In merito alla mia recensione al libro “La Tiara e la Loggia”(di G. Masciullo) e la replica dell’Autore

In merito alla mia recensione al libro “La Tiara e la Loggia” (di G. Masciullo) e la replica dell’Autore
FONTE IMMAGINE: Ibs.it (https://www.ibs.it/)
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Il 12 gennaio u.s., sul website della rivista “Fides Catholica” ho pubblicato una recensione al recente libro di Gaetano Masciullo “La Tiara e la Loggia” (Fede & Cultura, Verona 2023). Il titolo apparso sul website di “Fides Catholica” è “Periodo post-massonico e Massoneria inutile? Una recensione a G. Masciullo” (qui: https://www.fidescatholica.com/1828-2/) mentre in realtà, nel mio file trasmesso alla rivista il titolo verteva più sul libro che sull’Autore: «Periodo post-massonico» e Massoneria «“inutile”»? Una recensione al libro di Gaetano Masciullo, “La Tiara e la Loggia” (Fede & Cultura, Verona 2023).” Suppongo cheil titolo sia stato abbreviato per esigenze redazionali.

La mia recensione è molto critica nei confronti di alcuni punti del libro di Masciullo e, in particolare, di quelle che ritengo le due colonne portanti ossia le tesi fondamentali del suo testo e che ho sintetizzato nel titolo della recensione.   Il libro si presenta come una sintesi storica sulla lotta tra Massoneria e Chiesa, ma quelle due tesi (Periodo post-massonico, e Massoneria inutile o in declino), a mio parere, costituiscono la “novità” apportata dall’Autore.

Prima di entrare nel libro di Masciullo ho esaminato un paio di suoi articoli con i quali ha lanciato il libro. In sintesi, comparando articoli e libro vi riscontro delle contraddizioni, come pure segnalo vari errori (rimando al testo on-line della mia recensione, qui: https://www.fidescatholica.com/1828-2/).

Riassumo e indico in grassetto le tesi portanti del libro di Masciullo che ritengo infondate:

  1. La Massoneria verso il 1945 ha realizzato il suo scopo, ha conseguito la sua “causa finale” (termine della filosofia aristotelica che indica: il fine, lo scopo), ossia sostituire nella società la dottrina gnostica alla Fede Cattolica, diffondere il socialismo, sottrarre il potere temporale alla Chiesa;
  2. perciò a partire da quella data (1945), la Massoneria – pur ancora operativa – non ha più senso, è inutile, è in declino, si può parlare di “Periodo post-massonico”,
  3. mentre altre agenzie culturali o rivoluzionarie hanno praticamente preso il posto della Massoneria…

Alla mia recensione critica, Masciullo replica, dopo appena un giorno, il 13 gennaio u.s., con un post intitolato “Massoneria e Chiesa. Su una recensione al libro “La tiara e la loggia”, pubblicato sul blog “Duc in altum” del giornalista Aldo Maria Valli (qui: https://www.aldomariavalli.it/2024/01/13/massoneria-e-chiesa-su-una-recensione-al-libro-la-tiara-e-la-loggia/amp/). 

Masciullo è «molto colpito (negativamente)» perché ritiene che la mia recensione verta più sulla sua persona che sul contenuto dell’opera. Non concordo. Nonostante la mia recensione, Masciullo mi dimostra una stima «immutata» e lo ringrazio. Tuttavia ribadisco la mia recensione critica, ovviamente non alla persona di Masciullo, ma alle sue tesi da me recensite.

Masciullo si meraviglia che non riesco a comprendere la sua tesi del “Periodo post-massonico”. Invece ritengo di averla ben compresa. Più avanti Masciullo ribadisce che:

«la spada della Rivoluzione è oggi affidata soprattutto alla componente modernista della Chiesa (non solo il clero), che ritengo essere per molti versi molto più pericolosa della Massoneria», e poco oltre Masciullo afferma che la “spada” è stata affidata anche ad altre agenzie (Bilderberg Club, Onu, ecc.). 

Ma chi ha affidato tale spada alla Massoneria e poi ad altre agenzie e al clero modernista? Quali sarebbero le prove di tale “passaggio” di consegne?

