IMMIGRAZIONE: secondo un Rapporto, impoverisce il Paese

«Centinaia di migliaia di immigrati costituiscono un autentico salasso per la Gran Bretagna e per la sua economia, di certo non un beneficio. La maggior parte degli immigrati provenienti dai Paesi in via di sviluppo non apporta niente, a differenza di quanti provengono da Paesi sviluppati quali Stati Uniti o Australia che invece costituiscono uno stimolo all’economia».





«Centinaia di migliaia di immigrati costituiscono un autentico salasso per la Gran Bretagna e per la sua economia, di certo non un beneficio. La maggior parte degli immigrati provenienti dai Paesi in via di sviluppo non apporta niente, a differenza di quanti provengono da Paesi sviluppati quali Stati Uniti o Australia che invece costituiscono uno stimolo all’economia».

Il Rapporto pubblicato dall’Istitute for Public Policy Research stila un elenco delle nazionalità che costituiscono un apporto negativo per il paese. Più della metà dei 650.000 somali, bengalesi, turchi e pakistani sono senza lavoro e usufruiscono del sussidio statale. I polacchi (il gruppo la cui crescita sociale è maggiore) sono i più abili nel trovare un impiego ma percepiscono i salari più bassi e di conseguenza non pagano quasi mai le tasse. Scopo del rapporto, intitolato Immigrants: the Inconvenient Truth, non è certamente quello di presentare l’immigrazione sotto una luce sfavorevole, tuttavia i risultati sono chiari.

Le statistiche governative, che prevedono l’arrivo di circa due milioni di immigrati nei prossimi dieci anni, non potranno non tenerne conto. Di questo avviso è Liam Byrne, ministro dell’Immigrazione, che parla di una «impellente necessità di modificare il sistema dell’immigrazione». In effetti, come i giornali hanno di recente pubblicato, a Londra un crimine su cinque viene commesso da polacchi, giamaicani, irlandesi e somali (Ben Leapman, Home Affairs Correspondent, 1 ottobre 2007).

Ancor più rapidi che  non il governo nel trarre le debite conclusioni, sono stati i 196.000 cittadini britannici che lo scorso anno hanno lasciato la Gran Bretagna per recarsi in Australia, Spagna, America, Nuova Zelanda e Francia (“The Daily Mail”, 23 agosto 2007). (C.B.C.)

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