IRAQ: impiegati cristiani in “ferie forzate”

Gli impiegati delle amministrazioni pubbliche della provincia di Mossul di fede cristiana possono andare in ferie e la loro assenza non verrà conteggiata. In base a quanto spiega una circolare diffusa dall’amministrazione della provincia di Mossul, nel nord dell’Iraq, a tutti gli uffici pubblici «non verranno conteggiate come assenza le giornate di lavoro non svolte» dagli impiegati cristiani.


Secondo il consigliere provinciale Athil Najafi, citato dall’agenzia Voci dell’Iraq (30 novembre 2010), si tratta di «una soluzione temporanea per contribuire a risolvere i problemi che riguardano i cristiani iracheni, obiettivo dei terroristi di al-Qaeda». Per permetter loro di spostarsi verso le zone curde del Paese, considerate più sicure, l’amministrazione locale ha chiesto agli uffici dove sono presenti impiegati cristiani di non considerare come assenza ingiustificata la giornate di lavoro non svolte in questo periodo. In molti infatti hanno già lasciato Mossul e si trovano da giorni nel Kurdistan iracheno. «Il consiglio provinciale – ha aggiunto il consigliere – ha deciso di concedere loro delle ferie forzate in seguito alla serie di attentati che hanno preso di mira la loro comunità a Baghdad e nella provincia di Ninve».

È stato inoltre chiesto al ministero dell’Istruzione di trasferire gli insegnanti cristiani in aree del Paese considerate meno a rischio. Nell’ultima settimana più di 500 famiglie cristiane provenienti da varie zone dell’Iraq si sono spostate nelle province curde del Paese, come chiesto dal presidente Jalal Talabani.

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