Masciullo presenta il Modernismo nella Chiesa (tra clero e laici) come, di fatto, un superamento della Massoneria, anzi un pericolo superiore alla Massoneria. Però poi dice che la Massoneria non ha perso d’importanza, è ancora operativa… Sembra che Masciullo separi Massoneria e Modernismo… Mah!

Per difendere le sue tesi (Periodo “post-massonico” e Massoneria ormai superata), Masciullo – filosofo – segue una logica che lascia perplessi.

Egli ha moderato gli incontri di Fede & Cultura con il Prof. Roberto de Mattei e con P. Charles T. Murr circa il libro “Massoneria Vaticana” edito da Fede & Cultura (qui: https://www.youtube.com/watch?v=DOx9Qq9IFVY&pp=ygUiRmVkZSBlIEN1bHR1cmEgTWFzc29uZXJpYSB2YXRpY2FuYQ%3D%3D; qui: https://www.youtube.com/watch?v=cLzPDwgpU5k&pp=ygUiRmVkZSBlIEN1bHR1cmEgTWFzc29uZXJpYSB2YXRpY2FuYQ%3D%3D). Ora, se la Massoneria si è infiltrata nel clero post-conciliare (Bugnini, Baggio, Villot, ecc.) – e Masciullo ne è convinto – come si regge allora il teorema di Masciullo secondo cui la Massoneria avrebbe raggiunto la causa finale nel 1945? Insomma un’altra contraddizione.

In un suo articolo Masciullo afferma che massoni hanno lavorato per rendere vittoriose la rivoluzione bolscevica, la rivoluzione del ’68 e la rivoluzione del gender (qui: https://www.aldomariavalli.it/2023/06/26/sul-libro-la-tiara-e-la-loggia-in-che-senso-siamo-in-un-tempo-post-massonico/). Ma poi nel suo libro Masciullo afferma che poiché esso non è un saggio sulla storia della Rivoluzione ma sulla storia e sul pensiero della Massoneria, allora egli non si occupa dei fatti rivoluzionari successivi al 1945 come il Sessantotto e la gender theory (cf. p. 272).

Ritengo che Masciullo si contraddica ancora. In realtà il suo libro sembra più una storia della Rivoluzione con massoni piuttosto che una storia della Massoneria. Se il suo libro fosse una storia della Massoneria dovrebbe coerentemente fermare il libro al 1945, invece va oltre parlando di mondialismo, socialismo, comunismo cinese, cioè parla di Rivoluzione e di altre agenzie rivoluzionarie. A questo punto il titolo “La Tiara e la Loggia” parrebbe impreciso o incompleto.

Nella mia recensione ho rilevato contraddizione tra le due suddette affermazioni di Masciullo (nell’articolo dice: ci sono massoni nelle rivoluzioni ’68 & gender; nel libro: la Massoneria non c’entra, perciò non si parla di ’68 né di gender) ma lui replica che non c’è contraddizione, poiché (scrive nella sua contro-recensione):  «Dal fatto che vi siano stati massoni tra i promotori del Sessantotto e della gender-theory non segue logicamente che la Massoneria sia stata la principale regista delle due citate fasi della Rivoluzione».

Ma a questo punto osservo che tale separazione supposta da Masciullo (ossia che l’agire dei Massoni non implica che la Massoneria c’entri o che sia la principale regista) si può estendere anche a tutta la precedente storia della Rivoluzione e/o della Massoneria da lui descritta e anche a tutte le sue fonti antimassoniche ossia Barruel, Nesta Webster, ecc. fino ad Epiphanius che indubbiamente tra tutti gli autori è quello che Masciullo cita di più, almeno una decina di volte (purtroppo nel libro di Masciullo manca un indice degli autori). Logicamente, così facendo, a lungo andare, il ruolo della Massoneria finirebbe con l’essere ritenuto storiograficamente incerto, non-tracciabile, e specialmente dal 1945, persino irrilevante o inutile. 

Nel mio Un manuale per comprendere la Massoneria (2012) dedico una parte all’azione di Massonerie e Massoni nella società e certamente non mi fermo al 1945. Anche alla luce dei miei recenti saggi pubblicati su “Corrispondenza Romana” (ad esempio il caso Gelli-P2) ritengo infondata la teoria del periodo post-massonico 1945 così come la intende Masciullo.

