ISLAM: introdotto il tribunale della sharia ad Anversa

Ad Anversa, la seconda città più grande del Belgio, è stato aperto un tribunale islamico, conforme alla sharia. L’iniziativa è di un gruppo radicale musulmano chiamato Sharia4Belgium. I leader del gruppo affermano che lo scopo del tribunale è quello di creare un sistema legale parallelo di tipo islamico per mettere in discussione l’autorità dello Stato e i diritti civili garantiti dalla Costituzione belga.

Il tribunale della sharia, situato nel quartiere Borgerhout di Anversa, intende “mediare” le controversie di diritto di famiglia per gli immigrati musulmani in Belgio. I giudici musulmani auto-nominati del tribunale applicano la legge islamica anziché il sistema legale secolare belga in merito al diritto di famiglia al fine di risolvere le controversie riguardanti il matrimonio, il divorzio, la custodia e il mantenimento dei figli, l’eredità, ecc.

A differenza del diritto civile belga, la legge islamica della sharia non garantisce parità di diritti tra uomini e donne e secondo i critici del tribunale metterà a repentaglio i diritti delle donne musulmane al matrimonio e all’educazione. Per gli esperti il tribunale islamico porrà in secondo piano la capacità dello Stato di investigare e di intentare processi ai perpetratori dei cosiddetti crimini d’onore. Nel 2007, per esempio, lo Stato dichiarò illegale la pratica del matrimonio forzato riconoscendo come colpevoli quanti avevano forzato qualcuno a contrarre matrimonio con violenza o coercizione con una condanna di più di due anni di carcere e una multa di più di 2.500 euro (3.500 dollari). Questa legge può essere minata poiché le controversie sul matrimonio musulmano sono soggette al tribunale della sharia.

Sharia4Belgium ritiene che il tribunale di Anversa probabilmente estenderà le sue competenze e si occuperà dei casi criminali. Il gruppo Sharia4Belgium è costituito da islamisti che si impegnano a sottomettere tutti coloro che vivono in Belgio (tra cui i non musulmani) alla legge islamica della sharia (www.jihadwatch.org).

Donazione Corrispondenza romana