Il teorico dell’islam europeo nel mirino dell’Interpol

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al QaradawiLo sceicco egiziano Yussef al-Qaradawi, 88enne presidente del Cefr-Consiglio europeo della fatwa e della ricerca, organo giuridico della Foie-Federazione delle organizzazioni islamiche d’Europa, è finito nella lista nera dell’Interpol.

Pesantissime le accuse nei suoi confronti: «incitamento e sostegno all’esecuzione di omicidi intenzionali, aiuto ai detenuti in fuga, incendi dolosi, atti vandalici e furti». Il che non stupisce. Nei suoi libri – come Il lecito e l’illecito – ed in numerosi interventi televisivi – come quelli su Qatar Tv -, già ha ripetutamente raccomandato le operazioni kamikaze – anche a costo di uccidere civili -, lo sterminio fisico di apostati ed omosessuali, la facoltà di picchiare e violentare le donne, definite «provocatrici, poiché non vestite in modo decente», ciò per cui sarebbe giusto «punirle».

Ospite per diversi anni dei congressi dell’Uoif – la federazione islamica francese, che raggruppa ben 400 moschee -, al-Qaradawi è intervenuto più volte anche presso le scuole aderenti allo Iesh, l’istituto di formazione alla lingua araba ed alle scienze islamiche. Ad indicare, quanto spazio gli si conceda a livello internazionale e quanto egli sia in grado di condizionare il pensiero e la formazione delle nuove leve musulmane nel mondo.

Attualmente, in Francia, solo il Fronte Nazionale chiede l’interdizione dell’Uoif e la chiusura delle sue moschee. Gli altri partiti, in particolare l’Ump ed i socialisti del Ps, viceversa, ne finanziano la costruzione in ambito locale, utilizzando oltre tutto soldi pubblici.


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