Il re saudita: «L’Isis potrebbe essere tra un mese in Occidente»

ArabiaLa circostanza è stata solenne ovvero la cerimonia ufficiale in onore dei nuovi ambasciatori accreditati in Arabia Saudita, tra i quali quelli di Gran Bretagna e degli Stati Uniti: in questa cornice il re Abdullah bin Abdul Aziz ha voluto mettere chiaramente in guardia l’Occidente, senza troppi giri di parole. Occorre prestare estrema attenzione e contrastare in ogni modo la minaccia terroristica, rappresentata dagli jihadisti dell’Isil. Secondo lui, questi potrebbero raggiungere presto l’Occidente con le loro armi, qualora il mondo non si coalizzasse – ed in fretta – per fermarli e combatterli.

Il Sovrano saudita ha specificato come «il terrorismo non conosca frontiere: è un pericolo, che può colpire molti Paesi, oltre al Medio Oriente». Se non ci si facesse carico di tale rischio, ha proseguito, «son certo che potrebbero raggiungere entro un mese l’Europa ed il mese successivo l’America».

Ma non fronteggiare il problema sarebbe, a suo giudizio, «inammissibile: basti guardare come procedono con le decapitazioni, lasciando ai bambini l’esibire teste mozzate in strada. Non ignorate i crimini che hanno commesso e che stanno ancora commettendo. Vi chiedo di trasmettere questo appello ai vostri governi: combattete il terrorismo con determinazione, con la ragione e senza esitazioni».

Re Abdullah ha tra l’altro sollecitato altri Paesi ad unirsi agli sforzi del centro antiterrorismo delle Nazioni Unite, costituito nel 2011 per far fronte alle nuove minacce. Il centro è stato finanziato con 100 milioni di dollari anche dall’Arabia Saudita.

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