Addirittura Masciullo mi rimprovera di scorrettezza:  «Sarebbe stato più corretto forse citare una parte più larga del mio articolo, dove invece scrivo, “Certo la Massoneria esiste, ed è ancora operativa (in gradi differenti), sia per conservare la Rivoluzione sia per portare a termine questi effetti. Ma la causa finale della Massoneria è stata conseguita, e la Massoneria è di fatto “inutile”, nel senso che sono tantissime le istituzioni che lavorano per sviluppare gnosi e socialismo senza essere iniziate nelle logge. […] Oggi tutte le istituzioni (scuola, università, cinema, media ecc.) pensano come massonerie senza grembiule. Questo però non vuol dire che la Rivoluzione sia finita. L’errore che si fa molto spesso, e che potrebbe avere causato il fraintendimento che voglio qui chiarire, è quello di confondere e di far coincidere la Rivoluzione con la Massoneria, dimenticando che la Massoneria è solo uno strumento, certo il più efficace, della Rivoluzione”» (qui: https://www.aldomariavalli.it/2024/01/13/massoneria-e-chiesa-su-una-recensione-al-libro-la-tiara-e-la-loggia/amp/).

In realtà, in due brani (a cui corrispondono le note n. 7 e n. 8 della mia recensione) ho citato esattamente proprio i brani sopra riportati da Masciullo e che Masciullo mi rimprovera (ingiustamente) di non aver citato! Il lettore può confrontare il testo di Masciullo sopracitato con i suoi brani da me citati:  vedi qui https://www.fidescatholica.com/1828-2/#_ftn7 e qui https://www.fidescatholica.com/1828-2/#_ftnref8. Cliccando sulla nota il lettore può risalire al testo.

Masciullo mi rimprovera che non sono entrato nel merito del suo libro mentre in realtà ho citato brani che ribadiscono appunto la sostanza del suo libro. La critica puntigliosa e piccata che Masciullo mi rivolge, mi sorprende. Mi dà dell’«insigne studioso» ma si contraddice poiché non accetta le mie correzioni rimproverandomi di:

  1. non avere capito bene la sua teoria “periodo post-massonico 1945”;
  2. non aver citato bene i suoi brani;
  3. aver letto «frettolosamente» il suo libro;
  4.  avergli lanciato «frecciatine».

Che dire? Giudichino i lettori confrontando il suo libro con la mia recensione.

Masciullo mi accusa di aver citato «passaggi parziali», in realtà ho citato quanto è sufficiente per far comprendere fedelmente il suo pensiero.

Poi Masciullo obietta: «Secondo padre Siano, non sarebbe possibile citare un autore o un’opera senza condividerne ipso facto l’intero pensiero. Perciò, a detta dell’insigne studioso, se cito nello stesso libro Epiphanius e Introvigne (che elaborano tesi opposte), automaticamente entro in contraddizione con me stesso, perché, dal momento che li cito entrambi, automaticamente devo condividerne per forza tutto il pensiero» (qui: https://www.aldomariavalli.it/2024/01/13/massoneria-e-chiesa-su-una-recensione-al-libro-la-tiara-e-la-loggia/amp/).

Masciullo fa confusione anche in questo caso. Ribadisco che Masciullo dapprima mostra di credere nell’esistenza del Palladismo citando Epiphanius, poi cita, condividendola, la tesi di Introvigne sulla “Massoneria di frangia”, tesi opposta a quella di Epiphanius. È certamente legittimo citare più autori anche con tesi opposte, ma bisogna far capire al lettore quale delle due tesi opposte si preferisce seguire e questo Masciullo mi pare che non lo faccia. Ecco perché ho visto in ciò una contraddizione. Circa l’esistenza del Palladismo: o ha ragione Epiphanius (che lo afferma) o ha ragione Introvigne (che lo nega). Quale tesi sceglie Masciullo?

