L’islamizzazione dell’Europa. Se ne accorse il cardinal Oddi, tra i primi. E aveva buone fonti».

Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Milano ha definito il gesto una vera e propria «offesa alla città» e Pier Gianni Prosperini, assessore regionale alla Sicurezza non nega che: «Nemmeno ai tempi del nazismo il Duomo ha subito un oltraggio del genere».

Islamici in Duomo? È inquietante, così ha titolato “il Giornale” (11 gennaio 2009) un’intervista fatta al senatore Marcello Pera che ha inviato ha riflettere sul destino dell’Europa: «Dobbiamo difendere la nostra identità cristiana, invece vedo in giro una falsa prudenza che sembra paura».

Il senatore Marcello Pera ha affermato che: «guardare quelle immagini e quelle fotografie mi ha dato una sensazione amara di presagio. Ho immaginato il Duomo vuoto di cattolici mentre la piazza era piena di islamici che pregavano. Mi sono messo un po’ paura pensando che questo potrebbe essere il destino dell’Europa (…)», che trova la soluzione a tale pericolo “semplicemente” esortando a «sottolineare la nostra identità. Invece si fa finta di niente, la si nasconde per non avere reazioni negative da parte degli altri. Si dovrebbe dire che la nostra è un’identità cristiana, anche se il nostro Stato è laico, invece prevale, sempre più, l’argomento della falsa prudenza. Questa prudenza finisce per trasformarsi in paura e così l’ovvio risultato è che siamo destinati a perdere, a negare da soli la nostra essenza, il come siamo fatti. Ecco perché quelle immagini di islamici in preghiera, di per sé normali, assumono un valore simbolico così forte, che inquieta (…)».

E se si pensa che «la comunità islamica reclama sempre più diritti e chiede sempre più spazio (…) Mentre noi predichiamo apertura, comprensione, disponibilità, come se non ci fossero anche i diritti nostri. Non è possibile un dialogo tra un soggetto fortemente consapevole di se stesso e fortemente identitario e un altro soggetto che mostra di avere poca coscienza di sé (…)».

Donazione Corrispondenza romana