Immigrazione: fermati in Bulgaria altri 5 jihadisti pro Isis

BulgariaL’emittente Nova Tv riferisce l’ennesima notizia sconcertante: le autorità bulgare hanno individuato cinque uomini di età compresa tra i 20 ed i 24 anni nei pressi del posto di controllo alla frontiera di Gyueshevo. Gli individui sono stati arrestati da un agente, che avevano appena tentato di corrompere, promettendogli una mazzetta di dollari (mostratagli) nel caso avesse “chiuso un occhio”. Con loro però avevano materiale per l’indottrinamento pro-Isis, sermoni tenuti da jihadisti fanatici ed anche video con decapitazioni, memorizzati sui loro cellulari.

Il Dans, la Sicurezza Nazionale bulgara, ha preso sul serio l’accaduto ed ora sta conducendo un’inchiesta d’intesa col Procuratore regionale di Kyustendil. La stampa locale ha spiegato che il gruppetto di terroristi islamici ha cercato di passare il confine attraverso i boschi servendosi dell’auto di un complice, riuscito a passare dalla Macedonia.

La Bulgaria ha da poco completato il suo percorso di filo spinato, fatto con lame di rasoio e lungo 80 chilometri sul fronte sud-est, quello con la Turchia, per controllare i movimenti di massa dei migranti provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia verso l’Europa attraverso la rotta dei Balcani.

A seguito dell’attentato terroristico recentemente sventato sul treno Amsterdam-Parigi, i governi europei stanno pensando di modificare gli accordi nello spazio di Schengen, rivalutando l’opzione di controlli sistematici alle frontiere nella maggior parte dei Paesi membri dell’Ue.

Lo scorso febbraio i servizi segreti turchi, con una nota interna, avevano avvertito la Polizia di oltre 3 mila jihadisti di professione, pronti a giungere in Bulgaria ed Ungheria dalla Siria e dall’Iraq, per poi distribuirsi nel resto d’Europa. Allo stesso modo, a maggio, un consigliere del governo libico aveva preannunciato che membri dell’Isis si erano confusi coi rifugiati imbarcati sui gommoni diretti verso il Continente.

Il leader del partito britannico Ukip, Nigel Farage, ha messo in guardia: «Quando l’Isis ha dichiarato di voler inondare il nostro Continente con mezzo milione di jihadisti islamici, lo pensava veramente e non sarà certo l’attuale politica europea sull’immigrazione e sul diritto d’asilo a fermarlo. Temo che si sia di fronte ad una minaccia diretta per la nostra civiltà, se continuiamo ad autorizzare l’ingresso in Europa ad un numero così grande di persone provenienti da queste regioni del mondo lacerate dalla guerra».

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