In Indonesia l’islam vieta celebrazioni e addobbi natalizi

Natale IndonesiaIn Indonesia, Paese musulmano più popoloso al mondo, crescono le tensioni legate al fondamentalismo della Mezzaluna, non più limitate alla sola provincia di Aceh – ove vige già la sharia -, bensì estesesi anche ad altre aree del Paese, ove pure si cerca di imporre norme, usi e costumi musulmani.

Per questo decine di estremisti islamici del distretto di Sukaharjo lo scorso 15 dicembre hanno attaccato tre esercizi commerciali di Surakarta, nello Java centrale, imponendo le proprie regole. La “colpa” degli esercenti era unicamente quella di aver venduto oggetti ed abiti natalizi, nonché di aver promosso eventi legati a tale ricorrenza. Secondo quanto riferito dall’agenzia AsiaNews, gli autori del blitz – condotto presso il Solo Paragon Lifestyle Mall, il Solo Grand Mall e il Luwes Shop – apparterrebbero a ben cinque diverse sigle del radicalismo musulmano: il DSKS o Consiglio della Sharia, il LUIS o Gruppo Guerrieri Islamici, le Brigate al Ishlah, la Jemaah Anshoruti Tauhid e la Jemaah Ansarus Sharia.

Non è purtroppo l’unico episodio di prevaricazione violenta: la scorsa settimana il leader musulmano di Jakarta ha lanciato un monito nientemeno che al Presidente Joko “Jokowi” Widodo, invitandolo a non prender assolutamente parte ad alcuna celebrazione cristiana del Natale, auspicando che in ogni caso quelle in programma tengano un profilo basso, per non urtare la “sensibilità” musulmana.

Ma le cose non vanno meglio a Banda Aceh, dove il Sindaco, Illiza Illiza Sa’aduddin Djamal, ha emanato un regolamento municipale, in cui si fa espressamente divieto ai musulmani di partecipare a funzioni cristiane. Per legge.

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