ISLAM: Benedetto XVI incontra il sovrano dell’Arabia Saudita

Da giorni le prime pagine dei maggiori giornali arabi sono dedicate alla visita a Roma del monarca saudita Abdullah iniziata il 5 novembre scorso. «Il vertice tra il protettore delle due moschee sante (la Mecca e Medina. N.d.R.) con Papa Benedetto XVI





Da giorni le prime pagine dei maggiori giornali arabi sono dedicate alla visita a Roma del monarca saudita Abdullah iniziata il 5 novembre scorso.  «Il vertice tra il protettore delle due moschee sante (la Mecca e Medina. N.d.R.) con Papa Benedetto XVI è di portata storica – commenta il giornale “al-Hayat” – perché é la prima volta che un Re saudita visita il Vaticano». Abdullah era già stato in Vaticano ed aveva incontrato Papa Wojtyla nel 1999, quando era principe ereditario. Il quotidiano paragona l’evento alla storica visita di Papa Giovanni Paolo II alla moschea ommayade di Damasco (2001), auspicando che sia di aiuto al dialogo tra musulmani e cristiani.

Anche “al-Watan”, testata di Riad, apre con questa notizia, sottolineando come il consiglio per il dialogo interreligioso dell’università egiziana di al-Azhar, considerata da tutti punto di riferimento del mondo sunnita, riponga grosse aspettative su questa visita e speri possa rafforzare il dialogo tra i due grandi monoteismi. Per il giornale “al-Sharq al-Awsat” «ci si aspetta che Papa Benedetto XVI e Re Abdullah discutano su come difendere le religioni dai conflitti in corso in Medio Oriente e come avvicinare e riportare sulla via del dialogo musulmani e cristiani».

Su 21.600.000 abitanti, in Arabia Saudita i cristiani sono 900.000, perlopiù cittadini stranieri immigrati per lavoro, vessati dalle restrizioni sulla libertà religiosa. Il proselitismo, l’apostasia e la conversione sono puniti con la pena capitale; il possesso di rosari, croci, immagini sacre, Bibbia, è passibile di arresto da parte dei mutawa (la polizia religiosa del buon costume).

Oltre a costituire il gruppo non-musulmano più numeroso, i cristiani sono i più organizzati come gruppi clandestini di preghiera e sono per ciò il bersaglio preferito delle autorità saudite. Considerata “terra sacra” dell’Islam, l’Arabia Saudita non permette a fedeli di altre religioni la costruzione di luoghi di culto. Negli ultimi anni, grazie alle pressioni internazionali, la corona saudita ha permesso la pratica di altre religioni, ma solo in privato. La mutawa, però, continua ad arrestare, imprigionare e torturare persone che praticano altre fedi anche se privatamente.

In una classifica stilata dall’organizzazione internazionale Open Doors, l’Arabia Saudita è al secondo posto, dopo la Corea del Nord, per la persecuzione contro i cristiani. Il Center for religious freedom di Freedom House ha condotto un’indagine su libri e opuscoli sauditi distribuiti dalla sua ambasciata a Washington e a disposizione dei fedeli nelle moschee di Los Angeles, New York, Oakland, Chicago, Houston e Washington.

Vi si legge: «Dissociatevi dagli infedeli, detestateli per la religione che professano, abbandonateli, non contate mai sul loro appoggio, non esprimete loro la vostra ammirazione e opponetevi a oltranza, conformemente alla legge islamica».  La vergogna delle genti del Vangelo e Allontanarsi dai popoli della Geenna sono due libri, usati nelle scuole del Regno saudita, di Ibn Taymmiyya, padrino del fondamentalismo islamico e ispiratore di Abd al Wahhab, il dotto sunnita contemporaneo che ha plasmato vita e teologia nel Regno saudita.

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