India. Rimosso striscione con l’immagine della Madonna. Urtava i sentimenti della comunità indù

L’8 dicembre era stato affisso un manifesto per celebrare i 25 anni della cappella dedicata a Nostra Signora di Velankanni. Ma il 26 dicembre attivisti indù hanno costretto il parroco a toglierlo, e poi di “scusarsi per l’offesa”. Dal XVI sec. Kartanaka è teatro di apparizioni mariane.
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28 dicembre 2012
Karnataka, anche a Natale attacchi contro i cristiani
Nazionalisti indù del Bajrang Dal hanno ottenuto la rimozione di uno striscione dedicato ai 25 anni di Nostra Signora di Velankanni. Leader cristiano ad AsiaNews: “La polizia tace di fronte alle violenze contro i cristiani”. Nello Stato è il 40mo attacco anticristiano del 2012.

Mumbai (AsiaNews) – “Rapidi nel rispondere alle richieste di nazionalisti indù”, ma “muti spettatori davanti a violenze contro i cristiani”. Così Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), commenta il 40mo attacco in Karnataka dall’inizio del 2012. Il 26 dicembre scorso, attivisti del Bajrang Dal hanno costretto il parroco della chiesa Stella Maris a Kalmady (distretto di Udupi) a rimuovere uno striscione dedicato a Nostra Signora di Velankanni, di cui quest’anno ricorre il Giubileo d’argento.

Lo striscione mostrava l’immagine della Madonna e di un bramino con in mano un vaso. Secondo la tradizione, dal 16mo secolo la zona è stata teatro di alcune apparizioni mariane. Il primo testimone è stato un bambino indù che portava del latte, al quale la Vergine chiese il latte per suo figlio, che teneva tra le braccia. Per celebrare i 25 anni della cappella dedicata a Nostra Signora di Velankanni, l’8 dicembre scorso p. Alban D’Souza ha affisso il cartello.

Secondo Anil Bangera, a capo dell’unità locale del Bajrang Dal, lo striscione “urtava i sentimenti religiosi della comunità indù di Kalmady”. Rivolgendosi alla polizia, i nazionalisti indù hanno chiesto al parroco di rimuovere la scritta e di “scusarsi per l’offesa”. Per non provocare reazioni violente durante le feste di Natale, p. D’Souza ha acconsentito, spiegando che “la Chiesa non ha intenzione di ferire il credo di nessuno”.

Per Sajan George, quanto accaduto è “un atto di intolleranza da condannare con forza, perché getta semi di sfiducia e sospetto all’interno della comunità”, soprattutto perché “l’apparizione di Nostra Signora di Velankanni appartiene alla storia e alla cultura di questa zona, ed è adorata da fedeli di ogni religione”. (NC)

Fonte: Asia News

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