In un mese distrutti dall’Isil una trentina di Santuari

GionaLa tomba di Giona è soltanto l’ultimo sito distrutto in ordine di tempo, di cui si sia avuta notizia: ma i terroristi islamici dell’Isil in un mese hanno già polverizzato o danneggiato una trentina di Santuari e 15 luoghi di culto sciiti nei dintorni di Mosul. Tutto cancellato, annientato, sparito.

La vasta area, comprendente parte dell’Iraq e parte della Siria, è stata proclamata “califfato”: qui i fanatici al potere hanno dichiarato di voler rifondare con buona approssimazione la società musulmana delle origini, quella fondata nel VII secolo. E chiunque non aderisca a tale progetto viene considerato “eretico”.

A Ninive, però, han dato davvero il peggio di sé: l’antico sito, finito nelle loro grinfie, si trova alla periferia di Mosul. E’ senza dubbio la città più citata nella Bibbia dopo Gerusalemme. Furono i suoi abitanti ad esser convertiti dal profeta Giona nella Scrittura. A lui la locale comunità cristiana ha dedicato un luogo di culto, eretto sulla collina che la Tradizione indicava come il punto, ov’era stato sepolto. All’arrivo dei musulmani, la zona ha invece preso il nome di Nebi Yunus ovvero “profeta Giona” e vi è stata costruita una moschea, per impedire gli scavi, che avrebbero senz’altro permesso di riportare alla luce le vestigia sepolte di questo antico sito cristiano.

Ma l’Isil ha disposto diversamente, azzerando alla radice ed una volta per tutte qualsiasi questione archeologica. Giovedì scorso, infatti, ha fatto saltare tutto in aria, devastando completamente l’area, ch’era divenuta un luogo di pellegrinaggio per gli stessi musulmani, essendo citata anche nel Corano. E’ bastata un’ora per trasformare un luogo santo e venerato in un mucchio di pietre e macerie. «La “grande civilizzazione” islamica avanza. Ma con la retromarcia inserita», ha commentato L’Observatoire de la Christianophobie.

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