In Francia la polizia reprime le manifestazioni “antigay”

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Parlamento francese(di Emanuele Gagliardi) Il voto del Parlamento francese sul disegno di legge che sancisce il matrimonio omosessuale e l’adozione di bambini da parte di coppie gay è stato fissato per il 23 aprile, in chiusura dell’ultimo esame dell’Assemblea Nazionale il cui tempo massimo di dibattito è stato limitato a 25 ore. Procedura accelerata voluta dall’esecutivo dopo l’adozione del testo in Senato.

Nella notte fra il 14 e il 15 aprile scorso, a Parigi, 67 persone sono state fermate dalla polizia mentre tentavano di montare delle tende dinanzi al palazzo del Parlamento in segno di protesta contro le nozze gay. In serata il ministro dell’Interno, Manuel Valls, era stato bersaglio dei militanti contrari a questi “matrimoni”. Un gruppo di persone, dopo essersi date appuntamento attraverso i social network, avevano atteso il ministro all’uscita di un concerto alla Sala Pleyel (a cui prendeva parte anche la moglie di Valls, violinista).

Sabato 13 aprile un altro gruppo ha manifestato sotto le finestre di casa del deputato verde Francois de Rugy, mentre circa 450 persone si sono riunite nel palazzo dei Congressi di Nantes mentre si svolgeva un dibattito sull’Islam a cui partecipava Caroline Fourest, una giornalista notoriamente favorevole al matrimonio delle coppie omosessuali. La cronista è stata seguita per tutto il giorno fino al suo rientro alla stazione Montparnasse a Parigi, mentre il treno da Nantes era stato bloccato per 40 minuti da 200 militanti. Anche il ministro delle Pari Opportunità, Najat Vallaud Belkacem, sarebbe dovuta intervenire alla conferenza di Nantes, ma ha annullato all’ultimo la sua partecipazione per motivi di sicurezza.

L’UMP (Union pour un mouvement populaire) ha chiesto al presidente Hollande di sospendere il progetto di legge: «Francois Hollande deve fare un gesto per calmare la situazione. Questo movimento si sta trasformando in una protesta globale contro di lui», dice Jean-Francois Copé, presidente del principale partito dell’opposizione di destra. E aggiunge: «il paese non è ancora maturo per un tale sconvolgimento dell’organizzazione giuridica della famiglia». «Un’umiliazione totale per il Parlamento», reagisce Christian Jacob, capogruppo in Parlamento dei deputati dell’UMP.


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Intanto anche il movimento La Manif pour Tous, all’origine dei grandi cortei parigini contro le nozze “omosessuali”, ha deciso di anticipare la sua manifestazione nazionale al 21 aprile. La data del 26 maggio, già prevista, è mantenuta anche se il testo sarà votato. (Emanuele Gagliardi)

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