Irlanda: scuole cattoliche costrette ad assumere docenti Lgbt

Parlamento irlandeseCristianofobia sempre più feroce in Europa: come riferito dall’agenzia LifeSiteNews, con un colpo di mano il Parlamento irlandese ha obbligato le scuole cattoliche, destinatarie di fondi pubblici – in pratica, il 90% del totale -, ad assumere personale anche dichiaratamente omosessuale. Il provvedimento dipenderebbe da un’inedita applicazione estensiva della norma sull’eguaglianza di genere e punterebbe, secondo chi l’ha votata, ad arginare presunte “discriminazioni” negli istituti religiosi.
Ovviamente i gruppi Lgbt ed i media “politicamente corretti” hanno subito accolto con grande entusiasmo questa nuova concessione alle loro incessanti pressioni, in quanto ritengono tale passo fondamentale per «avere la loro famiglia (sic), accasarsi ed essere sé stessi, senza esser minacciati di licenziamento, nel caso lavorino in un istituto cattolico», come dichiarato da Sandra Irwin-Gowran, direttrice dell’educazione all’eguaglianza di gay e lesbiche.
Le scuole colpite dal provvedimento lo hanno già definito incostituzionale, anche perché calpesta manifestamente il loro codice etico, i loro valori, la loro identità confessionale ed i loro principi, tutto ciò in cui credono insomma. Il che, fino alla scorsa settimana, era tutelato invece dalla legge per la parità sui luoghi di lavoro, che esentava i datori di lavoro cattolici dal dover assumere chi avesse una condotta di vita in patente contrasto con la loro morale e con il loro modello educativo. Anche perché questo spalanca le porte a qualsiasi pretesa ed a qualsiasi rivendicazione: anche i divorziati risposati o i conviventi potrebbero, a questo punto, pretendere il medesimo trattamento.
L’Istituto Iona, organizzazione senza scopo di lucro fondata per la tutela della fede cattolica, ha già bollato come «erronea» la decisione assunta dal Parlamento, sia perché la citata esenzione dal dispositivo di legge sulla parità è stata confermata dalla Corte Suprema non più tardi del 1996, sia perché contraddice l’art. 44.2.1 della Costituzione irlandese, che così recita: «La libertà di coscienza, la libera professione e la pratica religiosa, subordinatamente all’ordine ed alla moralità pubblica, rappresentano un diritto garantito ad ogni cittadino». O, all’improvviso, anche la Costituzione votata da tutti, credenti e non, è da ritenersi “omofobica”? (fonte: Osservatorio Gender)

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