Illegali le tre strutture abortive del South Carolina

HaleyTutte e tre le strutture abortive della Carolina del Sud, negli Stati Uniti, hanno violato la legge. Per questo, la governatrice Nikki Haley (nella foto) ha emesso un ordine, che potrebbe comportare la chiusura di almeno due di queste già in un paio di settimane, oltre alle accuse penali, di cui i loro dirigenti e dipendenti potrebbero trovarsi presto a rispondere. La loro posizione è attualmente al vaglio degli uffici del Procuratore generale dello Stato e dello Sled-South Carolina Law Enforcement Division. A darne la notizia, è stata l’agenzia LifeSiteNews.

Il provvedimento amministrativo di sospensione, emanato lo scorso 11 settembre, riguarda il centro di Planned Parenthood del Sud Atlantico, in Colombia, nonché la Greenville Women’s Clinic. Inoltre, sono state previste finora sanzioni per oltre 10 mila dollari, ma la cifra potrebbe ulteriormente levitare.

Il Dhec, Dipartimento di Stato per la Sanità ed il Controllo Ambientale, ha riscontrato 27 violazioni, di cui ben 21 a carico di Planned Parenthood, dalla detenzione di farmaci scaduti alle carenze nella segnalazione degli aborti effettuati. Ma l’accusa più grave e sconcertante riguarda le irregolarità nello “smaltimento” dei feti abortiti portati alla discarica, anziché essere sepolti o cremati come previsto dalla normativa vigente.

Al terzo impianto, il Women’s Medical Center di Charleston, sono stati riscontrati errori nella tenuta dei registri: entro 15 giorni i suoi dirigenti devono presentare un piano per la correzione, così da ristabilire ordine e regolarità nelle procedure.

La governatrice Nikki Haley ha dichiarato di aver avviato le verifiche, condotte tra lo scorso 31 agosto ed il 4 settembre, dopo aver appreso dei video-choc diffusi dal Center for Medical Progress, video in cui si denunciano le gravi violazioni compiute da Planned Parenthood e da società dell’indotto, tra cui il traffico illegale di organi tolti ai feti abortiti: tutto questo mostra «un disprezzo sconvolgente per la vita umana», ha affermato Haley.

Dal canto loro, i vertici di Planned Parenthood South Atlantic si son detti «sconvolti» da questa decisione ed han già gridato all’«interferenza politica», anziché fare ammenda delle irregolarità commesse.

Ma nel mirino delle indagini vi sono anche due società, che si occupano del trasporto dei bambini abortiti, la Stericycle e la MedSharps, i cui funzionari devono rispondere a loro volta delle violazioni loro contestate entro un paio di settimane: sono accusati di aver materialmente trasportato i corpi dei bambini abortiti alla discarica. Anche per loro si prospettano pesanti sanzioni. Se non altro (fonte: Corrispondenza Romana).

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