ISLAM: allarme di Frattini contro l’islamizzazione dell’Europa

In un’intervista concessa a Giancarlo Perna e pubblicata su “Il Giornale” di giovedì 4 ottobre 2007, il Vicepresidente UE Franco Frattini, a cui, quale Commissario dell’Unione Europea alla Giustizia, è affidata la questione dell’immigrazione, espone una serie di iniziative che si stanno prendendo a livello europeo per tentare di regolamentare questa complessa e intricata materia, in cui si inserisce anche la questione dell’“islamizzazione” dell’Europa.






In un’intervista concessa a Giancarlo Perna e pubblicata su “Il Giornale” di giovedì 4 ottobre 2007, il Vicepresidente UE Franco Frattini, a cui, quale Commissario dell’Unione Europea alla Giustizia, è affidata la questione dell’immigrazione, espone una serie di iniziative che si stanno prendendo a livello europeo per tentare di regolamentare questa complessa e intricata materia, in cui si inserisce anche la questione dell’“islamizzazione” dell’Europa.

Alla affermazione di Perna secondo cui «si parla di un piano panarabo per islamizzare l’Europa con gli emigranti» Frattini replica che «il pericolo c’è. La libertà di culto è indiscutibile, ma non si deve transigere sul rispetto dei nostri principi, di fronte a poligamia, matrimoni forzati, donne segregate, tolleranza zero» e alla constatazione del giornalista che «la Cassazione invece ammette le angherie sulle donne perché sono nel costume arabo», Frattini ribatte ancora: «sentenze degenerate. Col pretesto di rispettare i costumi delle comunità, si calpestano i diritti dei singoli. È come accettare che i rom mandino i bambini a rubare perché rientra nei loro usi. Da magistrato dico che il Diritto non può essere piegato al relativismo».

Frattini, che comunque si dichiara “favorevole” ad un futuro ingresso della Turchia, «caposaldo della difesa Nato» nell’Unione Europea, afferma però che bisogna essere attenti, rigorosi e determinati nella difesa dei principi tradizionali europei: alla “tolleranza” europea, che secondo Perna viene ripagata con sempre maggiori pretese musulmane, Frattini contrappone il concetto di “severità”, affermando che «non è pensabile che nell’Ue ci siano scuole in cui si faccia lezione in arabo o si insegni la storia araba. Le scuole devono insegnare i valori del Paese ospitante e formare cittadini». (M.Fa.)

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