Il Sabato Santo e la vittoria di Cristo

(di Massimo Viglione) Il Sabato santo è il giorno dell’inganno per le forze delle tenebre. Pensano di aver vinto il Creatore della vita, di averlo ucciso, e, nell’abisso della loro patetica malizia, mettono due ridicole guardie davanti al Sepolcro. Non pensavano che avevano le ore contate, che la loro vittoria sarebbe finita di lì a poco travolta dalla forza infinita della Potenza creatrice della vita.

Mentre chi Lo aveva ucciso il giorno prima pensava (magari con una sorda inquietudine interiore) di aver risolto il problema di Dio, Dio scendeva negli inferi, e in tal maniera riportava, ancor prima della Sua Resurrezione in questo mondo, due vittorie eterne sulle tenebre: 1) ribadiva che Egli è il Padrone anche dell’inferno ed è Dio anche del suo orribile perenne usufruttuario; 2) liberava per sempre i giusti di tutti i secoli trascorsi.

Oggi siamo al Sabato santo. E pensano nuovamente di aver vinto.

Molti urlano “Dio è morto”, “lo abbiamo ucciso noi”. Anzi, “Dio non è mai esistito”, come urlò Friedrich Nietzsche. Mentre ridono, urlano, si sollazzano di parole di inganno, di furti e di omicidi, si inabissano nella follia della lussuria senza confini e dell’odio sguaiato dell’invidia e della superbia, mentre tramano per sovvertire l’ordine del creato e se possibile distruggere il creato stesso e anzitutto l’uomo, non sanno, come non sapevano allora gli ebrei, che oggi è Sabato santo.

Incoscienti e illusi. Questi sono i giorni, le ore, i minuti, di decidere da che parte stare, se con gli apparenti “padroni del mondo” o con Maria, le pie donne e gli apostoli in attesa della immancabile Resurrezione.

Oggi il mondo e in particolare la Chiesa vivono le ore della più tenebrosa e lancinante passione. E molti urlano, sguaiatamente o elegantemente, che Dio è morto. E vivono come se fosse morto.

Per poter risorgere occorre morire e dopo la morte arriva una nuova vita perennemente vittoriosa. Ma Cristo è già morto ed è già risorto una volta per sempre. Viviamo quindi questo Sabato santo, di oggi e dei nostri tempi, con la gioia della speranza incrollabile che ogni minuto che passa avvicina, domani, il giorno della Giustizia.

 

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