Masciullo si lamenta che ho dedicato molto spazio ad analizzare l’opera di Epiphanius. Ho ritenuto necessario farlo, visto che è un’opera importante per Masciullo, il quale dichiara di citare nel suo libro anche autori massonici. Ma almeno per quanto riguarda il massone Albert Pike, le citazioni che ne fa Masciullo non sono corrette. Come ho già scritto nella recensione, Masciullo dice di presentare i 33 gradi del Rito Scozzese secondo Albert Pike.  In realtà, Pike non parla del 33° grado e non distingue i 33 gradi in tre classi di 11 come invece fa Masciullo. La terna di 11 gradi ciascuna è invece descritta dallo scrittore antimassone Mons. Meurin (1895) e ripetuta da successivi antimassoni di area per lo più tradizionalista.

Masciullo si lamenta che non dico nulla sui capitoli intermedi del suo libro. Il fine della mia recensione non era fare il riassunto di tutti i capitoli del suo libro (che, peraltro, non sono numerati) ma evidenziarne i punti deboli e gli errori più vistosi.

Torno sulle tesi principali del libro di Masciullo:

  • “Periodo post-massonico” dal 1945
  • Massoneria “inutile”.

Le ripresento secondo il seguente sillogismo:

  • (Premessa minore): “Dal 1945 circa, la Massoneria ha raggiunto il suo scopo o causa finale,”
  • (conseguenza) “dunque, la Massoneria è diventata inutile, è in declino, e la “spada” della Rivoluzione è passata ad altri”.

La premessa maggiore del sillogismo (A), che è implicita, dovrebbe essere questa: “Un’associazione che ha raggiunto la sua “causa finale” perde di significato, diventa inutile”.  

Masciullo mostra di ragionare proprio secondo tale premessa implicita che in realtà è infondata, è falsa, come infondate e false sono anche la premessa minore e la conseguenza.

Perché Masciullo limita la “causa finale” della Massoneria al solo raggiungimento di certi scopi (che definirei “ad extra”)? Il mantenimento delle posizioni raggiunte non rientra, anche quello, nella “causa finale”? A quanto pare, secondo la teoria di Masciullo, la risposta (alla seconda domanda) sarebbe negativa.  La logica della teoria di Masciullo mi risulta davvero incomprensibile.

Ancora circa la “causa finale” della Massoneria, nella mia recensione affermo che la Massoneria si propone nelle sue Costituzioni la Fratellanza Universale e il Perfezionamento Iniziatico. Masciullo mi obietta che lui per “causa finale” della Massoneria intende la sostituzione della fede cattolica con la Gnosi, la diffusione del socialismo e la sottrazione del potere temporale alla Chiesa, e poi aggiunge:

« E comunque, anche qualora dovessimo fare riferimento al perfezionamento iniziatico e universale del genere umano, mi pare evidente che oggi tutti ragionino con categorie gnostiche senza indossare il grembiulino».

Trovo depistante questa sua osservazione. Faccio notare che la “causa finale” della Massoneria non è solo quella descritta da Masciullo (che definirei come “causa finale” ad extra della Massoneria), ma include anche il “Perfezionamento Iniziatico” (che definirei “causa finale” ad intra della Massoneria). E invece lui obietta che tale “perfezionamento” gnostico ormai lo si può conseguire al di fuori della Massoneria… Faccio notare che il “perfezionamento” proposto dalla Massoneria è di natura rituale (mediante riti e simboli) e perciò è diverso da quello dei senza-grembiulino.  Mi sorprende la “logica” depistante del filosofo Masciullo.

Torno a ribadire, che dal punto di vista sia filosofico che storico, il raggiungimento di certi scopi massonici (o “causa finale”, totale o parziale, “ad extra” o “ad intra”) e l’esistenza di altre agenzie rivoluzionarie non implica necessariamente (come Masciullo vorrebbe far credere) che la Massoneria abbia perso senso o che sia “inutile” o in declino.

L’esame attento di testi e fatti massonici mostra che la Massoneria non è in declino, non passa ad altri la sua “spada”, anzi molto probabilmente è presente anche in quelle agenzie che secondo Masciullo l’avrebbero di fatto sostituita.

Quasi al termine della sua contro-recensione, Masciullo scrive di se stesso una sorta di “excusatio non petita”: «Che sia anche il sottoscritto un falso convertito, un cripto-massone con il fine ultimo di confondere le acque?». Non mi è affatto venuto in mente un sospetto del genere nei suoi confronti. Ma quel che è certo è che, a prescindere dalla sua buona volontà, confonde davvero le acque.

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